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Sarajevo - Dopo negoziati durati diverse ore, lunedì 7 marzo, in occasione del vertice di Bruxelles, i Paesi dell'UE e la Turchia hanno raggiunto un accordo di principio sulla crisi dei migranti, il quale prevede la chiusura della rotta dei Balcani…
Sarajevo - Dopo negoziati durati diverse ore, lunedì 7 marzo, in occasione del vertice di Bruxelles, i Paesi dell'UE e la Turchia hanno raggiunto un accordo di principio sulla crisi dei migranti, il quale prevede la chiusura della rotta dei Balcani occidentali, la quale è stata chiusa ufficialmente, mercoledì 9 marzo, riporta il quotidiano Dnevni-list. A tal proposito il Primo Ministro sloveno, Miro Cerar, ha detto che la Slovenia in futuro permetterà l'ingresso nel suo Paese solo a coloro che possiedono i documenti validi per l'ingresso nella zona di Schengen, aggiungendo che la rotta balcanica non esiste più per i migranti illegali. Il Primo Ministro croato, Tihomir Oreskovic che ha preso parte al vertice di Bruxelles, ha spiegato che i rappresentanti dell'UE hanno raggiunto un accordo congiunto per la gestione della crisi dei migranti ed hanno incaricato il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, di negoziare con la Turchia al fine di raggiungere un accordo più concreto, confermando anche lui che il passaggio tramite la rotta balcanica è praticamente fermo. L'intero caso è stato commentato dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, la quale ha comunicato che la cosa fondamentale per la soluzione finale della crisi dei migranti è quella di trovare una soluzione sostenibile con la Turchia per ridurre il numero di migranti illegali in tutti i Paesi, includendo anche la Grecia. Secondo Merkel, il confine marittimo può essere controllato solo in cooperazione con la Turchia, sottolineando la necessità di lottare contro l'immigrazione clandestina, il che è anche possibile solo in cooperazione con la Turchia. Anche il Ministro croato degli Affari Esteri, Miro Kovac, in occasione del quinto seminario dei Ministri degli Affari Esteri dalle fila del Partito Popolare Europeo a Vienna, ha confermato la necessità di trovare una soluzione congiunta europea alla crisi dei migranti, nonché un più forte impegno dell'UE in Siria e nei Paesi vicini. Parlando della crisi dei migranti, il Ministro croato ha informato che la Croazia è uno dei Paesi sulla rotta balcanica per la quale sono passati più di 600.000 profughi. Dall'altra parte il Ministro austriaco degli Affari Esteri, Sebastian Kurz, ha sottolineato la necessità di parlare con i Paesi nei quali si trova il maggior numero di rifugiati, con i Paesi di transito e con i Paesi del partenariato orientale, aggiungendo anche la necessità di impedire gli ingressi illegali e di massa dei migranti nell'UE, cogliendo l'occasione di confermare la chiusura della rotta balcanica. Anche il Ministro austriaco degli Interni, Johanna Mikl-Leitner, ha commentato la chiusura della rotta balcanica, la quale era la strada principale per i migranti verso i Paesi settentrionali europei, dicendo che questa rotta rimarrà chiusa permanentemente. Secondo le informazioni, mercoledì 9 marzo, la Fyrom-Macedonia ha chiuso il confine con la Grecia per i migranti illegali, dopo di che la Slovenia, la Croazia e la Serbia hanno annunciato misure più rigorose per l'ingresso dei migranti. Secondo il Ministro austriaco, tale atteggiamento chiaro e forte scoraggerà i rifugiati di passare dalla Turchia entro le rive europee e contribuirà alla conservazione della stabilità e dell'ordine per le persone nell'Europa.Tuttavia le conseguenze del nuovo regime e della chiusura della rotta balcanica per i migranti sono visibili nel centro di transito per i rifugiati a Slavonski Brod, presso il quale vi sono 320 persone, le quali non soddisfanno le condizioni per il passaggio verso i Paesi occidentali dell'UE. La situazione difficile è anche visibile al confine greco-macedone, dove la Polizia macedone rispedisce un gran numero di migranti in Grecia a causa dei dati falsi circa i loro nomi e la data di nascita. In tale occasione i migranti hanno sostenuto che le autorità greche hanno inserito dati falsi, e per esprimere la loro insoddisfazione, a volte bloccano la linea ferroviaria, sedendo sui binari. Stando a quanto comunicato dal quotidiano Nezavisne novine, uno degli obiettivi dell'UE per quanto riguarda la lotta alla crisi dei migranti, oltre alla chiusura della rotta balcanica, è quello di rispedire migliaia di profughi in Turchia. Proprio per questo motivo cresce la preoccupazione che le persone che vogliono disperatamente arrivare in Europa, con l'aiuto di contrabbandieri, trovino nuove strade verso la destinazione desiderabile. Anche se è difficile controllare le rotte, l'agenzia dell'UE per i confini (Frontex) ha comunicato che il suo personale non ha visto ancora i grandi cambiamenti nel movimento dei migranti e dei rifugiati, tenendo conto che i cambiamenti possono accadere.Tuttavia, dopo la chiusura dei confini verso l'Europa occidentale attraverso la Serbia e la Croazia, i rifugiati, sembrano essere riusciti a trovare una nuova rotta potenziale attraverso l'Albania, ma la nuova rotta potrebbe comprendere anche il Montenegro e la Bosnia ed Erzegovina (BiH). In occasione della possibilità di diventare il posto per l'accoglienza dei migranti, l'Albania ha rafforzato il controllo sui valichi di frontiera verso la Fyrom-Macedonia e la Grecia e si sta preparando alla possibile accoglienza dei migranti come ha fatto anche il Montenegro a causa del pericolo che l'ondata migratoria, ferma sul confine greco-macedone, sarà reindirizzata verso questi Paesi. Mentre alcuni esperti avvertono che insieme ai migranti arrivano anche persone pericolose per la sicurezza, cioè i militari dello Stato islamico, il cui scopo è la proclamazione del jihad sul suolo della BiH, altri ritengono che la rotta tramite l'Albania non sia uno scenario possibile. In attesa della decisione da Bruxelles se saranno fatti tornare in Turchia, i migranti si sono indirizzati verso i Paesi dell'UE, ma invece dei percorsi attuali come la Fyrom-Macedonia, la Serbia e l'Ungheria, si sono concentrati su una rotta alternativa, quella per l'Albania. Il direttore della polizia di frontiera della BiH, Zoran Galic, vede la chiusura della rotta balcanica come una grande possibilità per gli attraversamenti illegali dal Medio Oriente in BIH. Stando alle sue parole il fiume Drina è il confine della Bosnia ad est e nord-est con la Serbia non è adatto per il passaggio dei potenziali migranti illegali. Al sud della BiH ci sono zone di montagna ma anche determinati posti che consentono di attraversare illegalmente il confine, sostiene Galic. Mentre si aspetta la decisione dell'Europa su diverse decine di migliaia dei migranti, la BiH non è pronta ad accoglierli, indipendente dal fatto se rappresenta o meno un Paese di transito; la crisi dei migranti, secondo gli esperti non può arrivare in BiH. Secondo gli esperti, il principale pericolo è rappresentato dalle reti terroristiche. A tal proposto, l'esperto dell'anti-terrorismo, Dzevad Galijasevic, ha asserito che con i rifugiati arrivano anche gli ex militari dello Stato Islamico e del Front Al-Nusra, i quali possono essere accolti da gruppi organizzati in BiH, aggiungendo che c'è il pericolo di proclamare la jihad, anziché in Siria, in BiH. Secondo Galijasevic, la BiH è diventata il luogo di incontro delle reti dell'Al Qaeda e che proprio per questo è necessario il reindirizzo dei profughi. L'esperto di sicurezza, Predrag Ceranic, ritiene che i migranti non siano indirizzati verso l'Albania, dato che questo vuol dire che la Turchia, cioè il suo alleato, le manda un problema, che non è reale, riporta il canale televisivo RTRS. Come comunicato da Ceranic, migliaia di persone, le quali scappano dalle zone colpite dalla guerra, non sono null'altro che "le armi" della Turchia per raggiungere i suoi obiettivi nei negoziati con l'UE.[10][11] [12] Parlando delle nuove possibili rotte per i migranti, il segretario statale della Slovenia per la questione dei migranti, Bostjan Sefic, ha dichiarato che l'UE deve proteggere la BiH dalla possibilità che la rotta dei profughi per i Balcani occidentali sarà reindirizzata a questo Paese, aggiungendo che la BiH come un Paese instabile, potrebbe diventare il punto di riferimento dei gruppi radicali e dei terroristi, come lo Stato Islamico oppure i wahhabiti violenti.[13] In occasione delle nuove rotte possibili dei migranti, il direttore del Servizio per gli affari con gli stranieri della BiH, Slobodan Ujic, ha colto l'occasione per dire che non sono notati gli ingressi illegali dei migranti in BiH. Tuttavia, dopo la chiusura della rotta balcanica è possibile aspettarsi la crescita del contrabbando sul territorio della BiH, dato che questo è diventato un lavoro redditizio, sostiene Ujic. Secondo lui, ciò si riferisce in particolare al confine con il Montenegro, dato che questa parte del confine è difficile da controllare, cioè da Foca fino all'Erzegovina, e proprio su tale territorio è possibile aspettare il principale contrabbando dei profughi. Stando a quanto comunicato da Ujic, l'afflusso dei migranti illegali dipenderà di più dalle mosse dei Paesi vicini e dall'atteggiamento di tali Paesi circa la chiusura della rotta balcanica.[14] <br /> <br /> <br />
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