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Algeri - L'associazione algerina per l'Industria del Gas ha organizzato un Workshop sulla salvaguardia di gasdotti offshore del Paese. Abdelmajid Attar, vice presidente dell'associazione, ha stimato che l'Algeria rimarrà, nonostante la concorrenza, il più…
Algeri - L'associazione algerina per l'Industria del Gas ha organizzato un Workshop sulla salvaguardia di gasdotti offshore del Paese. Abdelmajid Attar, vice presidente dell'associazione, ha stimato che l'Algeria rimarrà, nonostante la concorrenza, il più grande esportatore di gas nel Mediterraneo e il più affidabile. Alla fine di maggio, durante il Forum energetico UE-Algeria, il Commissario europeo per l'azione per il clima e l'energia, Miguel Arias Cañete, ha parlato delle sfide poste davanti l'Algeria in un mercato in cui la domanda di gas non potrà che aumentare e la necessità per il Paese di aumentare la sua produzione. Per il momento vi sono tre gasdotti, il primo è l'Enrico Mattei (1982) che collega l'Algeria con l'Italia attraverso la Tunisia, con una capacità di 33 miliardi di metri cubi l'anno. Il secondo è Pedro Duran Farell (1996) che collega l'Algeria con la Spagna attraverso il Marocco, con una capacità di 11 miliardi di metri cubi, mentre il Medgaz (1996), tra l'Algeria e la Spagna contribuisce a migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti, con una lunghezza di 210 km e una capacità di 11 miliardi di metri cubi. Tuttavia, la prospettiva della costruzione del gasdotto Galsi che collega l'Algeria direttamente in Italia - gli studi sono stati già finalizzati - permetterà alla rete l'esportazione di 64 miliardi di metri cubi l'anno, è quanto rilevato da Abdelmajid Attar, restando però da aumentare il potenziale dei campi già esistenti e lo sviluppo di nuovi giacimenti. L'Algeria ha ancora una significativa capacità di produzione e aumento della produzione entro il 2018 grazie a nuovi giacimenti in fase di sviluppo nel sud-ovest del Sahara. <br />
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