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NOTIZIE · OI-335794 · 27/09/2016 10:30:04 · 3554 g fa10 min lettura
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Nulla di trasparente nella transazione con società offshore

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - In totale mancanza di trasparenza, l'azienda con i maggiori debiti nel Paese, ARMO, è stata ripristinata in funzione dalla società Ionian Refining. Le istituzioni non hanno fornito alcuna spiegazione, cosa accadrà con la liquidazione dei suoi debiti…

Tirana - In totale mancanza di trasparenza, l'azienda con i maggiori debiti nel Paese, ARMO, è stata ripristinata in funzione dalla società Ionian Refining. Le istituzioni non hanno fornito alcuna spiegazione, cosa accadrà con la liquidazione dei suoi debiti e quanti di questi saranno condonanti con la nuova legge che presto verrà presentata al Governo. Il 1° settembre, la notizia è stata annunciata dalla Bankers Petroleum, la quale ha raggiunto un accordo con la Ionian Refining and Trading CO, per vendere a quest'ultima il 65% della produzione. Il rilancio dell'attività, ha fatto ritornare a lavoro una parte degli operai. Ma come può tornare in funzione un'attività sulla quale sono stati stabiliti diversi ordini di sequestro? La ARMO è debitore verso il fisco, le banche ed altri creditori per centinaia di milioni di euro. Dall'altra parte, la società Ionian Refining and Trading CO con un capitale azionista di 35 mila dollari istituita in un paradiso fiscale ha rimesso in funzione la raffineria dell'ARMO, e si è impegnata a risolvere anche i problemi con i terzi. L'unico contratto firmato da questa società (ammesso finora), è quello sulla fornitura di materia prima. Ma anche tale documento ha una scadenza entro la fine di quest'anno. La ABC News ha chiesto, già all'inizio di settembre, presso le istituzioni responsabili, informazioni sulla nuova società e il passaggio della ARMO alle dipendenze di questa compagnia, ma non ha ricevuto una risposta. Il Governo albanese che controlla il 5% delle azioni della ARMO, ma anche il Ministero dello Sviluppo Economico non hanno fornito nessuna risposta se è stato preso il suo consenso in quanto azionista.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> A questo punto, ad oltre due settimane dal giorno in cui il Governo ha presentato la nuova società che ha preso in utilizzo l'unica raffineria di petrolio in Albania, ARMO, sull'estratto del Centro Nazionale di Registrazione, che è l'unico documento che mostra i suoi legittimi proprietari, non è stata eseguita alcuna modifica della proprietà. In questi documenti figura ancora come amministratore della società, Cristophe François-Bernard Darbord, nominato già nel 2015. Intanto il Governo non ha fornito alcuna spiegazione circa l'importo che è stato pagato per questa concessione, o il modo in cui verrà risolta la questione dei debiti della ARMO, che ammontano a 595 milioni di dollari. Di questi, 85 milioni di dollari è l'imposto che la società deve allo Stato. A seguito di un'indagine, l'agenzia Monitor ha riferito che tutte queste penalità beneficeranno dell'amnistia, in base alla recente iniziativa intrapresa sull'amnistia fiscale. Dal Ministero delle Finanze si è parlato, infatti, della completa amnistia degli obblighi non pagati, delle multe e degli interessi di mora prima del 2011 e un amnistia parziale dopo il 2012. Secondo alcuni media, tutto questo si sta facendo proprio per liberare il "gigante malato" ARMO dai debiti. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a>  <br /><br /> <br /><br /> La Ionian Refining & Trading co.<br /><br /> Dall'inizio di questo mese la società registrata offshore nelle Isole Vergini Britanniche sta gestendo la raffineria a Ballsh. A metà del mese di giugno, la Ionian Refining & Trading co. si è registrata presso il Centro Nazionale di Business. L'opposizione e il suo ex leader Sali Berisha, hanno affermato che dietro alla compagnia si trova l'imprenditore albanese Besnik Sulaj. Da giorni infatti, i media e le reti investigative come la BIRN o i media specializzati come Monitor stanno cercando di far luce su quel che sta succedendo realmente con la società immersa nei debiti. Quali sono gli obblighi della nuova azienda verso i debitori, e sopratutto con chi ha firmato il contratto per lo sfruttamento della ARMO? Tramite alcune dichiarazioni pubbliche, il Primo Ministro ha affermato che la società liquiderà i debiti ai creditori. Ma riguardo a questo vi sono grossi dubbi. Sul comunicato della Bankers Petroleum lo sfruttamento della società non sottintende molti impegni finanziari per la nuova compagnia. I suoi piani si estendono al massimo in 18 mesi.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> D'altra parte i lavoratori della ARMO continuano a non percepire i salari arretrati. Intanto il sindaco del Comune di Mallakastra, Agron Kapllanaj, ha riferito che la prospettiva dell'impianto è buia e che in mancanza di contatti ufficiali ha chiesto informazioni per via confidenziale. Presso l'impianto per la trasformazione del petrolio a Ballsh ancora non ha avuto inizio il vero e proprio lavoro tanto atteso, in quanto l'impianto sta ancora in remont (revisione) nelle cui attività sono stati ingaggiati 200 dipendenti. I salari dei 5 mesi dello scorso anno sono ancora motivo di contesa con i titolari dell'Azerbaigian. Nel Comune di Mallakastra l'azienda ha 5 milioni di euro di tasse non pagate nel corso degli anni. L'impianto di Ballsh ha avuto un collasso finanziario un anno fa, in quanto il blocco dei conti correnti dei titolari azeri ha contribuito alla sua rovina economica. Pertanto 1200 operai dell'opificio sono scesi in strada mentre è stato stabilito il sequestro per gli assets della ARMO. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /><br />  <br /><br /> L'analisi di Monitor: Refining and Trading CO ha ingannato anche il Governo americano<br /><br /> Il Governo albanese non ha fornito alcuna spiegazione su quel che sta succedendo con l'unica raffineria di trasformazione del petrolio in Albania, ma ha solo presentato nuovi investitori. Non è stato spiegato quel che è successo, in realtà, con la sua proprietà, come saranno liquidati gli obblighi della compagnia e quale soluzione verrà fornita per i debiti fiscali. "Monitor" ha appreso che non vi è stato alcun cambiamento nell'ottenimento degli assets dai nuovi usufruenti, i quali stanno sfruttando questa ricchezza senza avere alcun contratto firmato sul valore dell'investimento e la liquidazione dei debiti, ma solo delle promesse mediatiche. Harry Seargent, che si è presentato come rappresentante del gruppo investitore, risulta, secondo le referenze sulla stampa americana, una persona che ha ingannato, tramite un contratto commerciale nel settore petrolifero lo stesso esercito americano. Ad ogni articolo, a suo fianco esce come collaboratore vicino a Mustafa Abu Nabaá, che è il capo del Consiglio di Amministrazione della società che sta sfruttando la ARMO. L'8 giugno di quest'anno, la Ionian Refining and Trading CO. si è registrata presso la QKB. Giorni dopo, due rami di questa società, con lo stesso nome, hanno aperto altre due partite IVA, per rendere attiva la compagnia anche in altri campi. I campi sono la compravendita dei beni immobili, l'elaborazione degli idrocarburi e del gas e il commercio dei carburanti. La notizia per la modifica della proprietà è stata annunciata da Bankers Petrolium, la società concessionaria di produzione del petrolio a Patoz-Marinez. Indirettamente, la Bankers ha annunciato un accordo firmato con la società IRTC sh.a., dove avrebbe dato una parte della produzione per la raffineria del petrolio e dei suoi derivati all'impianto di Fier e Ballsh, di conseguenza la ARMO. Fonti di "Monitor" hanno affermato che questo accordo è stato consentito su insistenza del Governo in modo tale che i dipendenti di ARMO potessero proseguire il lavoro e la raffineria non venisse ammortizzata del tutto. I canadesi non venderanno più caro il petrolio al nuovo consorzio, ma il prezzo sarà lo stesso di quello di esportazione aumentando i costi del trasporto. Il prezzo del petrolio, secondo quest'accordo si basa su quello dell'esportazione, abbassando i costi del trasporto e le tariffe portuali. <br /><br /> "IRTC trasformerà il petrolio greggio nelle raffinerie nazionali di Fier e Ballsh. Il resto del petrolio prodotto dalla Bankers continuerà ad essere venduto sul mercato dell'esportazione", si apprende dal comunicato della Bankers. <br /><br /> Con un consiglio direttivo rappresentato da tre persone, la compagnia IRTC (Ionian Refining and Trading CO) ha eletto alla sua guida un cittadino domenicano, nato in Giordania, come presidente del suo Consiglio Direttivo. Sullo statuto, la società spiega la sua attività e non esclude la possibilità di affittare, a terzi, e prendere in affitto dei beni immobili, anche se l'obiettivo principale è la raffineria degli idrocarburi. <br /><br /> "Siamo molto entusiasti per il rilancio della grande raffineria in quanto tutta questa gente tornerà a lavoro. Vorrei dire che è stata una questione molto complicata, ma dopo le operazioni con le banche abbiamo acquistato i crediti anche con alcuni investitori americani. Abbiamo il sostegno del Governo per risolvere alcune questioni complicate che sono rimaste e per riportare in vita l'impianto", ha affermato per i media Harry Seargent, rappresentante di IRTC sha., conosciuto come miliardario della Gulf Stream e di alcune altre aziende di petrolio in Texas. <br /><br /> “Monitor” ha appreso che le due persone che si sono direttamente occupate di rimettere in funzione la raffineria sono state il Ministro delle Finanze, Arben Ahmetaj, e il Vice Primo Ministro, Niko Peleshi. Al Ministro Ahmetaj è stato chiesto, nello specifico, come è avvenuta la vendita dell'opificio di Ballshi, durante la visita che il Ministro ha realizzato in questo assets. <br /><br /> "Desidero che capiate sia voi che i cittadini, che l'affitto non è stato realizzato da noi. Questo assets, questa raffineria che vedete, è stata, a causa della privatizzazione corruttiva, caricata di tasse non pagate, fornitori non pagati, lavoratori scesi in strada sicché è stata presa in pugno dalle banche e la società americana, cioè l'investitore, l'ha acquistata dalle banche. La raffineria è stata concepita come un'operazione in sé, privata tra le banche e le due società. Il nuovo proprietario della raffineria è il gruppo americano, dunque l'investitore", ha spiegato Ahmetaj.<br /><br /> In altre parole, il Ministro Ahmetaj ha fatto riferimento alle due banche che operano in Albania, la Credins e la Raiffeisen, che hanno chiesto di prendere l'opificio di Fier e Ballsh per l'esecuzione del prestito, rispettivamente di 18 e 27 milioni di dollari che ARMO ha contratto nei primi anni della privatizzazione. Ma se pure le banche hanno ragione nessuno è interessato ad acquistare la ARMO. La ragione è semplice: non possono essere proprietari di un settore strategico senza la decisione del Consiglio degli Azionisti. Contattata da Monitor, la società di esecuzione EPSA che ha depositato gli ordini di sequestro della raffineria, la quale ha tentato di realizzare delle aste per la vendita dei beni della società, ha riferito che le banche non hanno venduto nulla, in quanto nessuno si è mostrato interessato all'acquisto. Lo stesso Monitor ha appreso che finora non esiste alcun accordo tra gli azionisti di ARMO e la compagnia IRTC sh.a. Mediante il consenso dei funzionari del Governo, la società offshore ha ottenuto l'approvazione dall'amministratore della società per utilizzare i beni e rimettere in funzione la raffineria in cambio della liquidazione dei salari per i lavoratori e la realizzazione di un investimento per migliorare il suo stato non superiore ai 15 milioni di dollari. Dunque la ARMO non è stata venduta ma viene sfruttata da una società estera, ma quale importo sta pagando come affitto, nessuno sa dirlo. Il Ministro Ahmetaj ha asserito che il valore dell'investimento in 18 mesi avrebbe raggiunto quota 150 milioni di dollari.<br /><br /> "Solo nel primo anno ci sono 52 milioni di dollari di investimenti che andranno a favore del rinnovamento della raffineria e la connessione dei campi di gas con il gasdotto Trans Adriatico, pari a quasi 100 milioni di dollari aggiuntivi da investire. La riparazione delle tubature e l'ampliamento delle operazioni con il petrolio ed il gas, certamente, avrà un impatto diretto sulle operazioni della Bankers, perché si richiede una considerevole quantità da elaborare in questa raffineria", ha affermato Ahmetaj durante la visita a Ballsh. <br /><br /> Sebbene sia una società fallita, la ARMO nel periodo 2014-2015, è stata una fonte di guadagno per due sfruttatori che hanno preso in affitto la raffineria. I subcontractor della società, che sfruttarono Ballshi e Fieri, Deveron Oil Albania e TPD-Trading Petrol & Drilling, hanno riportato entrate rispettivamente di 119 milioni di dollari e 113 milioni di dollari nel 2015, piazzandosi tra le 20 aziende più grandi per giro di affari.  <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /><br />  <br /> <br />  <br /> <br /> <br />

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25
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Persone
4
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Aziende
6
menzionate
◉ Geografia della notizia · 3 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Ballsh · Fier · Mallakastra · Tirana · British Virgin Islands
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