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Sarajevo - La Corte Costituzionale della Bosnia ed Erzegovina (BiH), alla fine del mese di novembre del 2015, ha deciso che l'articolo 3b della legge sulle festività della Republika Srpska (RS), relativo alla celebrazione della giornata della RS,…
Sarajevo - La Corte Costituzionale della Bosnia ed Erzegovina (BiH), alla fine del mese di novembre del 2015, ha deciso che l'articolo 3b della legge sulle festività della Republika Srpska (RS), relativo alla celebrazione della giornata della RS, il 9 gennaio, non è conforme alla costituzione della BiH e ha ordinato all'Assemblea Nazionale della RS di modificare, entro un periodo di sei mesi, le disposizioni controverse e di armonizzare la presente legge con la costituzione della BiH. [1] [2] Dopo questa decisione, tutti i funzionari della RS, sia dai partiti del Governo che quelli dall'opposizione, hanno adottato una dichiarazione congiunta con la quale hanno ricusato la decisione della Corte sulla contestazione del 9 gennaio, decidendo di festeggiare in questa data.[3] A tal proposito, il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, ha annunciato di recarsi a Banja Luka, insieme a tutto il Governo della Serbia, al fine di partecipare alla celebrazione della giornata della RS. Tuttavia, tale annuncio non è stato ben accolto né dagli analisti né dalla cerchia politica di Sarajevo, proprio la città in cui finora era lodato l'atteggiamento e il rapporto del Premier della Serbia verso la BiH. Secondo l'analista Enver Kazaz, si tratta di un atto politico disonorevole, dopo che Vucic ha parlato di riconciliazione politico-serba.[4] Lo stesso sostiene che è necessario tenere a mente la dualità politica di Vucic, il quale, da un lato, considera la RS come un cimelio di guerra, negando in questo modo una delle principali istituzioni della BiH, mentre dall'altro, vuole adottare completamente il discorso europeo.[5] Inoltre, secondo i colleghi di Kazaz la decisione del Governo della Serbia di partecipare alla celebrazione del 9 gennaio dimostra irriverenza nei confronti della magistratura della BiH, dato che è stata presa un mese dopo la delibera della Corte Costituzionale della BiH che decreta il 9 gennaio incostituzionale. Allo stesso tempo, gli analisti di Federazione della BiH vedono l'arrivo dell'intero Governo della Serbia come "un sostegno diretto" al Presidente della RS, Milorad Dodik, il quale non riconosce la BiH e la nega già da 20 anni. Secondo il professore Esad Bajtal, l'atto di Vucic non è una buona mossa politica, dato che presta sostegno alla politica anti-giudiziaria, anti-Dayton e anti-civiltà.[6] I politici bosniaci hanno sostenuto che il Premier Vucic, con visite di questo tipo, contribuisce alla destabilizzazione della BiH, aggiungendo che con la delegazione del Governo serbo perteciperà alla celebrazione del giorno di indipendenza della BiH. La visita di Vucic è vista come provocatoria e conferma l'intenzione del Premier della Serbia di non rinunciare alla divisione della BiH in accordo con Dodik e di voler interferire su questioni interne, dato che la celebrazione delle feste è una questione interna del Paese bosniaco. [7] [8] [9] L'arrivo del Premier Vucic a Banja Luka ha suscitato la reazione anche dell'ambasciata degli Stati Uniti, la quale ha dichiarato di credere che Vucic capisce l'importanza di quell'avvenimento dopo la decisione della Corte Costituzionale ed ha esortato le autorità della RS ad apportare le modifiche necessarie in materia della Legge sulle festività.[10] L'intero evento è stato il tema affrontato anche dai croati, i quali hanno pubblicato che l'arrivo di Vucic rappresenta una dura violazione del principio di non interferenza nella politica interna della BiH, a partire dalla firme dell'Accordo di Dayton, e che Vucic aiuta Dodik a rovesciare la BiH.[11] D'altra parte, la campagna di opposizione lanciata dal membro bosniaco della Presidenza della BiH, Bakir Izetbegovic, in occasione dell'arrivo di Vucic a Banja Luka, rappresenta una pugnalata alla schiena per la politica di riconciliazione di Vucic. Secondo, l'analista politico di Belgrado, Djordje Vukadinovic, le dichiarazioni di Izetbegovic che la presenza di Vucic alla celebrazione a Banja Luka è di chiaro sostegno a Dodik e segna il ritorno alla politica di conflitto, rappresentano una vecchia retorica rilanciata ogni volta che Belgrado sostiene la RS. L'opposizione di Izetbegovic potrebbe essere interpretata considerando i suoi messaggi di riconciliazione solamente un episodio di passaggio.[12] Inoltre tutti i partiti politici della RS hanno respinto le affermazioni che l'arrivo del Premier serbo alla celebrazione del 9 gennaio sia una violazione di Dayton. A tal proposito, Vucic ha dichiarato che il suo amore verso la RS non vuol dire odio verso la BiH, aggiungendo che nessuno potrà abolire la RS con un decreto, dato che quell'entità non è costituita sulla base di un decreto. Lo stesso ha dichiarato che la Serbia rispetta l'integrità territoriale e la sovranità della BiH e vuole la conservazione dell'entità della RS all'interno della BiH.[13] Il sostegno alla celebrazione della giornata della RS arriva anche dai membri del Partito Democratico di Serbia (DSS) e il Movimento Dveri, i quali hanno impostato a Novi Sad gli striscioni con slogan "Orgoglio è la RS", "la mia Republika Srpska". A tale proposito il vice Presidente del DSS, Borko Ilic, ha dichiarato che la Serbia deve difendere il più giovane Paese serbo.[14] ^ La Corte Costituzionale della BiH ha dichiarato la giornata della RS incostituzionale ^ La Corte Costituzionale della BiH: La gioranata della RS è incostituzionale ^ Hadziomerovic: Dodik prosegue una politica distruttiva ^ Sarajevo opposto all'arrivo del Governo di Serbia alla celebrazione della giornata della RS ^ Sull'arrivo di Vucic a Banjaluka: E' tornato un cetinco vestito nella retorica europea ^ Sarajevo opposto all'arrivo del Governo di Serbia alla celebrazione della giornata della RS ^ Nonostante la decisione della Corte Costituzionale della BiH nella RS si festeggia la Giornata dell'entitàl ^ Pesic: Vucic con il suo arrivo a Banjaluka porta la Serbia nel campo dell'ideologia criminale di guerra ^ Hadziomerovic: Dodik prosegue una politica distruttiva ^ Ambasciata dell'USA: Tutti devono rispettare la decisione della Corte Costituzionale ^ Vucic arriva nella pace, non di violare il Dayton ^ Izetbegovic fa una pugnelata alla schiena di Vucic ^ Vucic: Amore verso la RS non significa l'odio verso la BiH ^ Gli striscioni a Novi Sad in occasione della giornata della RS<br />
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