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Tirana - Il Governo greco ha informato che, a breve, inizierà a smistare i rifugiati siriani che attualmente si trovano vicini alla frontiera con l'Albania, in quattro centri di accoglienza allestiti a Filipiadha, Igumenica e in due reparti militari a…
Tirana - Il Governo greco ha informato che, a breve, inizierà a smistare i rifugiati siriani che attualmente si trovano vicini alla frontiera con l'Albania, in quattro centri di accoglienza allestiti a Filipiadha, Igumenica e in due reparti militari a Ioannina. Anche a Kastoria, Florina e Ptolemaidha sono iniziati i lavori per la creazione di campi per un capacità contenitiva globale di 5.000 persone. Una fonte facente parte dell'organizzazione "Medici senza Frontiere", ha dichiarato all'emittente "Top Channel", di essere stata autorizzata ad allestire tre punti di primo soccorso per i rifugiati, nella frontiera con l'Albania, a Qafe Bote, Kakavije e Kapshtica. Fonti dal Ministero degli Esteri greco confermano che, anche a livello politico, si sta negoziando con i Governi dei Paesi limitrofi, per stabilire le soglie di accoglienza dei profughi in Albania e in Bulgaria per una cifra indicativa per Paese che varia tra 10 e 15 mila immigrati. La stessa fonte ha precisato che dalla parte albanese c'è la volontà di cooperare, mentre il Premier bulgaro ha convenuto in linea di principio di aiutare la Grecia nel far fronte alla crisi umanitaria che sta arrivando ma non si è pronunciato su un eventuale accoglienza da parte del suo Paese. Roma monitora queste trattative con preoccupazione e se anche i media italiani riportano la notizia della visita a Tirana di Sandro Gozi, sottosegretario del Governo italiano per gli affari europei come inviato speciale dal Premier Renzi con l'obiettivo di preparare con Tirana un piano di emergenza in vista di un flusso imponente di rifugiati verso l'Italia, il Governo albanese ha dichiarato che durante i colloqui con il sig. Gozi è stato trattato solo il tema dell'integrazione dell'Albania in Europa e anche durante i colloqui informali con il Premier Edi Rama e il Presidente del Parlamento, Ilir Meta è stato affrontato solo il tema relativo alla formalizzazione nei prossimi giorni di un memorandum d`intesa volto a facilitare lo scambio di informazioni e l'aumento della cooperazione operazionale. L'Italia, in precedenza, ha deciso di accettare l'Albania nei pattugliamenti marittimi, come parte dell'operazione "Triton", ma anche per controllare le frontiere terresti sulla linea verde con la Grecia. <br /><br /> D'altra parte la Polizia albanese sta aumentando le misure di controllo alla frontiere per prevenire qualsiasi possibile traffico illegale di rifugiati siriani. La Polizia controlla tutte le rotte utilizzate prima dagli albanesi per emigrare verso la Grecia.Il commissario Dimitris Avramopoulos, ha ammesso di essere a conoscenza dei negoziati bilaterali realizzati tra Bulgaria, Grecia, Albania e Italia ed ha dichiarato:"Stiamo tenendo sotto monitoraggio questa zona. Esiste la possibilità che questa rotta devii attraverso altre direzioni se il corridoio balcanico rimarrà chiuso. Non ci sono comunque ancora testimonianze in tal senso." <br /><br /> Anche se i rifugiati non stanno cambiando la cosiddetta rotta balcanica, continuano a restare bloccati nella frontiera greca-macedone e Tirana non desidera trovarsi impreparata davanti ad un improvviso flusso di immigrati. Per questo sta svolgendo dei negoziati discreti con Atene e Roma sulla questione dei rifugiati siriani. I media sia greci che italiani asseriscono che il loro passaggio attraverso l'Albania è da considerarsi ormai, inevitabile.<br /> <br /> <br />
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