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Tirana - Nove alti funzionari, tra cui deputati e sindaci fanno parte dell'elenco della Procura con il sospetto di essere soggetti alla legge sulla decriminalizzazione. Fonti ufficiali della Procura Generale hanno affermato che sei di questi sono deputati e…
Tirana - Nove alti funzionari, tra cui deputati e sindaci fanno parte dell'elenco della Procura con il sospetto di essere soggetti alla legge sulla decriminalizzazione. Fonti ufficiali della Procura Generale hanno affermato che sei di questi sono deputati e tre sono i sindaci di Poliçan, Adriatik Zotkaj, di Tepelena, Tërmet Peçi e di Pogradec, Eduart Kapri. Invece i deputati verificati da parte della procura sono Artan Gaçi, Armando Prenga, Gledion Rehovica, Aqif Rakipi, Omer Mamo e Mhill Fufi. Tutti questi funzionari, ad eccezione di Mhill Fufi e il sindaco del Municipio di Pogradec Eduard Kapri, appartengono alla maggioranza. Ma intanto anche Mhill Fufi è stato escluso dal gruppo del PD, dopo il suo voto per una delle sette leggi della giustizia, per questo l'opposizione lo conta come deputato che vota a favore della maggioranza. Intanto, fonti non ufficiali hanno riferito che anche i rapporti tra il sindaco di Pogradec e la sede blu sono freddi e che quest'ultimo si è avvicinato molto all'LSI. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Ricordiamo che in merito a questi nomi, da tempo, circolavano accuse politiche tra i campi dell'opposizione e della maggioranza, mentre questo martedì 14 febbraio, la Procura ha chiesto dalla Commissione Centrale delle Elezioni dati a seguito delle verifiche condotte. Qualora vengano riscontrate informazioni e prove che qualcuno è stato colpito dalla legge sulla decriminalizzazione allora saranno sottoposti alla procedura con la quale alcune settimane fa è stato revocato il mandato anche ai due deputati Dashamir Tahiri, Shkelqim Selami ed al sindaco di Kavaja, Elvis Rroshi. Anche se la verifica dei nove funzionari è ancora in corso, i media hanno appreso che nei confronti di 4 di questi, sono giunte rogatorie dall'estero, in cui risulta che alcuni sono stati condannati. Secondo le fonti, le condanne e i precedenti penali variano da 4 a 12 anni di detenzione, per traffico di droga e sfruttamento della prostituzione e risulta che sono state emesse dalla giustizia italiana, svizzera, e greca. Quattro funzionari condannati verso i quali sono arrivate le rogatorie, secondo le fonti dal dipartimento della decriminalizzazione, avevano identità diverse da quelle utilizzate oggi quando sono stati condannati.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> La richiesta della procura di revocare il mandato ai 6 deputati, che vengono colpiti dalla "decriminalizzazione", ha peggiorato ulteriormente il conflitto tra il Procuratore Generale, Adriatik Llalla e l'ambasciatore americano, Donald Lu. Il 4 febbraio, i due si sono scontrati in maniera forte con le accuse di ricatto e connessione alla criminalità, scontro questo che ha creato un precedente conflitto tra l'ambasciata americana e la procura albanese. Sulla lettera inviata al Presidente, Adriatik Llalla ha espresso due casi in cui si è sentito personalmente ricattato dall'ambasciatore americano. Il primo era relativo alla questione della Bankers Petroleum, un fascicolo, che come ha fatto intendere il Procuratore Generale è stato chiuso dalla pressione di Donald Lu. Il secondo caso, è proprio la "bomba" che ha fatto scattare la procura, per la revoca del mandato ai deputati Artan Gaçi, Armando Prenga, Gledion Rehovica, Aqif Rakipi, Omer Mamo e Mhill Fufi. La revoca di questi mandati mette a rischio i numeri della maggioranza, nel momento in cui saranno votati i nuovi organi della giustizia. Secondo Llalla, questi deputati connessi alla criminalità sono stati ricattati e usati dall'ambasciata americana per votare la riforma della giustizia. Questo è quanto menzionato nella lettera sull'ambasciatore Donald Lu inviata al Presidente Bujar Nishani, relativa alla revoca dei visti dall'ambasciata americana a diversi PM e giudici albanesi, tra cui anche Adriatik Llalla. Come ha spiegato il Procuratore, l'ambasciata ha revocato il visto ad alcuni alti funzionari della Procura che hanno sotto inchiesta delle persone con potere in Albania, conosciuti pubblicamente come fattori collaborativi dell'ambasciatore americano a Tirana, Donald Lu.<br /><br /> "Queste persone che godono del sostegno dell'ambasciatore americano, fanno parte di determinati segmenti della politica, ma esiste il sospetto che siano legati anche al mondo della criminalità organizzata e che stanno tentando ogni forma per delegittimare, ricattare e paralizzare l'istituzione della Procura", ha affermato nella lettera il procuratore generale Adriatik Llalla. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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