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NOTIZIE · OI-335808 · 27/09/2016 15:15:12 · 3553 g fa4 min lettura
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Referendum nella RS non è legale

DiOsservatorio ItalianoSommario

Sarajevo/Banja Luka - Il Dipartimento di Stato americano ha comunicato, lunedì 26 settembre, che il referendum tenutosi domenica, 25 settembre, nella Republika Srpska (RS), non è legale. La dichiarazione del Dipartimento di Stato americano afferma che lo…

Sarajevo/Banja Luka - Il Dipartimento di Stato americano ha comunicato, lunedì 26 settembre, che il referendum tenutosi domenica, 25 settembre, nella Republika Srpska (RS), non è legale. La dichiarazione del Dipartimento di Stato americano afferma che lo svolgimento del referendum ha violato la decisione della Corte Costituzionale della Bosnia ed Erzegovina (BiH) e che gli Stati Uniti (USA) sono preoccupati perché il sudetto è solo test che potrebbe portare a tentativi di dichiarazione di indipendenza della RS dalla Bosnia-Erzegovina.<br /> <br /> "Gli Stati Uniti condannano questo referendum illegale e sosteranno le istituzioni locali nel tentativo di chiedere la responsabilità ai leader della RS per aver messo a rischio lo stato di diritto e l'attuazione dell'Accordo di pace di Dayton" è quanto si apprende dal comunicato firmato dal portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner.<br /> <br /> Gli USA esortano tutte le parti in Bosnia-Erzegovina ad astenersi dalle future mosse e dalla retorica che porta a conflitti ed invita le autorità della BiH a concentrarsi su importanti riforme sociali, politiche ed economiche.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Inzko deluso dal fatto che la leadership della RS ha scelto di violare lo stato di diritto<br /> <br /> L'Alto Rappresentante per la BiH, Valentin Inzko, si è detto incoraggiato dal fatto che la giornata del 25 settembre non ha registrato incidenti. Questi ha esortato gli attori politici ad astenersi dalla retorica aggressiva, che porta ad ulteriori divisioni e ad impegnarsi nel processo di adesione all'UE. Secondo Inzko, il referendum sulla giornata nazionale della RS non ha alcun fondamento giuridico in quanto viola direttamente la decisione della Corte Costituzionale della BiH, e quindi rappresenta la negazione della Corte Costituzionale, della sua decisione, del quadro costituzionale del Paese e lo stato di diritto in Bosnia-Erzegovina.<br /> <br /> "Sono deluso dal fatto che la leadership della RS, invece di concentrarsi sulla creazione di posti di lavoro, migliorare servizi e lottare contro la corruzione, abbia scelto di violare lo stato di diritto e di allontanare la RS ed i suoi cittadini dalla riforma trascinandoli verso l'isolamento", ha riferito Inzko.<br /> <br /> Stando alla dichiarazione, le autorità della RS devono implementare la decisione del mese di novembre 2015 della Corte Costituzionale della BiH quanto prima in modo da armonizzare la legge sulle festività della RS con la decisione della Corte Costituzionale.<br /><br /> La comunità internazionale possiede gli strumenti per garantire l'attuazione dell'Accordo di pace. Nel prossimo periodo, l'Alto Rappresentante effettuerà delle consultazioni con la più ampia comunità internazionale circa i passi futuri ed informerà anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito a questo tema.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Kommersant: "Dodik in conflitto con il mondo coinvolge la Serbia e la Russia"<br /> <br /> Il referendum nella RS, svolto nonostante il divieto della Corte Costituzionale della BiH, rischia di rafforzare il confronto tra la comunità internazionale e il Presidente della RS, Milorad Dodik. Tale conflitto può coinvolgere sia la Serbia che la Russia, stima il quotidiano moscovita Kommersant. Stando al giornale, la comunità internazionale non considera legale la Giornata nazionale della RS, e che, come i musulmani bosniaci, teme che il presente referendum sia il preludio del referendum sull'uscita della RS dalla Bosnia-Erzegovina (BiH). Il Kommersant inoltre aggiunge che Dodik ha rafforzato solo quei timori, chiamando, dopo il referendum, la Republika Srpska come Stato, senza escludere la possibilità di tenere un referendum sull'indipendenza. Il giornale moscovita ha stimato che la Comunità internazionale si trova in una situazione complicata, perché non può ignorare il referendum, aggiungendo che la punizione della RS potrebbe solo rafforzare le tensioni nella Regione. Il giornale ha aggiunto, citando interlocutori anonimi di Sarajevo, che la possibilità più realistica è l'isolamento di Dodik ed il sostegno degli avversari meno radicali all'interno della RS.<br /> <br /> "in caso di realizzazione di un tale piano, il confronto tra la comunità internazionale ed il Presidente della RS potrebbe coinvolgere la Serbia e la Russia, sulle quali conta Dodik per quanto riguarda il slostegno", è quanto riportato sul giornale russo. Secondo la valutazione del Kommersant, Mosca evita di fornire il sostegno incondizionato a Dodik, dal momento che il Cremlino, dopo l'incontro di Vladimir Putin e Dodik, ha rilasciato una breve dichiarazione sulla riunione, la quale non conteneva una parola sul referendum né il supporto."Ciò può significare che Mosca, dopo Belgrado, ha scelto di entrare in dispute dirette circa il referendum nella RS e le sue conseguenze. Perché, sostenere Dodik, per la Russia non significa solo ottenere un nuovo motivo per litigare con l'Occidente, ma significa anche sostenere una più forte posizione pro-serba rispetto a quella della Serbia stessa, il principale partner della Russia nei Balcani", ha stimato il Kommersant.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br />  <br /> <br /> <br />

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