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Belgrado - Il relatore del Parlamento europeo per la Serbia, Davis McAllister, in un'intervista per RTS, giovedì 14 luglio, ha dichiarato che la Serbia sta progredendo verso l'Unione Europea (UE), è che ha legami speciali con la Russia, il che può aiutare a…
Belgrado - Il relatore del Parlamento europeo per la Serbia, Davis McAllister, in un'intervista per RTS, giovedì 14 luglio, ha dichiarato che la Serbia sta progredendo verso l'Unione Europea (UE), è che ha legami speciali con la Russia, il che può aiutare a rafforzare i legami diplomatici tra l'UE, i suoi partner e Mosca. McAllister ha inoltre sottolineato che il Governo serbo è dedicato alla politica dei rapporti di buon vicinato e che sarebbe bene continuare tale politica. Secondo McAllister, Belgrado dovrebbe armonizzare pienamente la politica estera e di sicurezza con l'Unione Europea.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Per quanto riguarda il capitolo 31, relativo alla politica estera e di sicurezza comune, McAllister ha ricordato che il Parlamento europeo ha osservato che le esercitazioni militari tra la Serbia e la Russia non possono essere tollerate, aggiungendo che neanche l'aggressione della Russia può essere tollerata. Lo stesso ha ricordato che la Serbia ha attuato 10 volte più esercitazioni militari congiunte con gli alleati occidentali che con la Russia, però non sono tutti coscienti di ciò. Secondo McAllister, al fine di ridurre la dipendenza energetica della Serbia dalla Russia, l'UE dovrà occuparsi anche del progetto di Comunità energetica. Questi sostiene le conclusioni di Varsavia che i rapporti tra la Serbia e la NATO sono utili per la Serbia e la Regione, e che l'adesione all'UE non è legata alla NATO. McAlliater ha aggiunto che la partecipazione della Serbia alle missioni dell'UE e alle operazioni della NATO è impressionante ed ha sottolineato che la normalizzazione di rapporti tra Belgrado e Pristina non significa il riconoscimento ufficiale del Kosovo.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Prendendo la parola in occasione della conferenza "Strategia globale della politica estera e della sicurezza dell'UE ed i Balcani occidentali", Ivica Dacic ha riferito che la Serbia non cambierà il suo obiettivo strategico, cioè la piena adesione all'UE. Dacic ha aggiunto che gli amici dell'indipendenza del Kosovo e quelli che sostengono le decisioni che vanno a scapito della Serbia, non possono aspettarsi che il Paese interrompa i contatti con i suoi amici e introduca le sanzioni, alludendo alla Russia. Per quanto riguarda l'indipendenza energetica dalla Russa, che l'UE presumibilmente vuole raggiungere nei Balcani occidentali, Dacic ha affermato che vorrebbe che anche la Germania abbia un tale rapporto verso la Russia.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Reagendo alla dichiarazione di David McAllister che il percorso della Serbia all'UE va attraverso l'introduzione delle sanzioni contro la Russia, il Presidente del Partito Democratico di Serbia (DSS), Sanda Raskovic Ivic, ha chiesto giovedì, 14 luglio, di nuovo il referendum sull'adesione della Serbia all'UE, perché, a suo dire, questo percorso è pieno di riscatti, il cui adempimento porterebbe al collasso della Serbia. Secondo il comunicato del DSS, l'esperienza nelle integrazioni europee dimostra che, dopo queste condizioni, i seguenti requisiti per la Serbia sarebbero l'adesione alla NATO, il permesso della commercializzazione di prodotti geneticamente modificati e la vendita di tutte le risorse naturali.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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