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Pristina – Ancora non sono state ultimate le indagini sull’ex imam della Grande Moschea di Pristina, Shefqet Krasniqi, che lo scorso anno era stato arrestato dalla Polizia del Kosovo, con l’accusa di sospetto reato penale contro l`ordine…
Pristina – Ancora non sono state ultimate le indagini sull’ex imam della Grande Moschea di Pristina, Shefqet Krasniqi, che lo scorso anno era stato arrestato dalla Polizia del Kosovo, con l’accusa di sospetto reato penale contro l`ordine costituzionale e la sicurezza della Repubblica del Kosovo. Krasniqi è ancora sotto indagine e presto affronterà l`atto d'accusa della Procura Speciale del Kosovo. Il portavoce della Procura dello Stato, Liridone Kozmaqi ha rilasciato un'intervista al quotidiano Express, in cui dichiara che le indagini su Krasniqi sono ancora in corso perché: "Il materiale è posto sotto inchiesta dalla Procura Speciale della Repubblica del Kosovo, in quanto ancora non è stato eseguito l`esame dell’ intera documentazione, di computer e CD, trovati in possesso dell’imputato Shefqet Krasniqi. Una volta raccolte tutte le prove, nella fase di ultimazione delle indagini, il pubblico ministero, affidatario del caso, deciderà prima se ci sono prove sufficienti e se vi sia il fondato sospetto che l`imputato abbia commesso il reato penale, e dopo stabilirà se sollevare l`atto accusatorio o meno" . D`altra parte l`avvocato difensore di Krasniqi, Bajram Tmava, ha rilasciato una breve dichiarazione per il quotidiano in cui sostiene di non aver ricevuto nulla dalla Procura, e che il suo cliente è innocente. L`ex imam Shefqet Krasniqi nel corso di un anno è stato arrestato due volte dalla Polizia del Kosovo, con l’accusa di violazione dell’ordine costituzionale per incitamento di odio inter-religioso e estremismo islamico. Al primo arresto è stato rilasciato dopo esser stato interrogato dal pubblico ministero, mentre la seconda volta gli è stata inflitta la detenzione preliminare di 30 giorni, seguita dalla misura cautelare di arresti domiciliari. L`azione della Polizia del Kosovo, durante la quale era stato arrestato anche Krasniqi, aveva previsto una serie di perquisizioni in vari edifici e città del Kosovo, e si era conclusa con molti altri arresti per sospetto reato penale di "incitamento all'odio, discordia o intolleranza nazionale, razziale, religiosa o etnica".
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