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Sarajevo - La Bosnia ed Erzegovina (BiH) diventa una destinazione sempre più attraente per i turisti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, dal Kuwait, dal Qatar e dagli altri Paesi, grazie alle sue gradevoli temperature estive ed alla…
Sarajevo - La Bosnia ed Erzegovina (BiH) diventa una destinazione sempre più attraente per i turisti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, dal Kuwait, dal Qatar e dagli altri Paesi, grazie alle sue gradevoli temperature estive ed alla comunità locale musulmana, scrive il quotidiano Novo vrijeme. Alla ricerca di nuove tendenze, quello che richiama l'attenzione degli investitori arabi in BiH sono il terreno a basso prezzo e la manodopera. Secondo le informazioni, gli investitori arabi costruiscono i diversi edifici e gli alberghi vicino alla capitale della BiH, Sarajevo, che infatti rappresenta un incentivo per lo sviluppo economico della BiH. A tal proposito, il capo della società Gulf Estate Company del Kuwait, Jasem Ahmed Al Kanderi, ha dichiarato che il turismo in BiH ha un splendido futuro, dato che la sua società ha recentemente inaugurato il primo resort arabo in questo Paese balcanico, situato a sud-ovest di Sarajevo il quale comprende 160 case e appartamenti, ma anche un lago artificiale. Secondo Al Kanderi, questa è una colonia turistica, ma anche un'occasione per gli investimenti, aggiungendo che la sua società è riuscita a promuovere il potenziale turistico della BiH nei Paesi del Golfo. Il presente progetto, stimato a 25 milioni di euro, rappresenta un piccolo investimento rispetto al principale progetto arabo in BiH, intitolato Buroj Ozone, il quale verrà costruito da parte della società Buroj Property Development di Dubai. Comunque, il capo di quell'ultima società, Ismail Ahmed, ha informato che la sua impresa costruirà il presente progetto, del valore di 2,3 miliardi di euro.[1] [2] [3] I prezzi favorevoli del terreno e la manodopera rappresentano l'ulteriore motivazione per gli investimenti arabi nel potenziale turistico della BiH. A tal proposito, sono state già costruite centinaia di case, nonché alcuni alberghi e colonie turistiche nei pressi di Sarajevo.[4] [5] Comunque, la società Compact Invest, fondata da parte degli investitori kuwaitiani nel 2012 in BiH, investendo circa 25 milioni di euro, ha avviato il progetto della costruzione di una mini colonia, delle strutture residenziali ed aziendali nei pressi di Sarajevo, cioè a Otes, ed il completamento della prima struttura è prevista entro la fine del mese di febbraio del 2016. Oltre alle assunzioni da parte delle aziende locali, l'obiettivo e l'intenzione dell'investitore è quello di contribuire allo sviluppo turistico e al rafforzamento dell'economia della BiH. Tuttavia, gli investitori kuwaitiani, oltre alla costruzione dei beni immobili, sono pronti ad investire in tutti i progetti sostenibili e redditizi nel settore dell'agricoltura, dell'allevamento di bestiame, della ristorazione, del commercio e del turismo.[6] Per quanto riguarda il lato turistico, il direttore dell'Agenzia per la promozione degli investimenti stranieri in BiH, Jelica Grujic, ha dichiarato che vi è un significativo e non sfruttato potenziale nel settore del turismo e un'evidente necessità di costruzione di nuove capacità residenziali, dato che il turismo porta un grande profitto e rappresenta una spina dorsale per lo sviluppo degli altri settori economici. Secondo Grujic, proprio gli investimenti menzionati rappresentano grandi progetti che avranno un impatto significativo sulla situazione generale del settore turistico, riporta il quotidiano Dnevni Avaz.[7] La volontà degli investitori arabi di non fermarsi solamente sul settore turistico è confermata dall'informazione stando alla quale gli sceicchi kuwaitiani prevedono di acquistare dai russi la Rafineriju nafte Brod (Raffineria di petrolio Brod), come ha fatto sapere il canale televisivo ATV da fonti vicine alla rappresentanza diplomatica della BiH in Kuwait. Comunque il Kuwait, sta osservando, con una particolare attenzione, la storia su un possibile ritiro dei russi dal settore petrolifero della Republika Srpska (RS), i quali, presumibilmente, abbandonano questa raffineria a causa della scarsa redditività ma anche a causa delle perdite che vengono accumulate di anno in anno. Secondo l'analista di Banja Luka, Zoran Pavlovic, questa non è la prima volta che i kuwaitiani mirano agli impianti a Brod, mentre il Ministro dell'Industria, dell'Energia e delle Miniere della RS, Petar Djokic, ha asserito che nel prossimo periodo coglierà l'occasione per parlare di quest'intenzione dei kuwaitiani.[8][9] Tuttavia, l'interesse dei kuwaitiani verso la BiH non si ferma qui. L'uomo d'affari kuwaitiano, Abdullah Al Tammar, ha dichiarato che in futuro potrebbe essere stabilita una linea aerea sulla rotta Banja Luka-Sarajevo-Kuwait, aggiungendo che ha tanto da offrire ai cittadini di Banja Luka. La possibilità dello stabilimento di una nuova linea aerea, cioè l'idea di questo tipo è nata durante la recente visita del Ministro degli Affari Esteri della BiH, Igor Crnadak, in Kuwait.[10]Secondo il vice direttore generale della Camera di Commercio e d'Industria kuwaitiana, Hamad J.Al-Omar, quest'istituzione ha una buona cooperazione con la Camera di Commercio Estero della BiH, aggiungendo che le imprese kuwaitiane e quelle bosniache devono cooperare di più. Lo stesso ha aggiunto che un particolare interesse delle imprese kuwaitiane riguarda il settore dei beni immobili, dell'infrastruttura, dell'agricoltura, dell'istruzione e il settore sanitario.[11] A tale proposito, l'assistente del Ministro degli Affari Esteri per le questioni europee del Kuwait, Walid Alkhobaizi, ha comunicato che gli investitori kuwaitiani vedono buone occasioni per fare gli investimenti in questo Paese balcanico. Oltre alla cooperazione economica, allo sviluppo della cooperazione nel settore delle istruzioni, della sanità, Alkhobaizi ha sottolineato la necessità di cooperare sulle questioni internazionali.[12] Presentando gli investimenti kuwaitiani in BiH, l'ambasciatore della BiH in Kuwait, Mehmed Halilovic, ha riferito che il Fondo kuwaitiano per lo sviluppo ha investito circa 30 milioni di euro nelle strade della BiH, aggiungendo che la BiH può realizzare gli interessi nell'esportazione verso il mercato kuwaitiano, aggiungendo che è in corso l'assicurazione del sostengo politico per i prodotti bosniaci, cita l'avviso.[13]
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