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Podgorica - L'avvocato di Svetozar Marovic, Zdravko Begovic, ha presentato, martedì 19 gennaio, un ricorso alla decisione del Tribunale Superiore a Podgorica, la quale prevede la proroga della detenzione per altri due mesi, dell'alto…
Podgorica - L'avvocato di Svetozar Marovic, Zdravko Begovic, ha presentato, martedì 19 gennaio, un ricorso alla decisione del Tribunale Superiore a Podgorica, la quale prevede la proroga della detenzione per altri due mesi, dell'alto funzionario del Partito Democratico dei Socialisti, Svetozar Marovic. Marovic è sospettato di essere coinvolto, come capo dell'organizzazione criminale, in reati finanziari in otto casi, in cui il bilancio del Comune di Budva è stato danneggiato per alcuni miliardi di euro. La Corte d'Appello prenderà la decisione su questo ricorso entro tre giorni. Secondo l'avvocato Begovic, la detenzione di Marovic è prolungata a causa della possibilità di influenzare i testimoni ed a causa della serietà del suo reato, e perché la Procura della Repubblica non ha ancora interrogato tre testimoni. Dato che un certo numero di imputati nello scandalo di Budva hanno ottenuto il permesso di difendersi in libertà, Begovic ha dichiarato che si tratta dell'applicazione selettiva della legge. Marovic ha negato la sua colpevolezza davanti al procuratore speciale spiegando che, in quel periodo, non ha avuto autorizzazioni ufficiali di essere a capo delle persone che presumibilmente hanno avuto a che fare con affari controversi. Il figlio di Svetozar Marovic, Milos Marovic è in libertà dal 3 gennaio, perché quest'ultimo ha raggiunto l'accordo con la Procura di pagare 380.000 euro per quanto riguarda il caso di Prijevor e di trascorrere un'anno in carcere. Anche l'ex sindaco del Comune di Budva, Lazar Radjenovic, ha raggiunto l'accordo per il patteggiamento con il procuratore speciale, ed ha ammesso il coinvolgimento in cinque scandali di Budva, per i quali verserà 30.000 euro nel bilancio dello Stato e trascorrerà due anni in carcere. Begovic ha detto che la Procura non ha sottoposto alla considerazione del Tribunale Superiore l'accordo sull'ammissione di colpa di Milos Marovic.[1] Begovic ha inoltre aggiunto che Svetozar Marovic non ha negoziato con la Procura su un'eventuale ammissione della colpa.[2] Secondo Begovic, i procuratori speciali non sospettano che Svetozar Marovic, abbia guadagnato soldi con le malversazioni negli affari di Budva, in cui il bilancio è stato danneggiato per alcuni milioni di euro. Marovic è stato interrogato il 16 gennaio da parte del procuratore speciale, Sasa Cadjenovic. Marovic è sospettato di aver commesso il reato d'abuso di posizione ufficiale attraverso il favoreggiamento e le frodi in cinque affari multimilionari del Comune di Budva. Secondo le informazioni del quotidiano montenegrino Vijesti, il procuratore sospetta che Marovic abbia partecipato agli affari conosciuti come Donji Bulevar, Krapina, Property Investment, WTA e Copyright. Ricordiamo che Marovic recentemente ha dovuto spiegare il suo ruolo in TQ Plaza, Jaz e Prijevor. I testimoni collaboratori hanno segnalato Marovic come il capo di un gruppo criminale, ma egli ha negato la colpa spiegando che allora non aveva alcun potere per influenzare gli altri. [3]Il leader del Movimento per i cambiamenti, Nebojsa Medojevic, ha riferito che se il procuratore speciale per la criminalità organizzata e la corruzione accetterà gli accordi sull'ammissione della colpa dei funzionari del Partito Democratico dei Socialisti di Budva, entrerà nella zona di responsabilità penale a causa dell'abuso del dovere ufficiale. Medojevic ha aggiunto che se il procuratore speciale non avesse avuto le prove necessarie non avrebbe potuto presentare le accuse e dar vita allo spettacolo politico e dei media sulla presumibile efficienza dello Stato di diritto, aggiungendo che se avesse presentato le accuse, allora, l'unico epilogo accettabile dell'indagine è il processo giudiziario. Medojevic ha inoltre aggiunto che i reati d'alta corruzione e la criminalità organizzata danneggiano l'ordinamento costituzionale, la democrazia e lo stato di diritto. [4]
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