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Tirana - Il banchiere americano, Rebecca Gaskin Gain, ha dichiarato davanti alla corte che la testimonianza dell’ex direttore della CEZ Distribuzione, Josef Hejsek, insieme ai documenti che mostrano le truffe messe in atto dalla DIA e dal suo…
Tirana - Il banchiere americano, Rebecca Gaskin Gain, ha dichiarato davanti alla corte che la testimonianza dell’ex direttore della CEZ Distribuzione, Josef Hejsek, insieme ai documenti che mostrano le truffe messe in atto dalla DIA e dal suo Presidente Kastriot Ismailaj, l'hanno persuasa a collaborare con l'Albania, ponendo fine di fatto al calvario arbitrale in corso da tre anni. La decisione della Corte d'Arbitrato di Vienna che ha disposto la chiusura di tale procedimento richiesto dall'azienda di distribuzione dell'energia Osshe, arriva dopo l’inoltro in Tribunale di una dichiarazione di ritiro dall’arbitrato a firma del banchiere americano, Rebecca Gaskin Gain, in veste di rappresentante della Debt Advisory International, in cui si comunica che la DIA (la società iniziale registrata nel paradiso fiscale delle Isole Vergini britanniche -BVI), ritira tutte le pretese verso lo Stato Albanese. Sulla sentenza del Tribunale dell'Arbitrato mancano alcuni documenti del fascicolo giudiziario, ma nel ragionamento giuridico della Corte si presentano dei frammenti dell’andamento triennale di questo processo, tenutosi a porte chiuse a Vienna dall'Austria, che sarebbe potuto costare all’Albania fino a 135 milioni di euro. In essa si legge del coinvolgimento di Ismailaj, della sua posizione giuridica e di come è peggiorata quando la Procura albanese e lo studio legale che rappresentava l'Albania riuscirono a dimostrare il suo passato da truffatore, e infine della falsa testimonianza resa dallo stesso Ismailaj davanti alla corte, in particolare quando ha omesso di essere uno dei proprietari della società che rappresentava. L'accordo di confidenzialità reciproca - Il 13 dicembre 2014, l'avvocato dell'Albania ha dichiarato davanti alla corte che la cittadina americana, Rebecca Gaskin Gain, quale rappresentante legale della società DIA registrata a BVI, ha raggiunto un "accordo di confidenzialità" con la parte della difesa per ritirarsi dalla pretesa di arbitrato. Inizialmente, Gaskin si è limitata a rendere una dichiarazione in cui si affermava che la DIA si ritirava senza condizioni dalle pretese di arbitrato, ma subito dopo gli avvocati di Ismailaj hanno sollevato una contro-pretesa argomentando che Gaskin non aveva alcun diritto di rappresentare la DIA e sostenendo che avesse agito in cooperazione con la parte denunciata (il Governo albanese) in cambio di denaro. Allo stesso tempo, la reazione di Ismailaj alla dichiarazione di ritiro dall’arbitrato inoltrata dalla Gaskin Gain, è stata la richiesta di apertura di un processo giudiziario presso la BVI. Nel dicembre 2014, un tribunale nelle Virgin Islands, accolto l’esame del caso, decretò in via provvisoria il sollevamento dall’incarico di Gaskin Gain dalla carica di rappresentante legale della DIA, finché la questione non fosse esaminata a fondo. A seguito di questa sentenza, Gaskin Gain è stata convocata ad una sessione giudiziaria di domande-risposte dalla Corte d`Arbitrato, per stabilire se era o meno un rappresentante legale della DIA. Lo studio legale Hause Partners, che rappresentava Ismailaj, inizialmente ha sollevato sospetti sull’accordo di confidenzialità riguardante il ritiro dall’arbitrato, chiedendo che venisse consegnato presso la Corte. D’altronde, lo stesso Tribunale ha sollevato l’ipotesi che Gaskin Gain fosse stata corrotta dalla parte processuale albanese per eseguire il ritiro dalla causa legale. La parte albanese ha consegnato inizialmente una copia redatta dell’accordo e in seguito una copia modificata, sottolineando che una parte dello stesso è stata redatta "verbalmente", ma che nella versione modificata era chiaramente specificato che le "parti si ritirano dalle pretese senza alcun risarcimento monetario". A tal proposito, nella sessione domande-risposte, alla domanda specifica dell'avvocato difensore di Ismailaj se la sua decisione di ritiro dall’arbitrato fosse avvenuta "senza compensazione", Gaskin Gain ha risposto che si trattava di un accordo in cui ciascuna delle parti supportava le proprie spese, e ha aggiunto che "questo dipende dal senso che si dà alla parola 'compensazione'". Alla domanda dell’avvocato "cosa significa che in questo accordo ciascuna delle parti atteneva alle proprie spese", lei ha risposto che, a suo parere, il proseguimento del caso si traduceva in "costi aggiuntivi" e che il caso dell’arbitrato stava ledendo l’immagine della DIA, portando la società al fallimento. di seguito, Gaskin Gain ha proseguito spiegando che aveva visionato le prove a disposizione dell'avvocato della parte albanese (OSHEE, governo albanese) e si era quindi convinta che vi erano prove di frode sufficienti a rovesciare il caso di arbitrato, indicando in questo il motivo per cui aveva deciso di ritirarsi. Ha inoltre spiegato ai giudici che la testimonianza dell’ex direttore della CEZ Albania, Josef Hejsek, era la prova più schiacciante in mano agli avvocati dell’OSHEE, perché dimostrava che l'accordo CEZ- DIA sulla riscossione dei debiti arretrati energetici, era stato raggiunto con l'inganno. Documenti ed articoli legati al caso Testimonianza Hejsek: http://www.reporter.al/wp-content/uploads/JosefHejsek-witness-statement.pdf Sentenza finale Corte Arbitrato Vienna: http://www.reporter.al/wp-content/uploads/Vendimi-i-arbitrazhit-DIA-kunder-Shqiperise.pdf Articolo accusa Ilir Meta mediatore accordo CEZ-DIA: http://www.balkaninsight.com/en/article/albania-speaker-accused-of-graft-in-arbitrage-case-09-08-2015 Lo schema fraudolento Hejsek-Ismailaj: http://www.balkaninsight.com/en/article/fraudulent-debt-collection-schemes-cost-albania-millions Testimonianza di Hejsek: Ismailaj viene raccomandato come uomo fidato di Ilir Meta: http://www.reporter.al/deshmia-e-ish-shefit-te-cez-ismailaj-u-rekomandua-si-i-besuari-i-metes
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