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Tirana - Dopo la decisione del Tribunale per l'arresto di 7 funzionari della dogana e dopo l'emissione del mandato di cattura a piede libero dell’imprenditore Adrian Xhillari, amministratore della società "Tea Construction &…
Tirana - Dopo la decisione del Tribunale per l'arresto di 7 funzionari della dogana e dopo l'emissione del mandato di cattura a piede libero dell’imprenditore Adrian Xhillari, amministratore della società "Tea Construction & Petrol", accusato di aver lanciato sul mercato 4.4 milioni di litri di petrolio "virgin" evitando le accise, Top Channel ha appreso dettagli circa lo schema usato per questo contrabbando. Dalle indagini della Procura risulta che a maggio del 2010 la società "Tea Construction & Petrol", ha acquistato dalla Raffineria del petrolio a Ballsh 5,6 milioni litri di "petrolio virgin" (greggio), che era stato stoccato in un deposito a Ballsh e in 4 depositi a Koder Mezez, Tirana. A gennaio del 2014, la Direzione del Controllo presso la Direzione Generale del Fisco (Tasse) e l'Ispettorato Centrale Tecnico hanno eseguito la misurazione della quantità del materiale combustibile. Dalle misurazioni effettuate è risultato che, nei depositi si trovavano 4.4 mln di litri di materiale combustibile. Ma dalle analisi eseguite è risultato che il carburante non soddisfaceva gli standard e per questo è stato classificato come petrolio "virgin", privo di concessione di vendita. In tali condizioni a luglio del 2014, Adrian Xhillari amministratore della "Tea Construction & Petrol" ha richiesto dalla Direzione Generale delle Dogane la rimozione dei piombi dai depositi del magazzino a Koder Mezez, per consentire il trasporto del petrolio "virgin" verso la raffineria di Ballsh. I documenti mostrano che dal 15 agosto al 21 agosto, 2014 "Tea Construction & Petrol" sh.a ha eseguito il trasferimento di greggio sotto la sospensione dell'accisa, dai depositi a Koder Mezez verso la raffineria di Ballsh, dove sono giunti 44 litri di petrolio "virgin" ed è stata effettuata la piombatura del deposito. Ma il 2 giugno 2015, il gruppo della "Crown Agents" e il Dipartimento delle Dogane di Fier, hanno eseguito un'ispezione del deposito G-43, dove erano stati depositati circa 4,4 milioni di litri di petrolio, trovandolo vuoto. Secondo le stime, il valore dell'accisa non pagata è di 242.755.600 lek. Secondo l'accusa, ci sono dubbi e prove che la quantità di petrolio "virgin" è stato messo in circolazione e venduto sul mercato interno, soprattutto a Fier, Valona, Durazzo, Scutari e Tropoja. Dalle indagini della Procura è emerso anche il ruolo di ciascuna delle persone arrestate. In particolare risulta essere stato Lula Njebza, in qualità di Vice Direttrice Generale delle Dogane, ad ordinare il trasferimento dai magazzini a Koder Mezez, Tirana, verso quello di Ballsh. La garanzia che bisognava lasciare per il stoccaggio del petrolio in 5 cisterne era di circa 2 milioni e 470 mila dollari, ma realmente è stata lasciata solo una somma di 400 mila dollari. Secondo l'accusa, questa azione, insieme alle garanzie fittizie, ha spianato la strada alla società "Tea Construction & Petrol" per effettuare sul sistema "virtualmente" il trasporto del prodotto "virgin". D`altra parte, secondo quanto sostenuto dall’accusa, Mirarber Teneqexhiu, in qualità di capo alla sezione doganale di Tirana, ha emesso l'ordine di lavoro per la rimozione dei piombi e il movimento della merce senza prima verificare la documentazione necessaria per l'esecuzione di questa azione. Inoltre, i pubblici ministeri hanno identificato anche il ruolo di Alfred Bushi ex capo delle accise, Adrian Alikaj doganiere di accise, Syrja Misiraj doganiere di accise, Ortenca Zorba e Elona Jareci, entrambe doganieri in quel che loro chiamano "lo schema del contrabbando e il lancio sul mercato di una quantità fuori dagli standard", dove oltre al danno finanziario, vi è quello ingente all’ambiente, poiché la quantità di gas inquinanti che vengono immessi nell'atmosfera dalla combustione del petrolio greggio è molto maggiore rispetto a quello che normalmente viene scaricato. La Corte ha stabilito delle misure di sicurezza per Teneqexhiu, Njebza, Alikaj, Bushi e Misiraj con carcerazione preventiva, mentre per Zorba e Jareci con arresti domiciliari. Sulla sua pagina ufficiale viene riportato che la TEA Construction and Petrol è tra le più grandi società di petrolio nel Paese e l`unica che dispone della licenza per la trasformazione del petrolio greggio in Albania. Dal 2014, la società Tea Oil ha inglobato i marchi di petrolio della società Alpet, nelle cui pompe di benzina, secondo l’accusa, è stata venduta direttamente la quantità di petrolio incriminata, anziché elaborarla in precedenza. Questo è il secondo scandalo di tale portata scoperto dalle autorità statali sul mercato dei carburanti, dopo quello del 2011, con un valore di rimborso dell'IVA pari a 3.5 milioni di euro.
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