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Sarajevo - I rappresentanti dei Ministeri degli Interni della Bosnia-Erzegovina (BiH), della Serbia, del Montenegro, della Moldova, della Fyrom-Macedonia e dell'Albania hanno firmato mercoledì, 1 giugno, sulla montagna di Jahorina, nei pressi di Sarajevo,…
Sarajevo - I rappresentanti dei Ministeri degli Interni della Bosnia-Erzegovina (BiH), della Serbia, del Montenegro, della Moldova, della Fyrom-Macedonia e dell'Albania hanno firmato mercoledì, 1 giugno, sulla montagna di Jahorina, nei pressi di Sarajevo, una dichiarazione congiunta, sulla base della quale si sono impegnati a rafforzare la cooperazione in materia di protezione dei confini internazionali, valutando che tutto ciò è di grande importanza a causa della crescente crisi dei migranti e le minacce terroristiche, riporta il canale televisivo N1. Nel corso della conferenza annuale, dedicata al programma speciale della protezione dei confini, guidata dal Centro per il controllo democratico delle forze armate (Centre for the Democratic Control of Armed Forces, DCAF) di Ginevra, a cui la Croazia ha partecipato in qualità di osservatore, insieme alla Slovenia, all'Ungheria, all'Austria e al Kosovo, è stata adottata la dichiarazione a livello ministeriale ed è stato sottolineato che, le sfide della sicurezza di oggi non sono solo un pericolo per la stabilità dei confini, ma anche una minaccia diretta alla sicurezza generale. Come riporta il comunicato, la presente dichiarazione, adottata da parte di sei Paesi regionali afferma la prontezza nel creare un sistema integrato della gestione dei confini in conformità con gli standard, applicabili all'UE. E' stato inoltre osservato che, oltre ad una legislazione, è necessario creare i prerequisiti tecnici, come meccanismo efficace per lo scambio di dati sulle persone che attraversano il confine di Stato della regione. I partecipanti hanno valutato che, in questo modo, saranno affrontate, con maggiore efficacia, la criminalità organizzata e transfrontaliera sul territorio del Sud-Est Europa. Il direttore dell'ufficio del DCAF di Lubiana, Anton Travner, ha affermato che la dichiarazione di Jahorina è molto importante, dato che essa nei prossimi anni avrà un impatto significativo sullo stato della sicurezza dei confini della Regione. Il facente funzione di direttore dell'Amministrazione della Polizia della Serbia, Vladimir Rebic, ha dichiarato che è chiaro che il terrorismo rappresenta il pericolo più grande, il quale è stato combinato con le sfide delle migrazioni e dell'abuso di asilo. Questi ha comunicato che la Serbia sta affrontando il problema dei comuni para-religiosi illegali, i quali riuniscono i musulmani, aggiungendo che questo problema in Serbia è minore rispetto alla BiH.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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