FOCUS17:39:38Invest Qatar presenta le sue opportunità di investimento a ParigiNUOVI SCENARI17:32:38Revolut sempre più vicino al mercato emiratinoNOTIZIE17:20:41Orion Lab: la prima unità di produzione di anticorpi monoclonali in AlgeriaNUOVI SCENARI16:39:31Sviluppo dell' infrastruttura portuale a DakhlaFOCUS16:30:29Investimento estero nelle rinnovabiliFOCUS16:23:36Paesi del Golfo guardano al modello turco per rotte commerciali alternativeFOCUS13:53:18Forum Asia Centrale–Turchia ad AnkaraFOCUS13:37:51La IsDB punta su grandi progetti infrastrutturali in AzerbaigianFOCUS13:25:32Modello di crescita esauritoNUOVI SCENARI13:17:26BERS verso la high technology in BulgariaFOCUS22:48:57Energy Strategy Summit: Romania come hub energeticoFOCUS22:17:29Il governo Tisza prosegue la costruzione dell'oleodotto ungherese-slovacco.FOCUS17:39:38Invest Qatar presenta le sue opportunità di investimento a ParigiNUOVI SCENARI17:32:38Revolut sempre più vicino al mercato emiratinoNOTIZIE17:20:41Orion Lab: la prima unità di produzione di anticorpi monoclonali in AlgeriaNUOVI SCENARI16:39:31Sviluppo dell' infrastruttura portuale a DakhlaFOCUS16:30:29Investimento estero nelle rinnovabiliFOCUS16:23:36Paesi del Golfo guardano al modello turco per rotte commerciali alternativeFOCUS13:53:18Forum Asia Centrale–Turchia ad AnkaraFOCUS13:37:51La IsDB punta su grandi progetti infrastrutturali in AzerbaigianFOCUS13:25:32Modello di crescita esauritoNUOVI SCENARI13:17:26BERS verso la high technology in BulgariaFOCUS22:48:57Energy Strategy Summit: Romania come hub energeticoFOCUS22:17:29Il governo Tisza prosegue la costruzione dell'oleodotto ungherese-slovacco.
NOTIZIE · OI-331349 · 22/02/2016 23:30:00 · 3771 g fa8 min lettura
← CHIUDI · TORNA ALLA HOME

Serbia tra Occidente e Russia, Nikolic firma la legge sull'accordo con la NATO

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, ha firmato venerdì ,19 febbraio, la legge sulla ratifica dell'accordo tra la Serbia e la NATO, come ha confermato l'Ufficio del Presidente per l'agenzia di stampa serba Tanjug.…

Belgrado - Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, ha firmato venerdì ,19 febbraio, la legge sulla ratifica dell'accordo tra la Serbia e la NATO, come ha confermato l'Ufficio del Presidente per l'agenzia di stampa serba Tanjug. Il Primo Ministro, Aleksandar Vucic, ha affermato che la Serbia ha bisogno di cooperare con la NATO, ed ha ribadito che la politica della Serbia è chiara, vuole essere un Paese indipendente, sovrano che collaborerà con la NATO e con la Federazione Russa. Secondo Vucic, il presente accordo si applica ai membri  delle forze armate straniere e per la prima volta la Serbia assicura a sé stessa i diritti che molti anni fa l'Alleanza ha dato ai suoi membri, cioè durante il passaggio attraverso il territorio di un Paese, i serbi non devono pagare i dazi, ma possono passare come fanno gli altri attraverso il territorio della Serbia. Il Primo Ministro ha detto che l'accordo, secondo quanto è stato adottato, non si applica automaticamente, non permette il passaggio incontrollato e la permanenza, ma si riferisce ad ogni evento concreto. Vucic ha mostrato ai giornalisti l'accordo tra il Governo della Serbia e gli Stati Uniti, firmato nel 2006 da parte dell'ex Presidente della Serbia, Boris Tadic, mentre il Governo di allora, composto dal DSS, ha preso una decisione su tale firma ed ha ottenuto il sostegno di Dveri. L'intero caso ha suscitato la reazione dell'Ambasciatore della Russia in Serbia, Alexander Chepurin, il quale ha detto che la cosa più importante è che la Serbia è senza dubbio un Paese neutrale e che continuerà a cooperare con l'Oriente e l'Occidente.[1] Nikolic sugli accordi di cooperazione con la NATO Spiegando i motivi per i quali ha firmato la legge sulla ratifica dell'accordo con la NATO, il Presidente Nikolic ha dichiarato per il quotidiano Novosti che tale legge non è in contraddizione con la Costituzione della Repubblica di Serbia, aggiungendo che questo atto stabilisce un quadro giuridico per la cooperazione, avviata nel 2006 con la firma dell'accordo SOFA. Nikolic ha affermato che la Serbia continua ad essere militarmente neutrale e che nessuna mossa del Governo della Serbia, o qualsiasi altra normativa dal 2012, ha messo in discussione tale posizione. Lo stesso ha inoltre detto che la cooperazione  nel campo della sicurezza, la difesa e la lotta al terrorismo, include numerose iniziative e organizzazioni internazionale e regionali, ed ha ricordato che il Governo serbo e del Montenegro, e poi anche il Governo della Repubblica di Serbia, dieci anni fa sono entrati nel processo di cooperazione con l'organizzazione della NATO, su base volontaria, e in essa sono stati coinvolti tutti i Ministeri competenti e le istituzioni statali, ha riferito Nikolic. Secondo Nikolic, il Governo della Reppublica di Serbia, che allora è stato composto dal DS e dall'SPS,  nel 2011 ha deciso di avviare il processo di creazione dell'IPAP  (Piano d'azione di partenariato individuale), le cui priorità sono il miglioramento del dialogo politico, la cooperazione militare e della difesa, la diplomazia pubblica, la cooperazione scientifica, la cooperazione in circostanze straordinarie, così come la tutela delle informazioni riservate. L'IPAP è stato adottato nel 2014. Per quanto riguarda le disposizioni della legge, che regolano l'immunità diplomatica, essa è prevista per i membri della NATO i quali, con il permesso della Serbia, si trovano sul suo territorio ed è in vigore il principio di reciprocità, cioè anche i membri dell'esercito serbo godono dell'immunità diplomatica nei Paesi firmatari. Le norme in materia di immunità sono state stabilite con la fondazione dell'Ufficio militare della NATO, il 7 dicembre 2006, che è stato firmato dall'ex Ministro della Difesa, Zoran Stankovic. Per quanto riguarda le disposizioni in materia di esenzione dai dazi doganali e prelievi fiscali, Nikolic ha affermato che su di esse si applica il principio di reciprocità stabilito dal Partenariato per la pace. Con la NATO finora sono stati firmati cinque accordi confermati dalle seguenti leggi: La legge sulla ratifica dell'accordo tra la Serbia e il Montenegro e la NATO sul regime di transito per il sostegno delle operazioni di mantenimento della pace (4 novembre 2005), il documento quadro di partenariato per la pace (il 14 dicembre 2006), la legge sulla ratifica degli accordi tra il Governo della Repubblica di Serbia, rappresentata dal Ministero della Difesa, e il gruppo dei direttori nazionali  della NATO sulla codificazione - il Comitato d'alleanza 135 (AC 135) sull'adozione del sistema di codifica della NATO ( il 9 maggio 2011), la legge sulla ratifica dell'accordo tra il Governo della Repubblica di Serbia e la NATO in materia di sicurezza delle informazioni ed i codici sull'azione (l'8 luglio 2011) e la legge sulla ratifica dell'accordo tra il Governo della Repubblica di Serbia e la NATO in materia di sostegno e acquisto (NSPO) sulla collaborazione nell'ambito del supporto logistico (il 19 febbraio 2016).[2] Preparato l'accordo con gli obblighi identici per il Centro umanitario serbo-russo a Nis Il Presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, ha dichiarato  per l'agenzia di stampa russa Sputnik, che la Serbia ha preparato un accordo che prevede tutti gli obblighi ed i diritti identici per il Centro umanitario serbo-russo a Nis, come quello per i rappresentanti della NATO che si trovano sul territorio della Serbia. Questi ha precisato che tale accordo non è stato firmato durante la visita del Presidente russo, Vladimir Putin, ma che la sua firma potrebbe accadere durante la visita del Primo Ministro della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, in Serbia, ed ha aggiunto che ciò sarebbe la prova pratica della politica di neutralità  della Serbia. Per quanto riguarda le reazioni della Russia a proposito della firma dell'accordo con la NATO, Nikolic ha riferito che i commenti negativi sono apparsi troppo presto, prima nei media serbi, e poi anche nei media russi, aggiungendo che, secondo la sua opinione, la reazione del Governo russo è stata equilibrata ed accettabile per la Serbia.  Il Presidente serbo ha affermato che il presente accordo di collaborazione con la NATO si riferisce principalmente alle grandi quantità di munizioni che si trovano in un istituto di revisione in Serbia, che i serbi non possono neanche spostare, perché non hanno la tecnologia per la loro distruzione come quella  in possesso della NATO. Nikolic ha aggiunto che il presente accordo afferma, in modo completamente chiaro, che la Serbia non sottolinea la sua candidatura, né la NATO accetta la sua candidatura come Paese membro. [3] I funzionari serbi sull'accordo in materia del Centro umanitario serbo-russo a Nis Il DSS ha accolto con favore l'annuncio del presidente Nikolic  sulla firma del nuovo accordo con la Russia sullo status del Centro umanitario serbo-russo a Nis, aggiungendo che ciò rappresenterà una garanzia della neutralità della Serbia e contribuirà allo stabilimento di un equilibrio. Il DSS ha comunicato che tale iniziativa del Presidente Nikolic, sarà presa sul serio solo dopo che il Primo Ministro, Aleksandar Vucic, l'avrà confermata, dato che non è stato realizzato nulla di quello che Nikolic annunciava da tempo. [4]  Il Ministro del Lavoro, dell'Occupazione e delle Questioni sociali della Serbia, Aleksandar Vulin, ha dichiarato domenica, 21 febbraio, dopo la visita presso il Centro umanitario serbo-russo a Nis, che è già stato siglato l'accordo in materia di sicurezza sociale con la Federazione Russa e che nel corso di questo anno lo stesso sarà anche firmato. Vulin ha asserito che la Serbia non stipulerà alcun accordo militare e che è militarmente neutrale, aggiungendo che collaborerà sempre con tutti i Paesi vicini, dall'Unione Europea alla NATO. Questi ha inoltre annunciato che i privilegi per gli umanitari russi in Serbia saranno discussi in occasione della visita del Primo Ministro della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, in Serbia. [5] Il Ministro degli Affari Esteri della Serbia Ivica Dacic, reagendo alle critiche a causa dell'accordo con la NATO, ha detto in un testo d'autore per il quotidiano serbo Politica che la Serbia è indipendente e militarmente neutrale e che così rimarrà anche in futuro. Secondo Dacic, la NATO è un'organizzazione militare che è presente in Serbia, nonché in Kosovo, e rifiutare la collaborazione sarebbe non solo stupido, ma rappresenterebbe un vero tradimento degli interessi nazionali. Dacic ha detto che la Serbia continuerà a collaborare con la NATO nel quadro della sua Costituzione, il che significa restare militarmente neutrale. Lo stesso ha inoltre sottolineato il proseguimento della cooperazione con la Russia e con le sue forze armate nell'interesse della Serbia. Dacic ha detto che nessuno, né la Russia, né la NATO, né l'Unione europea, hanno assolutamente nulla contro questa posizione della Serbia, ma la rispettano. [6] Le due proteste contro la NATO La questione dei rapporti tra la Serbia e la NATO ha suscitato due proteste con diversi messaggi. La prima protesta è stata organizzata lo stesso giorno in cui il Presidente Nikolic ha firmato la legge sulla cooperazione con l'Alleanza. Ad Andricev venac, a Belgrado, si sono riunite diverse migliaia di persone, portando striscioni con la scritta "NATO è l'assassino dei nostri figli", e bandiere con l'immagine di Vladimir Putin. In questo caso la protesta è stata organizzata dall'organizzazione di destra Zavetnici, con il sostegno di Obraz, Dveri e del DSS. In tale occasione i membri del DSS e di Dveri hanno chiesto che venga indetto il referendum sul presente accordo, ed il Presidente del DSS, Sanda Raskovic Ivic, ha riferito che il Governo deve anche firmare l'accordo con la base russa per le azioni umanitarie di Nis, e approvare l'immunità anche ai russi, in base alla convenzione di Vienna.  La conferenza del Centro per gli studi euro-atlantici (CEAS), il cui tema è l'influenza della Russia sulla democratizzazione ed integrazione europea della Serbia, ha avuto luogo lunedì, 22 febbraio, a Belgrado, presso l'albergo Metropol,[7] [8]davanti al quale i Comunisti della Jugoslavia, hanno protestato. Il gruppo riunito scandiva "NATO è un assassino, fuori dalla Serbia". I Comunisti hanno sottolineato che sono contro la collaborazione con la NATO e che sono per la neutralità militare della Serbia, precisando che non si può dimenticare che la NATO ha bombardato la Serbia nel 1999.[9] Il Presidente dell'SNP, Nenad Popovic, ha dichiarato il 22 febbraio, che uno dei principali obiettivi politici di questo partito nella nuova Assemblea della Serbia sarà indire il referendum contro l'adesione della Serbia alla NATO.[10]  L'uccisione dei funzionari dell'ambasciata serba in Libia non diminuisce le divisioni in Serbia Il Portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Russia, Maria Zakharova, ha detto che la morte dei due funzionari serbi in Libia sta dietro ai tentativi dell'Occidente di portare la Serbia nella NATO, il che, secondo Zakharova, rappresenta un'umiliazione per la Serbia. I due funzionari serbi, rapiti nel novembre del 2015, sono stati uccisi durante gli attacchi statunitensi al campo dello Stato Islamico a Sabrata in Libia. La Zakharova ha sottolineato che è stato detto alla Serbia ed al Montenegro, che devono fare parte della NATO, perché è nell'interesse della loro sicurezza.[11]

§Dispaccio riservato

Accedi al dispaccio integrale

Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.

L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.

Strumenti del dispaccio
Entità
34
menzionate
Persone
11
menzionate
Aziende
1
menzionate
◉ Geografia della notizia · 6 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Jugoslavia · Belgrado · Sabratha · Vienna
OI/INV·001·Modalità riservata·Primo inquadramento gratuito

Parliamone.
Discutiamone.

Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.

Apri una conversazione
Risposta entro 48–72 ore
I
7 / 7
Sempre raggiungibili
II
48–72h
Prima risposta
III
NDA
Sotto accordo
IV
Riservato
Numero limitato di clienti