Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - Il leader del partito Socialdemocratico (SDS), Boris Tadic, ha dichiarato, il 20 gennaio, che non vi è un accordo dell'opposizione sulla partecipazione congiunta alle elezioni e ha spiegato che l'accordo deve comprendere solo i…
Belgrado - Il leader del partito Socialdemocratico (SDS), Boris Tadic, ha dichiarato, il 20 gennaio, che non vi è un accordo dell'opposizione sulla partecipazione congiunta alle elezioni e ha spiegato che l'accordo deve comprendere solo i partiti chiave che hanno il pertinente numero di voti. Lo stesso ha spiegato di aver suggerito, il 19 gennaio, di presentarsi con una lista alle prossime elezioni. Il Partito Democratico (DS) ha risposto di poter presentarsi alle elezioni sia con una lista che con diverse liste, e che i partiti della coalizione dei democratici sostengono l'idea della presentazione in diverse file. Tadic ha affermata che l'alleanza riunita attorno all'SDS può portare un vantaggio operativo alle prossime elezioni, nuovo personale ed allo stesso tempo può creare una base politica per invitare nuove persone. Lo stesso ha inoltre sottolineato la necessità di includere nuove persone in tale lista politica, dicendo che non è sufficiente che sia composta solo da lui (Tadic), Ceda Jovanovic, Nenad Canak, Bojan Pajtic.[1] Tadic è sempre più vicino alla decisione di presentarsi alle elezioni insieme al DS, ma in cambio si aspetta il supporto dell'opposizione unica alle elezioni presidenziali. L'atteggiamento di Tadic e di Pajtic è tale che sarebbe meglio per l'opposizione, presentarsi alle elezioni con una lista congiunta, ma l'unico ostacolo nella realizzazione di tale accordo potrebbe essere il sostegno a Tadic di candidarsi come presidente nel 2017. Secondo il giornale serbo Blic, Pajtic può avere un problema serio perché una parte del partito DS vede Tadic come un traditore, dato che è uscito dal DS ed ha fondato un nuovo partito: l'SDS, due settimane prima delle elezioni nel 2014. Ma secondo una fonte del Blic, alla fine tutti ascolteranno Pajtic, anche se non sono d'accordo con lui. Dato che il DS chiede che nessun partito della coalizione dell'opposizione collabori con il Partito Progressista Serbo (SNS), ora Tadic può avere dei problemi perché alcuni dell'SDS sono disposti a collaborare con l'SNS. Anche i leader del Partito Liberal-Democratico (LDP), Cedomir Jovanovic, e della Lega dei Socialdemocratici (LSV), Nenad Canak, non rifiuteranno una tale offerta. Tuttavia, nel blocco dell'opposizione ci sono coloro che sono contro una lista unica come il leader del Partito Nuovo (NS), Zoran Zivkovic. Zivkovic e Tadic non hanno rapporti amichevoli e per tale motivo Zivkovic ritiene che l'opposizione abbia più successo in due file.[2] Il presidente dell'LDP, Cedomir Jovanovic, ha sottolineato la necessità di raggiungere un accordo con il DS sulla presentazione congiunta dei partiti dell'orientamento pro-europeo alle elezioni parlamentari anticipate. Questi ritiene che, invece dei dibattiti infiniti, i partiti dell'opposizione di orientamento pro-europeo siano tenuti a lottare efficacemente contro l'SNS. [3] La riunione dei leader dell'SDS, dell'LDP e dell'LSV con il leader del DS, Bojan Pajtic, è prevista per il 22 gennaio. Pajtic non sarà presente alla riunione perché parteciperà alla sessione della Presidenza del Partito dei Socialisti Europei a Bruxelles. Tale riunione vedrà anche la partecipazione del presidente del Consiglio politico del DS, Dragoljub Micunovic, ed il vice presidente del DS, Goran Jesic. [4] Il Partito Verde ha comunicato di presentarsi in modo indipendente alle prossime elezioni, dicendo di non avere nulla a che fare con la coalizione dell'SDP e dell'LDP. Ricordiamo che Tadic ha annunciato la coalizione dell'SDS, dell'LDP, dell'LSV, del Movimento popolare e dei Verdi. Il Partito Verde afferma che alcuni membri di quella fazione sono guidati da Ivan Karic, ovviamente l'uomo di Tadic, aggiungendo che Tadic sostiene apertamente l'OGM in Serbia, a cui il Partito Verde si oppone esplicitamente.[5] Le elezioni serbe in Kosovo Il Ministro del Kosovo per il dialogo, Edita Tahiri, ha promesso, il 21 gennaio, a nome del Governo del Kosovo, che le elezioni anticipate parlamentari della Serbia non si terranno in Kosovo. L' annuncio dei funzionari serbi, che le elezioni si terranno anche in Kosovo, Tahiri l'ha interpretato come una propaganda che non sarà mai realizzata. La Serbia, con l'aiuto dell'OSCE, nel 2014 ha aperto 10 posti elettorali in Kosovo, dove hanno potuto votare 107.958 serbi che vivono in Kosovo. Il direttore dell'Ufficio per il Kosovo e Metohija, Marko Djuric, reagendo alla dichiarazione di Tahiri, ha dichiarato che le elezioni anticipate parlamentari si terranno su tutto il territorio del Paese, aggiungendo che la Commissione elettorale della Repubblica prenderà la decisione del loro svolgimento. [6] L'impatto delle elezioni anticipate sugli investimenti Il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, ha dichiarato, il 21 gennaio, in occasione del Forum economico mondiale a Davos, che la Serbia, indipendentemente dalla convocazione delle elezioni, rimarrà stabile e continuerà a seguire la strada delle riforme. Il Primo Ministro ha inoltre sottolineato che non vi è alcun dubbio che ci saranno nuovi investimenti. [7] Secondo le affermazioni della Banca nazionale della Serbia (Narodna banka Srbije, NBS), l'annuncio di elezioni anticipate non ha avuto alcun impatto negativo sugli sviluppi sul mercato dei cambi, aggiungendo che non minaccerà nessuno dei progetti d'investimento previsti, così come neanche l'accordo con il FMI. [8] Il relatore per la Serbia nel Parlamento europeo, David McAllister, ha dichiarato che le elezioni anticipate in Serbia non rallenteranno il processo di adesione di quel Paese all'Unione europea, aggiungendo che la decisione per il mantenimento delle elezioni parlamentari rappresenta parte del processo democratico ed è di competenza della Serbia. [9] Il Ministro delle Costruzioni, delle Infrastrutture e dei Trasporti e Vice Primo Ministro del Governo, Zorana Mihajlovic, ha asserito che le elezioni anticipate non rallenteranno e non rinvieranno la realizzazione di progetti infrastrutturali importanti in Serbia. Secondo Mihajlovic è nell'interesse della Serbia rispettare ogni scadenza. [10] Mihajlovic ha inoltre espresso la fiducia che i cittadini della Serbia sostengano gli sforzi dell'SNS alle prossime elezioni, affinché il Paese rimanga politicamente stabile, aggiungendo che senza una Serbia stabile non c'è una Regione stabile. [11]
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