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Tripoli - Il Presidente del Governo ad interim, Abdullah al-Thani, ha definito inaccettabili le interferenze del Qatar negli affari interni della Libia, in riferimento all'accordo di pace che è stato firmato a Doha tra le tribù dei Tuareg e Tabu. Ha…
Tripoli - Il Presidente del Governo ad interim, Abdullah al-Thani, ha definito inaccettabili le interferenze del Qatar negli affari interni della Libia, in riferimento all'accordo di pace che è stato firmato a Doha tra le tribù dei Tuareg e Tabu. Ha precisato, in tale occasione, che non conosce il contenuto dell'accordo, né i partecipanti, ritenuto infatti un'ingerenza inaccettabile negli affari interni della Libia. La città di Doha ha ospitato l'accordo tra le tribù rivali, in coordinamento con la presidenza del Congresso Nazionale Generale di Tripoli. I delegati delle tribù Tuareg e Tabu, giunti a Doha per la stipula dell'accordo per la riconciliazione, sono stati ricevuto dal segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon lunedì 23 novembre. Lo scopo dell’accordo è il raggiungimento di una situazione di stabilità, attraverso il cessate fuoco, favorendo il dialogo pacifico tra le tribù. L’accordo è stato stipulato tra il Sheikh Abu bakr Al-Faqih( delegato della tribù Tuareg), Ali Sidi Adam (presidente delegato tribù Tabu), con la presenza del funzionario del Ministro degli Esteri del Qatar, Ben Abderrahmen Benjasem Al Thani.Viene concordato il ritorno degli sfollati fuggiti dall'area a causa delle operazioni militari nella loro area, l'apertura della strada principale verso la città di Ubari e la cessazione di ogni scontro. La stipulazione dell’accordo è stata seguita da violenti scontri avvenuti lunedì notte, presso la città di Ubari. Ahmed Matco, membro del Consiglio Supremo dei Tuareg ha sostenuto parere favorevole circa la riconciliazione delle tribù, affermando però l’impossibilità di voler fermare una guerra avviata da più di un anno, in un giorno. Afferma inoltre che non ci potrà essere un effettivo cessate fuoco senza la presenza di una mappa che ne delinei il percorso. Da parte sua Mohamed Sendu, membro della delegazione Tabu, sostiene che gli scontri avvenuti sono frutto di atti individuali che non possono rappresentare una minaccia alla pace né essere definiti violenti, in quanto frutto di un opinione volta a non accettare la riconciliazione. Afferma inoltre che tutti i membri saranno vincolati da tale accordo.
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