Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - "IMCI Catcher" è l'attrezzatura che si sta utilizzando per il training degli ufficiali della Polizia di Stato la quale la Procura, sospetta, possa essere utilizzata per delle intercettazioni illegali, ma anche informazioni scambiate nelle…
Tirana - "IMCI Catcher" è l'attrezzatura che si sta utilizzando per il training degli ufficiali della Polizia di Stato la quale la Procura, sospetta, possa essere utilizzata per delle intercettazioni illegali, ma anche informazioni scambiate nelle piattaforme "Messenger", "WhatsApp", "Viber" ecc. Da giorni, i media, stanno dicendo che i servizi d'intelligence hanno sollevato l'allarme che nella Direzione Generale della Polizia si trova un'attrezzatura d'intercettazione, per la quale non vi è alcuna autorizzazione legale e non è noto come sia entrata sul territorio della Repubblica d'Albania. Queste informazioni mediatiche sono state confermate a metà della scorsa settimana, quando la Procura di Tirana ha registrato l'informazione dei servizi d'intelligence sotto forma di denuncia ed ha avviato le sue verifiche. Venerdì 13 maggio, due ufficiali della Polizia Giudiziaria della Procura di Tirana, sono presentati nella Direzione Generale della Polizia, con una decisione di sequestrare l'attrezzatura sospetta. Dopo circa 5 ore di attesa, sono riusciti ad avere un contatto con il Direttore Generale della Polizia di Stato, Haki Cako, che era partecipe ad un attività nell'Accademia della Sicurezza. Gli ufficiali giudiziari hanno introdotto al direttore Cako l'ordine di sequestro dell'attrezzatura d'intercettazione, che secondo la SHISH si trova negli uffici della Polizia, ma Cako ha affermato che l'attrezzatura "IMCI Catcher" non sta sotto l'amministrazione della Polizia. Così gli inviati della Procura sono tornati a "mani vuote", con l'affermazione dei più alti funzionari della Polizia di Stato, gli hanno detto che quest'attrezzatura non si trova sotto la gestione. Secondo Haki Cako, l'attrezzatura che sta cercando la Procura serve solo per il training della Polizia albanese e viene amministrata dalla missione "Interforce" del Governo italiano, che assiste le autorità albanesi. A seguito di questa risposta, la Procura di Tirana si è rivolta ufficialmente alla "Interforce", per avere un'idea più chiara per quale obiettivo è stata utilizzata l'attrezzatura. Intanto, la "Boldnews.al", che ha preso il nome dell'attrezzatura "IMCI Catcher", ha fatto una semplice ricerca su internet su quest'apparecchiatura. I risultati della ricerca su internet confermano i sospetti che l'attrezzatura può essere facilmente usata per intercettazioni e se è stata utilizzata dalla Polizia per tale finalità, allora le intercettazioni sono illegali e questo caso può segnare uno scandalo molto grave nelle istituzioni della sicurezza in Albania. Secondo la spiegazione esposta su Wikipedia la "IMCI Catcher" è un'attrezzatura che viene utilizzata per l'intercettazione del traffico della telefonia mobile, come anche per tracciare le persone che utilizzano telefoni cellulari. Tecnicamente, quest'attrezzatura serve per realizzare la creazione di un'antenna falsa attraverso il telefono cellulare e la reale antenna. La "IMCI" viene utilizzata in diversi Paesi dalle agenzie di attuazione della legge e i servizi d'intelligence. Tuttavia, il loro utilizzo ha sollevato grandi preoccupazioni per quanto riguarda la sicurezza dei diritti civili e personali. L'utilizzo del suddetto dispositivo è regolato da rigide leggi nei Paesi in cui viene utilizzato".<br /><br /> Secondo l'informazione della SHISH, inviata al Presidente della Repubblica e al Procuratore Generale, l'attrezzatura in questione è molto sofisticata ed è stata istallata negli uffici della Polizia di Stato. Poiché quest'attrezzatura non è stata autorizzata dal Procuratore e neanche registrata nei rispettivi registri, è stato ordinato l'avvio di indagini. Secondo le fonti, l'attrezzatura è venuta in Albania circa 6 mesi fa. Il software e l'attrezzatura, come ha dimostrato una società italiana, è stata inventata da loro. Tale dimostrazione, come si apprende, è stata fatta in presenza di alti funzionari della Polizia presso l'Accademia dell'Ordine, la quale in seguito è stata acquistata dalla Polizia di Stato con l'argomentazione che verrà utilizzata per il training degli ufficiali. Ma ufficialmente, la Polizia ha riferito che l'attrezzatura è della Interforce Italiana in Albania e viene utilizzata per dei training. Intanto, secondo l'accusa, quest'attrezzatura ed i suoi programmi inventati dalla società italiana, non sono stati legalizzati nel Paese vicino. Anche se sono stati assicurati i dati, la Procura dice che ancora non è stata sequestrata l'attrezzatura che si pensa si trova negli ambienti dell'Accademia dell'Ordine. Formalmente l'indagine è stata registrata pochi giorni fa presso l'unità "Task Force" nella Procura di Tirana inizialmente con oggetto "abuso d'ufficio" e senza autore. Le indagini dell'unità di Task Force stanno avanzando anche sul modo in cui è entrata l'attrezzatura in questione in Albania, dato che per la sua entrata serviva l'autorizzazione del Procuratore Generale. Tramite vie non ufficiali ci sono dei sospetti che l'attrezzatura in questione è entrata, per via diplomatica. Tale sospetto si basa sull'informazione che la Polizia di Stato ha dato alla Procura, la quale ha affermato che l'attrezzatura è giunta in Albania in base ad un accordo o memorandum tra la Polizia albanese (Ministeri degli Interni) in Albania e in Italia. In base a quest'informazione, l'attrezzatura è stata stabilita presso l'Accademia della Sicurezza (ex Accademia della Polizia), portata in Albania dalla Interforce per il training degli effettivi della Polizia. Al termine del training, l'attrezzatura in questione si pensa poteva essere fornita alla Polizia come donazione, oppure raccomandato il suo acquisto per il tracciamento delle persone ricercate. Dopo l'ingresso della IMCI Catcher in Albania, il Ministero degli Interni ha presentato in Parlamento una proposta per modificare la legge "Sull'intercettazione delle telecomunicazioni". A inizio aprile, il Ministero degli Interni ha proposto una bozza per le modifiche della legislazione sulle comunicazioni elettroniche. Secondo la bozza, le società di telefonia mobile devono mettere a disposizione i dati sulle comunicazioni vocali, messaggi o le comunicazioni via internet come "Facebook", "Viber", "WhatsApp" ecc. entro 5 giorni dall'ottenimento della richiesta. Un tale fatto è stato confermato anche dallo stesso Ministro degli Interni, Saimir Tahiri. <br /><br /> Ormai, stando alle previsioni, saranno identificate le persone che gestiscono quest'attrezzatura, che secondo il Servizio Informativo può esser stata utilizzata anche per intercettazioni illegali. Sulla questione ha commentato, alcuni giorni fa, anche il Presidente della Repubblica, affermando che le autorità devono indagare i casi, per dimostrare l'autenticità di questo dispositivo d'intercettazione non autorizzato. <br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.