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Tirana/Bruxelles - Le autorità albanesi hanno preparato il terreno per accogliere un possibile flusso di rifugiati provenienti dalle zone di guerra, poche ore dopo che il Premier Edi Rama ha affermato, a Bruxelles,che "Con l'arrivo…
Tirana/Bruxelles - Le autorità albanesi hanno preparato il terreno per accogliere un possibile flusso di rifugiati provenienti dalle zone di guerra, poche ore dopo che il Premier Edi Rama ha affermato, a Bruxelles,che "Con l'arrivo dell'inverno, esiste la possibilità di una seconda strada deviata verso l'Albania". Subito dopo la dichiarazione di Rama avvenuta in occasione del mini-vertice tra l'UE e i Balcani tenutosi a Bruxelles sull'emergenza umanitaria dei rifugiati, sono iniziate le misure del Governo, nello specifico del Ministero della Difesa. Come è stato reso noto, l'ex reparto militare di Kapshtica nell'area di Bilisht, Regione di Korca, molto vicino al valico di frontiera con la Grecia, si trasformerà in centro di accoglienza per i migranti provenienti dalla Siria ed altri Paesi del Medio Oriente e l'Africa del Nord. Si tratta di edifici abbandonati da anni che verranno equipaggiati come alloggi, aventi una capacità di 500 persone. Tale mossa arriva in seguito alla richiesta del Ministero degli Affari Interni di stabilire la mappa in base alla quale saranno realizzati i campi per questi migranti, pertanto le autorità locali hanno intrapreso le prime misure e stanno lavorando per migliorare l'infrastruttura e creare riserve alimentari e alloggi per i rifugiati. Il sud-est dell'Albania, stando alle previsioni, non sarà l'unico punto di passaggio ed accoglienza principale dei siriani, perché la rotta via mare, mediante i gommoni potrebbe tornare in funzione. "C'è il rischio che la rotta con i gommoni, Albania-Italia, possa essere un'altra alternativa per quest'inverno", ha riferito un alto funzionario dell'UE per l'agenzia Reuters, nel momento in cui alcuni Paesi dei Balcani hanno chiuso le frontiere. Oltre 500 mila migranti dalla Siria e dall'Iraq sono sbarcati in Grecia e Turchia nei primi dieci mesi del 2015 e il loro obiettivo è l'Unione Europea. Alcuni Paesi come la Fyrom-Macedonia, la Bulgaria e l'Ungheria hanno chiuso la frontiera terrestre e con l'arrivo dell'inverno l'Albania potrebbe essere la porta d'accesso. Insieme agli altri capi del Governo dai Balcani e l'UE, il Premier Edi Rama, ha partecipato al mini-vertice organizzato dal Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, in occasione del quale è stato raggiunto l'accordo per un piano di 17 punti operativi dell'UE, per i migranti che stanno entrando in Europa dal Medio Oriente. "L'Albania non è stata ancora colpita. Tuttavia con l'arrivo dell'inverno esiste la possibilità di una deviazione verso questo Paese. Pertanto, il motivo per cui siamo qui ha a che fare con la necessità di coordinarsi a livello regionale ed europeo. Indubbiamente, l'Albania ha il suo ruolo in questo momento così delicato e così importante per ciò che siamo e ciò che saremo domani, tutti insieme, come europei", ha sottolineato il Primo Ministro Edi Rama, dinanzi ai leader di: Austria, Bulgaria, Germania, Croazia, Fyrom-Macedonia, Grecia, Ungheria, Slovenia, Serbia, Romania e Svezia. L'obiettivo del Vertice era la creazione di un approccio transfrontaliero e regionale per gestire la crisi mediante il coordinamento e la consultazione tra i Paesi al fine di evitare una possibile catastrofe umanitaria lungo il percorso di transito. Al termine della riunione è stata firmata una dichiarazione congiunta contenente 17 punti operativi. Il documento consiste in quattro punti principali: - Scambio permanente regolare delle informazioni sui flussi e i fabbisogni; - Sostegno per i rifugiati nel fornire alloggio lungo il percorso balcanico; - Efficiente gestione dei flussi mediante la registrazione, i rimpatri e l'aumento della cooperazione per l'attuazione degli accordi di riammissione dai Paesi terzi; - Aumento degli sforzi nella gestione delle frontiere. Alcuni esperti tedeschi temono che il piano resterà solo sulla carta, mentre il Premier sloveno ha riferito che la crisi potrebbe provocare la destabilizzazione, come anche la fine, dell'Unione Europea così come la conosciamo. Ma d'altra parte, decine di migliaia di albanesi ritorneranno dalla Germania, disoccupati e disperati, pertanto emerge la questione su come potrà affrontare l'Albania il flusso dei migranti, che ha spaventato Paesi molto più potenti. <strong>Lo scambio permanente delle informazioni preved</strong>e: - Punti di contatto entro 24 ore al fine di garantire la trasmissione quotidiana di dati e consentire il movimento graduale, controllato e regolare delle persone lungo il percorso per i Balcani occidentali; - La consegna di valutazioni congiunte sulle necessità di sostegno dall'UE entro 24 ore; - La limitazione di movimenti secondari; - Il divieto della circolazione dei rifugiati verso la frontiera di un altro Paese della Regione senza informare i Paesi limitrofi. <strong>La fornitura di sostegno e garanzie per l'alloggio dei rifugiati prevede:</strong> - La crescita delle capacità per assicurare l'alloggio provvisorio, l'alimentazione, l'assistenza sanitaria, l'acqua e le condizioni igienico-sanitari. La Grecia deve aumentare la capacità di accoglienza entro la fine del anno e sostenere l'UNHCR nel sovvenzionare gli affitti e programmi di accoglienza alle famiglie, una condizione preliminare per far si che funzioiano gli spostamenti di emergenza; - Il sostegno finanziario per la Grecia e l'UNHCR. Cooperazione con l'UNHCR, che sosterrà la crescita alle capacita di accoglienza con 50 mila posti lungo le rotte dei Balcani occidentali; - La cooperazione alle istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Europea per gli Investimenti, la BERS e la Banca per lo Sviluppo del Consiglio d`Europa, che sono pronte a un sostegno finanziare ai paesi che metteranno a disposizione le proprie risorse. <strong>La gestione congiunta della migrazione prevede:</strong> - Assicurare piena capacità per registrare gli arrivi con il massimo dei loro dati biometrici; - Lo scambio di informazioni sul numero dei migranti arrivati quotidianamente e se richiesto anche il numero totale dei migranti dentro il territorio del Paese; - Cooperazione con le agenzie dell'Unione Europea per aumentare la velocità con lo scambio dell'informazione; - La crescita degli sforzi nazionali coordinati per rimpatriare i migranti, che non hanno bisogno di protezione internazionale, collaborando con Frontex. Cooperazione con la Commissione Europea e Frontex per stimolare interazione pratica sul ammissione con paesi terzi e l`intensificazione dei sforzi in particolare con l'Afghanistan, il Bangladesh e il Pakistan. La Commissione deve, inoltre, lavorare per attuare gli accordi vigenti di riammissione completa e iniziare il lavoro per nuovi accordi di riammissione con i rispettivi Paesi. <strong>Crescita degli sforzi per la gestione delle frontiere tramite:</strong> - La finalizzazione e l`attuazione del piano d'azione UE-Turchia; - Il completo uso dell'accordo di riammissione UE-Turchia e della guida sulla liberalizzazione dei visti; - Operazioni congiunte con Poseidone presso le coste della Grecia; - Rafforzamento del sostegno di Frontex nei pressi della frontiera tra la Bulgaria e la Turchia; - Rafforzamento della cooperazione presso la frontiera tra la Grecia e la ex Repubblica Jugoslava della Macedonia, con la crescita dell'impegno dell'UNHCR; - Grecia, Fyrom e Albania rafforzeranno la gestione della frontiera terrestre esterna, con Frontex per sostenere la registrazione in Grecia; - Il lavoro insieme a Frontex per monitorare i valichi di frontiera e registrare i rifugiati sui valichi croati e serbi di passaggio della frontiera; - Stabilire in Slovenia 400 ufficiali della polizia e attrezzature essenziali entro una settimana, mediante il sostegno bilaterale; - Riconferma del principio per rifiutare l'accesso di cittadini provenienti da Paesi terzi, che non confermano il desiderio di darsi da fare per la protezione internazionale (in linea al diritto internazionale e dell'UE sui rifugiati e sottoponendosi ai controlli); - Crescita delle azioni contro il contrabbando dei emigranti e il traffico degli esseri umani, con il sostegno di Europol, Frontex e Interpol; - Utilizzo di tutti i mezzi di comunicazione a disposizione per informare i rifugiati e i emigranti circa le regole vigenti, come anche i diritti e i loro obblighi, in particolare le conseguenze del rifiuto della registrazione e della protezione; - Il monitoraggio di questi impegni a cadenza settimanale. La Commissione si coordinerà con i punti chiave dei Paesi.
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