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NOTIZIE · OI-334726 · 02/08/2016 15:25:50 · 3609 g fa5 min lettura
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Dove finiscono le armi dai Balcani dal valore di centinaia di milioni di euro

DiOsservatorio ItalianoSommario

Sarajevo / Belgrado / Zagabria -  Balkan Investigative Report Network (BIRN) e la Rete per le indagini sulla criminalità organizzata e la corruzione (OCCRP), dopo un anno di indagini, hanno pubblicato un rapporto sulle esportazioni di armi provenienti dai…

Sarajevo / Belgrado / Zagabria -  Balkan Investigative Report Network (BIRN) e la Rete per le indagini sulla criminalità organizzata e la corruzione (OCCRP), dopo un anno di indagini, hanno pubblicato un rapporto sulle esportazioni di armi provenienti dai paesi dell'Europa centrale, sud-orientale ed orientale. Il rapporto comprende le armi esportate in Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti (EAU) e Turchia, riferisce Al Jazeera. Dal 2012, otto Paesi hanno approvato la consegna di armi e munizioni dal valore di almeno 1,2 miliardi di euro.<br /> <br /> I rapporti nazionali incompleti nonché quelli delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea sulle esportazioni di armi e i contratti di vendita a partire dal 2012 ad oggi, confermano il valore di cui sopra specificato del commercio delle armi di otto Paesi, tra cui vi sono la Croazia, la Serbia, la Bosnia ed Erzegovina (BiH) ed il Montenegro. Secondo tali rapporti, la Croazia ha esportato verso il Medio Oriente armi dal valore di 302 milioni di euro, la Repubblica Ceca 240 milioni di euro, la Serbia ha esportato armi dal valore di 194 milioni di euro, la Slovacchia 192 milioni di euro, la Bulgaria 122 milioni di euro e la Romania 81 milioni di euro. In quel periodo la Bosnia-Erzegovina (BiH) ha esportato in Medio Oriente armi dal valore di 72 milioni di euro mentre il Montenegro ha occupato l'ultimo posto della lista con le esportazioni dal valore di 3 milioni di euro.<br /> <br /> Serbia: Rispettiamo le leggi<br /> <br /> La BIRN e la Rete per le indagini sulla criminalità organizzata e la corruzione nel loro rapporto, allegando le testimonianze degli esperti di armi e dei diritti umani, nonché le foto e le video registrazioni, hanno affermato che le armi vengono indirizzate ai gruppi armati siriani in altri Paesi, alcuni dei quali sono accusati di crimini e quindi sostengono che questo sia il commercio illegale di armi.<br /> <br /> Il Ministero della Difesa della Serbia, reagendo a tale rapporto, ha affermato che la Repubblica di Serbia rispetta rigorosamente le regole prescritte, i criteri e le convenzioni internazionali in materia di commercio di armi e attrezzature militari. Infatti, durante il processo del rilascio dei permessi, la Repubblica di Serbia ha chiesto sempre la cosiddetta End User Certificate, cioè la dichiarazione sull'utente finale, che di solito è firmata e certificata dall'organo nazionale del Paese in cui le armi e le attrezzature militari si esportano.<br /> <br /> Commentando l'esportazione di armi provenienti dalla Serbia, il Primo Ministro serbo, Aleksandar Vucic, ha affermato che, nel mese di giugno, la Serbia ha rispettato tutte le norme internazionali, le regole e le leggi sulle esportazioni di armi e che la domanda supera di gran lunga la capacità di produzione.<br /> <br /> Croazia: Non ci sono abusi<br /> <br /> L'agenzia croata Alan, che si occupa dell'importazione e dell'esportazione di armi, ha affermato che tutti i Paesi, che comprano le armi dalla Croazia, hanno acquistato e comprato anche oggi le armi da una dozzina di Paesi della vecchia e della nuova Europa, e sostiene che non c'è mai stato alcun abuso, respingendo tali informazioni ritenute infondate.<br /> <br /> Lawrence Marzouk, dalla Rete per le indagini sulla criminalità organizzata e la corruzione, ha dichiarato che nessuno dei quattro paesi importatori, che sono menzionati nella relazione, ha risposto alla loro richiesta sulla destinazione e l'uso di armi. Per quanto riguarda il materiale usato nella relazione, lo stesso ha affermato che nella maggior parte dei casi hanno utilizzato messaggi ufficiali di YouTube o Twitter dei diversi gruppi provenienti dalla Siria. "Abbiamo assunto le persone che parlano la lingua araba, il cui compito è stato quello di individuare il loro accento e tradurre quello che dicono, per poi spiegarci da dove provengono  Abbiamo prestato l'attenzione alle divise indossate, ma ci sono molti fattori diversi che abbiamo tenuto in considerazione durante l'identificazione dei materiali", ha affermato Lawrence Marzouk. Questi ha aggiunto, inoltre, che hanno  identificato più di 50 videoregistrazioni sufficienti per confermare, in modo affidabile, che le armi sono finite lì.<br /> <br /> Tabak: Il mercato delle armi come 'Wild West'<br /> <br /> Alla domanda se le prove presentate nella relazione bastano per convincersi che le armi finiscono nelle mani dei gruppi armati, l'analista militare Igor Tabak ha risposto che è abbastanza sicuro. "Un sacco di materiale mostra chiaramente le armi di tipo sovietico, ma le armi sono spesso ingrandite per vedere le iscrizioni e le marcature sulle munizioni. Sì, sembra molto probabile che le armi finiscano nelle zone che sono sotto embargo, sul mercato nero, e così via", ha affermato Tabak. Stando alle sue parole le armi non sono esportate direttamente nei Paesi in cui è vietato o nel Paese che è sotto l'embargo o si trova sulla lista nera. " Stiamo parlando di esportazioni verso Paesi per i quali non ci sono restrizioni, ma non è stata prestata attenzione alle destinazioni finali di tali armi. I nuovi documenti sul controllo degli armamenti in generale chiedono una maggiore attenzione alla destinazione finale delle armi", ha aggiunto Tabak, sottolineando che il mercato delle armi e delle attrezzature militari non è un mercato libero. "Questo non è un esempio del reale affare di mercato. Vi è sempre l'intervento dello Stato, ci sono gli affari che sono totalmente pubblici, un po' meno pubblici e gli affari che non sono pubblici. Molto spesso i documenti non dicono neanche dove vanno le armi. Temo che questo modo di fare business nel mercato delle armi sia una pratica abbastanza comune, che è un 'Wild West' ", ha concluso Igor Tabak.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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27
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3
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Aziende
1
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