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Il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha riferito che la Nato spera nella soluzione politica per risolvere la crisi in Libia. Stoltenberg ha dichiarato, giovedì 28 gennaio, che la Nato proseguirà nel sostegno verso gli…
Il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha riferito che la Nato spera nella soluzione politica per risolvere la crisi in Libia. Stoltenberg ha dichiarato, giovedì 28 gennaio, che la Nato proseguirà nel sostegno verso gli sforzi e le trattative in corso, in difesa del governo di riconciliazione nazionale, guidato da Al-Sarraj, e del cessate fuoco in Libia. Il Segretario Generale ha spiegato che l'Onu è disposta a supportare la formazione del governo, attraverso sostegni volti a sviluppare le strutture e le istituzioni del nuovo governo. Riguardo ad un possibile intervento militare, Stoltenberg ha dichiarato la necessità di riceverne una richiesta da parte del governo, sottolineando la volontà della Nato di combattere l'organizzazione Daesh in Libia. In merito, il Ministro della Difesa italiano, Roberta Pinotti, ha dichiarato che gli Stati Occidentali sono pronti a combattere l'organizzazione terroristica Daesh in Libia. Il Ministro ha specificato che nell'ultimo vertice di Parigi sulla coalizione anti Daesh, tutti hanno condiviso la necessità della formazione di un governo di riconciliazione che richieda sostegno nella lotta contro l'organizzazione terroristica, al fine di evitare lo sviluppo di una propaganda jihadista, che valuterà ogni azione come un'invasione occidentale. Da parte sua, il Presidente americano, Barack Obama, ha emesso una direttiva in materia di sicurezza nazionale, al fine di affrontare l'espansione di Daesh in Libia o in altri paesi. Lo "Stato Islamico" approfitterebbe del caos in Libia per consolidare la sua posizione a Sirte e per moltiplicare i suoi attacchi terroristici, soprattutto contro i giacimenti petroliferi. Il Segretario della Difesa, Ash Carter, ha dichiarato in una conferenza stampa, tenuta giovedì 28 gennaio, che l'organizzazione Daesh sta aumentando i centri di formazione terroristica, e continua a ricevere combattenti stranieri, come è avvenuto negli ultimi anni in Siria ed Iraq. E proprio per evitare gli scenari accaduti in Siria ed in Iraq, si sta tentando di studiare la situazione attuale libica per essere in grado di trovare una soluzione adeguata, secondo Carter.
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