Parliamone.
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Tirana - Nel mese di luglio gli esecutori di ARMO si sono precipitati a bloccare, per l'ennesima volta, gli assets della raffineria fallita di petrolio e liberarla con alcuni ordini di sequestro. La società TDR group ha registrato la richiesta per conto…
Tirana - Nel mese di luglio gli esecutori di ARMO si sono precipitati a bloccare, per l'ennesima volta, gli assets della raffineria fallita di petrolio e liberarla con alcuni ordini di sequestro. La società TDR group ha registrato la richiesta per conto della società petrolifera statale, Albpetrol, la misura di sequestro conservativo di alcune proprietà della ARMO perché quest'ultima non ha risposto alla chiamata per l'esecuzione volontaria dell'obbligo. In precedenza, Albpetrol ha fatto sapere che il debito della ARMO ha raggiunto i 50 milioni di euro. La società, dopo la valutazione nel mese di marzo ha dichiarato, che la ARMO uscirà all'asta e se la sua vendita non avverrà dopo le procedure previste dalla legge, allora passerà nelle mani della Albpetrol.<br /><br /> La Dogana di Fier è un'altra istituzione statale che ha chiesto il sequestro dei beni (assets) di ARMO alla fine di giugno. La dogana ha deciso di ricuperare, con forza, il debito doganale della dogana di Fier, il che ha fatto si che l'esecutore chiedesse il blocco dei beni immobili e mobili della ARMO. La dogana ha posto il sequestro conservativo per una serie di beni della ARMO, dove solo la superficie di terreno è di circa 400 mila m2 (circa 40 ettari), principalmente terreno in cui si trovano i recipienti di riserva del petrolio, ma anche gli uffici dell'amministrazione ed altri edifici. Sulla richiesta per iscritto non vengono forniti dati in merito all'ammontare del debito doganale. D'altra parte se il debito si è creato prima del mese di dicembre 2010, allora è molto probabile che sarà amnistiato una volta attuato il piano di finanze per una nuova amnistia fiscale.<br /><br /> Le banche iniziano il ritiro<br /><br /> Ricordiamo che, la Banca Credins si è ritirata dall'esecuzione in modo forzato dei due crediti bancari non liquidati da ARMO, attraverso due decisioni per la sospensione dell'esecuzione del sequestro conservativo, per un over-draft non pagato del 2015, e un contratto di prestito del 2013. Credins aveva chiesto il sequestro solo poche settimane fa, a inizio giugno. In precedenza, è stata la Banca Raiffeisen, creditrice della ARMO, ad aver tentato la vendita di alcuni suoi beni. Questi comprendevano un terreno e degli edifici nel villaggio Drize, ma entrambe le aste sono fallite e sono passate nelle mani di Raiffeisen.<br /><br /> I debiti della ARMO<br /><br /> Alla fine del primo semestre del 2016, gli obblighi della società ARMO sono arrivati ad un totale di 595 milioni di dollari, secondo le fonti dal Ministero dell'Energia, un importo questo pari al 5% del Prodotto Interno Lordo (PIL) del Paese. Le stesse fonti hanno reso noto che, circa 300 milioni di dollari sono prestiti bancari mentre il resto dei debiti è diviso tra Albpetrol, Direzione Tasse, terzi e dipendenti. Questi ultimi hanno avviato le proteste per non aver preso il salario da ormai mesi. Nel mese di agosto 2013, Heaney Assets Corporation ha acquistato le azioni di Anika Mercuria Refinery Associated Oil, che controllava l'85% della azioni della ARMO sh.a. Nella data di acquisto, Heaney Assets Corporation, ha riconosciuti gli obblighi della società che ammontavano a 243.5 milioni di dollari. ARMO, durante il 2014, ha ottenuto delle entrate come affittuario delle due raffinerie e loro proprietario. Ma d'altra parte gli obblighi della compagnia sono aumentati in modo galoppante negli ultimi due anni, ammontando a circa 600 milioni di dollari. ARMO è intanto il più grosso cattivo creditore nel Paese, in quanto risulta sull'elenco delle 35 società che hanno il 60% di prestiti problematici nel Paese. Il prestito verso le banche in Albania è stimato intorno ai 50 milioni di euro. <br />
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