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Tripoli - Il Comando militare statunitense in Africa ha annunciato ufficialmente che interverrà militarmente in Libia, attraverso un piano d'azione di cinque anni, periodo in cui si lotterà contro l'organizzazione Daesh in Africa,…
Tripoli - Il Comando militare statunitense in Africa ha annunciato ufficialmente che interverrà militarmente in Libia, attraverso un piano d'azione di cinque anni, periodo in cui si lotterà contro l'organizzazione Daesh in Africa, ed in particolare in Libia. La strategia d'azione si baserà su quella elaborata nell'anno 2015 dal Generale David M. Rodriguez, comandante "Africom", basata su cinque obiettivi fondamentali mirati alla sicurezza del continente africano. Tra gli obiettivi primari vi sono il controllo dell'espansione di Boko Haram in Africa Occidentale e l'eliminazione del gruppo terroristico dei giovani della Somalia, rafforzando gli sforzi della Missione per il mantenimento della pace dell'Unione Africana, "Amescom". Secondo i dati forniti dal Ministero della Difesa statunitense, la Libia conta 3500 membri dell'organizzazione Daesh, statistica che rappresenta una sfida per AFRICOM e che la obbliga ad intervenire per ridurla. La missione di AFRICOM è diventata urgente per impedire che Daesh si espanda verso nuovi territori. AFRICOM risiede attualmente a Stoccarda, in Germania, ma il Ministero della Difesa statunitense dichiara di trovarsi alla ricerca di una base militare in Africa, dopo che l'Algeria ha espresso il suo rifiuto definitivo ad accogliere il quartier generale di Africom. In questo contesto, il quotidiano britannico Mirror, ha dichiarato che la Gran Bretagna ha inviato unità private in Libia delle forze aeree, e mille soldati al fine di prepararli alla lotta contro Daesh in Libia, che recentemente cerca di controllare le zone che si affacciano sul Mediterraneo. Il quotidiano ha confermato l'inizio del conto alla rovescia per l'intervento occidentale in Libia, sottolineando che si sta tentando di rafforzare l'operazione militare contro Daesh, attraverso l'inclusione di 6000 soldati statunitensi ed europei, tra cui francesi, italiani ed inglesi. Mirror ha sottolineato che l'intervento militare occidentale si pone come primo obiettivo quello di evitare a Daesh un possibile controllo sui giacimenti petroliferi, perché ciò potrebbe causare un elevato proveniente finanziario per l'organizzazione. Negli ultimi giorni, "Le figaro" ha riferito che Parigi ha iniziato a prepararsi per un possibile intervento militare in Libia, contro Daesh che è diventato una seria minaccia per il vecchio continente. Il quotidiano ha concluso dichiarando che la Francia si è convinta sull'inevitabilità di un intervento militare in Libia per fermare l'espansione di Daesh. Molte fonti ritengono che un intervento militare esterno in Libia potrebbe complicare il processo politico sostenuto dall'accordo politico di Skhirat più di quanto non lo sia, ma Martin Kobler, inviato dell'Onu in Libia, è a favore di un intervento internazionale in Libia e al tempo stesso sostiene il governo di unità nazionale proposto dall'accordo libico, dimenticando che esso non potrà avere successo se non viene accettato e supportato dal popolo libico.
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