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NOTIZIE · OI-333058 · 12/05/2016 10:40:57 · 3692 g fa6 min lettura
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Procura sequestra conto corrente di 600 mila euro di Rezart Taci

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - Dopo sei sessioni giudiziarie contro l'ex magnate del petrolio in Albania, l'imprenditore, Rezart Taci, ha chiesto un procedimento abbreviato nel processo in cui è imputato con l'accusa di mancato pagamento delle tasse. Presso la Corte,…

Tirana - Dopo sei sessioni giudiziarie contro l'ex magnate del petrolio in Albania, l'imprenditore, Rezart Taci, ha chiesto un procedimento abbreviato nel processo in cui è imputato con l'accusa di mancato pagamento delle tasse. Presso la Corte, l'imprenditore è stato rappresentato dal suo avvocato, Fatmir Brraka. Se la Corte accetterà la richiesta di Taci per un processo abbreviato e se al termine del processo verrà condannato, allora potrà beneficiare della riduzione di 1/3 della pena. Da mesi Rezart Taci è attivo pubblicamente anche se sono state messe in circolazione voci sul suo arresto da parte delle autorità svizzere che non è stato confermo dalla Polizia di Stato. Taci, da più di 7 anni, è il principale imprenditore nel campo degli idrocarburi nel Paese mentre la Procura ed il Fisco, dopo un'inchiesta di sei mesi, lo hanno accusato di evasione fiscale per un importo di milioni di euro. Stando alle previsioni, il 24 maggio, la Procura pubblicherà le sue conclusioni relative al processo Taci che, in qualità di amministratore della ARMO, è sospettato di aver recato un danno allo Stato albanese pari a 15 milioni di dollari in quattro anni. Il processo in questione è stato avviato presso il Tribunale di Tirana nel mese di gennaio 2016.<br /><br /> Ricordiamo che il 19 dicembre 2013, la Direzione per il Crimine Finanziario presso la Direzione Generale della Polizia di Stato, ha presentato una denuncia penale presso la Procura di Tirana, contro l'imprenditore Rezart Taci e 5 membri della sua famiglia. Le accuse comprendevano la mancata liquidazione degli obblighi, l'abuso con l'IVA, truffe per l'importo di milioni di euro, riciclaggio di denaro, contraffazione e occultamento del reddito, dal valore complessivo di 25 milioni di euro. La denuncia presentata alla Procura, menzionava anche alcuni ex funzionari della Direzione Tasse di Tirana sospettati di essere coinvolti in questi affari, favorendo Taci. Le indagini sono state separate. Tra le accuse verso l'imprenditore vi è anche la violazione nella mancata dichiarazione delle vendite presso gli organi del fisco di 566 mila litri di petrolio per un importo di 486 mila dollari esportati dalla società TAÇI OIL (TAÇI OIL International Trading&Supply”, sh.a) per la società montenegrina "IK REAL D.O.O Podgorica". La frode di Taci consiste nella creazione di diverse società con lo stesso oggetto di attività, coinvolte in una serie di transazioni finanziarie e bancarie, la cui finalità era la truffa con l'IVA e l'occultamento del reddito. Per molte operazioni non esistono documenti bancari o contratti notarili che giustificano lo scopo di utilizzo dei fondi e la loro destinazione dopo il ritiro. Sul fascicolo si trovano documenti nei quali si parla di transazioni di 4.5 milioni di euro a favore della società ARMO, con la motivazione passaggio di fondo, o altri trasferimenti eseguiti dalla società in questione per liquidazione degli obblighi.<br /><br /> <br /><br /> L'arresto a Ginevra<br /><br /> Secondo le fonti dell'Interpol Tirana, Rezart Taci è stato arrestato in Svizzera ed attualmente si trova in carcere preliminare a Ginevra. Non sono stati resi noti i dettagli riguardanti il periodo in cui è stato arrestato. Le stesse fonti hanno asserito che l'arresto è stato realizzato su ordine della Procura pubblica del cantone di Ginevra, con l'accusa di "frode", "contraffazione di documenti", e "falsificazione di timbri e sigilli o formulari". L'arresto è avvenuto dopo la denuncia di due società, una registrata a Panama dal nome "Wallis Trading INC" e una olandese dal nome "Trafigura Beheer Bv", che con la società di Rezart Taci avevano un contratto commerciale firmato nel 2009. Dal canto loro le fonti hanno fatto sapere che, il 5 maggio 2014, in Albania, le autorità svizzere hanno chiesto aiuto alla Procura Generale al fine di eseguire alcune procedure d'inchiesta su Taci. Tra queste, il sequestro ai contratti della società di Rezart Taci, la verifica dei conti correnti e l'interrogatorio nei confronti di quattro persone, tra cui la sorella di Rezart Taci e suo nipote. Tutte queste azioni, una volta completate in Albania sono state inviate alle autorità della giustizia svizzera, che hanno arrestato Taci in uno degli aeroporti del Paese. <br /> <br /> Il caso "Everest Oil"<br /><br /> La Procura di Tirana ha bloccato, pochi giorni fa, i primi 600 mila euro per conto dell'inchiesta in corso sul riciclaggio di denaro verso l'amministratore della società "Everest Oil", Gjergj Bojaxhi. Su ordine di questa istituzione tutti i conti delle persone e le società che fanno parte dell'inchiesta sono sotto controllo ed ogni transazione viene verificata. Secondo i media, il denaro sequestrato sul conto corrente era a nome del figlio dell'ex imprenditore petrolifero nonché ex titolare di ARMO, Rezart Taci. Le stesse fonti hanno specificato che il denaro doveva essere trasferito alla moglie di Taci, ma le banche hanno segnalato l'episodio alla Procura, la quale ha chiesto il blocco e la verifica della loro origine. Stando al materiale fornito dalla Polizia alla Procura, al centro dello schema della truffa vi sta ARMO dietro alla quale, stando ai sospetti, si trova Gjergj Bojaxhi, ex candidato al ruolo di sindaco di Tirana alle ultime elezioni locali. La creazione della società di Bojaxhi "Everest Oil" corrisponde al periodo d'oro di Rezart Taci nel commercio dei carburanti in Albania: il 2012. Da questo anno fino al 2015 la società in questione ha trasferito circa 170 milioni di dollari in totale. Nel setaccio degli inquirenti è finito anche il finanziamento della campagna di Bojaxhi come sindaco del Comune di Tirana nel 2015. Inoltre sull'elenco dei finanziatori si trova Misela Dervishi, la persona delegata per eseguire transazioni bancarie per contro della società "Everest Oil". Secondo le fonti, sul conto corrente a nome del figlio dell'ex magnate del petrolio è stato depositato un importo di 1 milione di euro dopodiché il conto non è stato toccato. Ma solo pochi giorni dopo la pubblicazione della notizia riguardante la denuncia nei confronti di Gjergj Bojaxhi e le sue società in Albania, la consorte di Rezart Taçi ha iniziato a svuotare il conto. La Direzione contro il Riciclaggio di Denaro presso la Polizia di Stato, vedendo l'intervento della famiglia di Taci in questo conto corrente, ha informato la Procura di Tirana. Quest'ultima, dopo aver costatato che, nell'arco di pochi giorni, il conto corrente da 1 milione di euro era arrivato a 600 mila euro, ha deciso il suo sequestro. Intanto, per quanto riguarda la società di Gjergj Bojaxhi, finita sotto indagine da parte della Procura, non è stata presa alcuna decisione circa il sequestro o il blocco dei conti correnti, anche se si sospettano le seguenti accuse: "frode con i prestiti", "occultamento del reddito" e "riciclaggio di denaro" in collaborazione. Nella denuncia che la Polizia ha presentato alla Procura, oltre alla società di Bojaxhi, sono state denunciate anche alcune grosse società nel settore degli idrocarburi, tra cui la "ARMO" ex società sotto il controllo di Rezart Taci.<br /> <br />  <br /><br /> <br /><br />   <br />

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Entità
13
menzionate
Persone
2
menzionate
Aziende
2
menzionate
◉ Geografia della notizia · 3 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Tirana · Ginevra · Podgorica
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