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Zagabria - Il centro internazionale per la soluzione delle controversie degli investimenti (International Centre for Settlement of Investment Disputes-ICSID), con sede a Washington, ha emesso, giovedì 17 dicembre, una sentenza in base alla quale la…
Zagabria - Il centro internazionale per la soluzione delle controversie degli investimenti (International Centre for Settlement of Investment Disputes-ICSID), con sede a Washington, ha emesso, giovedì 17 dicembre, una sentenza in base alla quale la Slovenia dovrà pagare alla società Hrvatska Elektroprovreda (HEP) più di 40 milioni di euro per l'energia elettrica non consegnata, ma prodotta nella centrale nucleare Krsko nel periodo da gennaio 2002 ad aprile del 2003. Il Presidente dell'amministrazione della HEP, Perica Jukic, si è detto contento della sentenza finale, soprattutto perché la controversia legale durava da dieci anni. Lo stesso ha aggiunto che c'è una buona cooperazione con i partner sloveni nella centrale nucleare Krsko ed ha espresso la speranza che tale cooperazione sarà ulteriormente portata avanti. Secondo le informazioni, la società Elektro-Slovenija (ELES), alla fine del mese di luglio del 1998, ha interrotto una linea di trasmissione da Krsko verso Zagabria, dopo che il Governo della Slovenia, con un regolamento, ha informato la HEP, privandola della sua quota del 50% di fondatore. Quelle mosse sono state seguite da diversi anni di trattative che hanno portato alla firma dell'accordo intergovernativo sulla centrale nucleare Krsko alla fine del 2001, cancellando tutti i crediti reciproci entro il 30 giugno del 2002 con un accordo che la riconsegna sarà avviata entro e non oltre l'1 luglio 2002. La HEP ha avvito l'arbitrato davanti all'ICSID dieci anni fa, sostenendo di aver subito un danno perché, invece di elettricità più conveniente dalla Krsko, ha dovuto impegnare le centrali elettriche più costose e utilizzare le importazioni più costose.
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