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Tirana - La banca Credins ha richiesto l'inizio dell'esecuzione forzata per una linea di credito di 1,14 miliardi di lek (circa 8 milioni di euro) concesso nel 2014 alla società di commercio del petrolio, ormai in bancarotta, "Tea Construction & Petrol". La…
Tirana - La banca Credins ha richiesto l'inizio dell'esecuzione forzata per una linea di credito di 1,14 miliardi di lek (circa 8 milioni di euro) concesso nel 2014 alla società di commercio del petrolio, ormai in bancarotta, "Tea Construction & Petrol". La società di esecuzione T.M.A ha chiesto, per conto della Banca Credins, che la Tea Construction & Petrol e la persona stipulante, Ardian Xhillari, paghino entro 10 giorni l'importo di 1,14 miliardi di lek e le spese di riscossione, altrimenti nei loro confronti inizierà il processo di applicazione della misura di esecuzione forzata e l'attuazione dei sequestri legali.<br /><br /> La Tea Construction & Petrol (società per azioni - operatore all'ingrosso), ha segnato una fiorente attività nel 2013, acquistando anche due marchi di commercio del petrolio, la Apet e Cyclon, in questo modo ha quadruplicato l'attività, raggiungendo un fatturato di 8,7 miliardi di lek. La società ha segnato un calo del 5% nel 2014, e nella seconda metà del 2015, il suo azionista ha lasciato l'Albania, lasciando dietro di sé una montagna di obblighi non pagati, sia ai terzi come anche alle banche. Nel mese di maggio del 2016 è stato reso pubblico che dalle indagini della Procura di Fier, sulla base del materiale in possesso della Direzione Generale delle Dogane, è emerso che la società "Tea Oil", con amministratore l'imputato, Adrian Xhillari, ha ottenuto il permesso da parte delle autorità doganali per trasportare il petrolio "virgin" in suo possesso, dai depositi di stoccaggio di Mezezi, a Tirana, ai depositi presso la raffineria di trasformazione di petrolio a Ballsh. Ma le indagini hanno dimostrato che questa quantità di petrolio, 4,4 milioni di litri, che non può uscire sul mercato in quanto è greggio, non è arrivata nei depositi a Ballsh, ma è stata distribuita nelle pompe di benzina in varie città del Paese, vendendosi sul libero mercato, e causando un danno di 2.2 milioni di euro.<br /><br /> Presso il Centro Nazionale di Registrazione, la Tea Construction & Petrol figura ancora con lo status attivo, ma dal mese di maggio del 2015 non è stata intrapresa alcuna azione da parte della società, da quando è stato rimosso un indirizzo, mentre dopo questo periodo nella QKB sono state depositate numerose richieste di sequestro da diversi debitori. Ancora non è chiaro quali assets (beni) controlla e ha ancora in possesso la Tea Construction & Petrol, dato che alla fine del 2015, i punti addetti al commercio del petrolio della Tea Construction & Petrol, sono stati sostituiti con il logo della Alpet. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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