Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria - Dato che tra il pubblico della Croazia ha preso piede la psicosi sul futuro incerto della raffineria dell'INA a Sisak, pare che lo Stato abbia avviato una nuova offensiva, con l'obiettivo di stabilire la legalità nella gestione della società…
Zagabria - Dato che tra il pubblico della Croazia ha preso piede la psicosi sul futuro incerto della raffineria dell'INA a Sisak, pare che lo Stato abbia avviato una nuova offensiva, con l'obiettivo di stabilire la legalità nella gestione della società petrolifera nazionale, INA, riferisce, lunedì 31 ottobre, il quotidiano croato Jutarnji list. Secondo le informazioni di Jutarnji list, nel corso dell'ultima riunione del Consiglio di sorveglianza della società, il presidente di questo corpo, Damir Vandjelic, ha emanato istruzioni vincolanti nella gestione della società al fine di armonizzare la struttura amministrativa con le leggi applicabili della Croazia, ovvero, Vandjelic ha ordinato alla Gestione di abolire le funzioni dei direttori esecutivi della compagnia, così come i Consigli di amministrazione. Questa è una delle richieste del Governo croato nelle controversie con la società ungherese MOL circa il modo di gestione della società petrolifera croata. Sempre secondo il Jutarnji list, Vandjelic non ha voluto né confermare né negare le presenti informazioni, ma, secondo alcune fonti provenienti dalla società INA, se le istruzioni di Vandjelovic verranno adottate, gli attuali direttori esecutivi in futuro sarebbero i direttori di settore, mentre il Consiglio di Amministrazione non esisterebbe più come un corpo, e non sarebbe in grado di prendere decisioni, come in questo caso. Comunque, se l'iniziativa di Vandjelic otterrà il sostegno del nuovo Governo croato, porterà ad un risultato che interromperà lo status quo nei conflitti sulla legittimità della gestione della società petrolifera nazionale.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Il Primo Ministro della Croazia, Andrej Plenkovic, ha affermato, giovedì 27 ottobre, che l'INA è la più grande società croata con più di 11.000 dipendenti e che l'obiettivo del Governo è quello di preservare l'INA, continuare il procedimento arbitrale con la MOL e insistere sul fatto che l'INA investe nella ricerca e nel trattamento in Croazia e all'estero. Plenkovic ha affermato che la società INA deve essere il garante della sicurezza energetica della Croazia, aggiungendo che il Governo croato non permetterà che l'INA diventi la filiale della MOL aggiungendo che, chi lavora in Croazia deve rispettare le leggi croate. Lo stesso ha annunciato inoltre che, nel corso della settimana corrente, si terrà la riunione dei Ministri competenti e l'Amministrazione dell'INA, aggiungendo di aver già parlato con il presidente dell'Amministrazione dell'INA, Zsoltan Aldott. Il Ministro della Tutela dell'Ambiente e dell'Energia, Slaven Dobrovic, ha affermato, mercoledì 26 ottobre, che la Rafinerija di Sisak non verrà spenta e sarà trovata una soluzione che permetterà di mantenere i posti di lavoro. Il deputato del MOST e l'ex Ministro dell'Economia, Tomislav Panenic, ha riferito che la MOL ungherese sta cercando di fermare il lavoro presso la raffineria di petrolio a Sisak e anche in quella a Fiume, fino alla decisione della Corte Arbitrale in una disputa con la Croazia, esortando la politica croata a raggiungere il consenso e adottare le decisioni sulla sicurezza energetica e le ulteriori relazioni con la MOL.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> La società ungherese MOL ha affermato alla HINA (The Croatian news agency), che non prevede di fornire la Croazia per mezzo delle sue raffinerie in Ungheria e Slovacchia. Il Presidente del Parlamento croato e il capo del MOST, Bozo Petrov, ha dichiarato che la chiusura della raffineria di Sisak è intollerabile, considerando che entrambe le raffinerie, a Sisak e a Fiume, possono esistere simultaneamente e che non c'è bisogno di minacciare la chiusura. In occasione delle dichiarazioni di Slaven Dobrovic, che la raffineria di Sisak sarà chiusa nel prossimo periodo, l'INA ha comunicato che ha già avviato il processo degli impianti per il nuovo blocco di trattamento, che dovrebbe andare avanti fino alla fine del mese di novembre e che non vi è nessuna decisione sulla chiusura della raffineria, aggiungendo che il focus è sull'ulteriore miglioramento della raffineria di Fiume attraverso l'investimento previsto nella tecnologia per l'elaborazione dei residui pesanti. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Presidente della Croazia, Kolinda Grabar-Kitarovic, ha parlato, martedì 18 ottobre, a Sisak, con i rappresentanti dei sindacati e dell'associazione dei veterani che lavorano presso la società Rafinerija nafte Sisak (Raffineria di petrolio di Sisak), sottolineando che i rapporti con la MOL sono una questione strategica relativa alla sicurezza energetica della Croazia. Secondo Grabar-Kitarovic, è necessario prendere una posizione unica sulla questione e aspettare che in pochi mesi venga risolta la questione dei rapporti tra l'INA e la MOL. Sempre secondo il Jutarnji list, i rappresentanti dei sindacati della Sisak hanno respinto le accuse della MOL che la raffineria di Sisak non è redditizia.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il presidente dell'Amministrazione della MOL, Zsolt Hernandi, in un'intervista rilasciata per il portale web ungherese Origo.hu, dopo l'adozione della strategia di business a lungo termine della MOL, ha affermato, lunedì 17 ottobre, che la compagnia continuerà il suo lavoro in Croazia, portando avanti i piani con o senza l'INA. L'Amministrazione della società ungherese ha approvato, il 14 ottobre, la strategia di business a lungo termine "MOL Group 2030 Enter Tomorrow", con la quale la società intende rafforzare la propria posizione in Europa centrale, diventando un gruppo leader nella Regione ed investendo circa 1,5 miliardi di USD ogni cinque anni con l'obiettivo di far crescere il settore petrolchimico. La MOL sta facendo di tutto per mantenere l'attività dell'INA sotto una luce positiva tuttavia per la questione dello sviluppo a lungo termine, sicuramente, avrà bisogno di cooperare con un partner soprattutto nel Governo croato, ha affermato Hernandi. Quest'ultimo ha sottolineato che occorre discutere dei piani per il 2030 e stabilire cosa deve essere fatto affinché la compagnia petrolifera croata duri altri 15 anni.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> Il Ministro tecnico dell'Economia, Tomislav Panenic, ha valutato come inadeguata la dichiarazione di Hernandi con la quale ha affermato che la MOL può implementare la sua strategia con o senza l'INA, aggiungendo che Hernandi agisce senza fondamento come se fosse la MOL il proprietario di maggioranza e non uno degli azionisti. Panenic ha esortato la compagnia ungherese a parlare con il Governo croato in merito all'INA circa gli investimenti e la cooperazione con l'INA e la MOL Group.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Il Ministro tecnico dell'Economia della Croazia, Tomislav Panenic, sabato 8 ottobre, si è detto insoddisfatto del fatto che un giorno prima è stato trasportato il petrolio nella raffineria di Fiume senza la conoscenza dei membri croati del Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di amministrazione della società INA. Ricordiamo che, nella serata di venerdì 7 ottobre, 12 vagoni di greggio di circa 600 tonnellate, sono stati trasportati nella raffineria di Fiume e non di Sisak. La compagnia INA ha annunciato che è normale che le società petrolifere inviano i loro prodotti tramite ferrovia verso e dalle loro raffinerie. <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> <br /> <br /> In occasione del trasporto di 600 tonnellate di petrolio greggio dai campi petroliferi croati per la lavorazione presso la raffineria di Fiume anziché in quella di Sisak, la MOL ha comunicato, martedì 11 ottobre, che sostiene la gestione dell'INA ed i suoi tentativi di garantire la flessibilità della lavorazione del petrolio nazionale e rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento, nonché ottimizzare le attività della società e ridurre al minimo le sue perdite. Secondo la MOL, la decisione operativa sul trasporto di 600 tonnellate nella raffineria di Fiume, la quale ha una capacità di 4 milioni di tonnellate, il che supera la grandezza del mercato croato, è un passo in questa direzione, aggiungendo che il rafforzamento della competitività e la redditività dell'INA è nell'interesse degli azionisti compresa anche la MOL.<a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <br /> <br /> INA vuole unico pacchetto nella Energopetrol<br /> <br /> Suvad Osmanagic, Consigliere del Premier della Federazione della Bosnia ed Erzegovina (FBiH) Fadil Novalic, ha dichiarato che i rappresentanti croati della INA, i quali sono i proprietari di maggioranza della Energopetrol, questa settimana, andranno a Sarajevo, al fine di armonizzare e firmare con il Governo della Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH) un documento con cui rinunciano all'arbitrato sulla base di una denuncia per la ricapitalizzazione della società, riferisce, sabato 29 ottobre, il quotidiano Dnevni avaz. Osmanagic ha spiegato che il prezzo offerto non è realistico e non può essere discusso. Ricordiamo che il consorzio INA-MOL ha citato, in giudizio, il Governo della Federazione di BiH, sulla base delle dispute giudiziarie, che ha acquisito con la ricapitalizzazione nel marzo del 2006, chiedendo al Governo attuale di compensare le denunce che i lavoratori della Energopetrol hanno presentato. <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /> <br /> <br />
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