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Zagabria - Il Governo della Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH) sostiene che il consorzio croato-ungherese INA-MOL dal 2006 non ha adempiuto agli obblighi relativi all'acquisto della compagnia petrolifera Energopetrol di Sarajevo, causando…
Zagabria - Il Governo della Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH) sostiene che il consorzio croato-ungherese INA-MOL dal 2006 non ha adempiuto agli obblighi relativi all'acquisto della compagnia petrolifera Energopetrol di Sarajevo, causando così un danno con la falsa presentazione degli investimenti per assicurarsi un reddito di 200 milioni di euro. Il consigliere del Primo Ministro della FBiH, Suvad Osmanagic, ha motivato tale accusa con il fatto che il consorzio non ha investito i 76,7 milioni di euro concordati. Secondo l'accordo firmato, la maggior parte degli investimenti, pari a circa 50 milioni di euro, si riferivano all'espansione della rete di commercio ma, in questo segmento, non risulta investito nessun centesimo, come di fatto confermato dalle relazioni finanziarie della stessa Energopetrol. Da quanto emerso, Osmanagic è a capo di un gruppo di lavoro governativo, creato con l’unico intento di occuparsi della querela INA-MOL contro il Governo federale, al fine di ottenere il risarcimento danni. Il consorzio petrolifero croato-ungherese nel 2013 ha avviato una controversia arbitrale davanti alla Camera di Commercio internazionale di Parigi, accusando il Governo della FBIH di non aver adempiuto ai suoi obblighi relativi al rimborso dei debiti e all'impegno nei confronti dei lavoratori in eccedenza della Energopetrol, obblighi contratti con la firma di compravendita. Sulla base di questo motivo, il consorzio in questione ha chiesto un risarcimento di 32,7 milioni di euro. Secondo alcune fonti, il Governo della FBiH recentemente ha invitato l'INA-MOL a rinunciare al procedimento arbitrale, in caso contrario ha predisposto l’inoltro della contro azione legale da parte bosniaca. Osmanagic ritiene che, alla base della vendita della Energopetrol vi sia unicamente il sostanzioso profitto ottenuto da questo consorzio grazie alla rilevazione di beni immobili di valore, come gli edifici al centro di Sarajevo o la catena delle stazioni di benzina. Secondo lui, la revisione finanziaria ha determinato che il consorzio ha investito soltanto 15 milioni di euro per il recupero delle stazioni di benzina e i restanti 75 milioni circa per l'indebitamento creditizio della Energopetrol, utilizzando per queste azioni, il proprio conto bancario. Inoltre, il consorzio è accusato di aver sottratto i soldi alla suddetta società tramite fatture fittizie e tramite l'indebitamento attraverso gli interessi di mora. La privatizzazione della Energopetrol è oggetto di controversia in Tribunale a Sarajevo, dove sono imputate nove persone della BiH, sospettate di aver operato in modo illegale a favore del consorzio croato-ungherese durante la ricapitalizzazione, cioè durante l'acquisto della Energopetrol.
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