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Podgorica - Il Primo Ministro del Montenegro, Milo Djukanovic, domenica 25 ottobre, ha detto che le proteste del Fronte Democratico (DF) del 24 ottobre, costituiscono un tentativo di colpo di Stato, ed ha aggiunto che, a livello politico, non vi è…
Podgorica - Il Primo Ministro del Montenegro, Milo Djukanovic, domenica 25 ottobre, ha detto che le proteste del Fronte Democratico (DF) del 24 ottobre, costituiscono un tentativo di colpo di Stato, ed ha aggiunto che, a livello politico, non vi è dubbio che la responsabilità per gli eventi è dell’organizzatore della protesta. A un certo punto, le proteste del 24 ottobre si sono trasformate in una violenza brutale aperta, il tentativo di occupare le istituzioni statali, cioè in un tentativo di rovesciare violentemente il governo a causa dei cambiamenti nel corso della politica statale. Djukanovic ha detto che la polizia doveva rispondere e che, secondo lui, la risposta è stata conforme alla Costituzione e alla legge. Il Primo Ministro del Montenegro ha detto che vi è una novità, e che dietro le proteste non c'è la Serbia. "Non è la politica dello Stato della Serbia ad interferire nei disordini politici del Montenegro, bensì dei grandi circoli nazionalisti. Allo stesso modo non vi è alcun dubbio che la Russia ha avuto e ha ancora un ruolo attivo nell'organizzazione delle proteste contro il governo di Podgorica", ha detto Djukanovic. Egli ha ricordato le ultime tre dichiarazioni di Mosca relative al Montenegro, aggiungendo che tali comunicazioni non richiedono interpretazioni speciali. Djukanovic ha aggiunto che è chiaro che lo scopo delle proteste è quello di fermare l’integrazione europea ed euro-atlantica del Montenegro. Il presidente del Montenegro, Filip Vujanovic, domenica 25 ottobre, ha valutato che le proteste del Fronte Democratico (DF) non sono state né pacifiche, né democratiche, né non violente. Vujanovic ha detto che la polizia montenegrina non ha interrotto le proteste dell’opposizione del DF ma la violenza alla protesta, perché hanno tentato di fare irruzione nel Parlamento del Montenegro, su cui l'Ufficio di Procura Suprema dello Stato determinerà eventuali responsabilità penali, dei dirigenti e deputati di Nuova, Andrija Mandic e Slaven Radunovic. I Socialdemocratici del Montenegro, da parte loro, hanno condannato fortemente il tentativo organizzato di rovesciamento dell’ordinamento costituzionale, l’attacco al Parlamento del Montenegro ed alle altre istituzioni del sistema, cioè il tentativo del colpo di Stato da parte dei leader del Fronte Democratico e una parte dei loro sostenitori. I Socialdemocratici dicono che la responsabilità delle proteste è degli organizzatori. I socialdemocratici hanno esortato gli organi statali competenti di prendere, sulla base dei fatti, delle misure con lo scopo di punire coloro che sono colpevoli di eventi sfortunati. I partiti parlamentari Montenegro Positivo ed i Socialdemocratici del Montenegro ed il Partito non parlamentare l’Unione democratica del Montenegro, condividono la valutazione del DPS, secondo cui la protesta del DF è stato un tentativo dicolpo di Stato in Montenegro. Il Ministro degli Affari Esteri del Montenegro, Igor Luksic, ha detto che lo scopo delle proteste dell’opposizione a Podgorica è quello di fermare il Montenegro all'ultima parte della strada sulla realizzazione dell’obiettivo strategico, cioè l’adesione alla NATO. L’ex deputato del Parlamento europeo e l’ex capo della delegazione del Parlamento europeo per l’Europa sudorientale, Doris Pack, ha detto che sono inevitabili le dimissioni di Milo Djukanovic, ma anche le elezioni secondo le nuove regole. Secondo la Pack, le proteste non sono contro la NATO, ma sono contro Milo Djukanovic. La Missione OSCE in Montenegro ha condannato le violenze del 24 ottobre a Podgorica, dove è stata distrutta la proprietà, includendo anche l’ambasciata albanese e dove sono stati feriti diversi poliziotti, giornalisti e cittadini. Il Ministro degli Interni del Montenegro, Rasko Konjevic, ha detto che la polizia montenegrina, durante le proteste del 24 ottobre, ha agito in conformità con la legge e allo scopo di mantenere l’ordine pubblico e la pace, aggiungendo che alcuni rappresentanti del Fronte Democratico durante il discorso hanno invitato i cittadini alla violenza. Allo stesso modo, il direttore della polizia, Slavko Stojanovic, ha detto che la polizia ha agito per impedire l’escalation delle violenze. I deputati del Fronte Democratico, Andrija Mandic e Slaven Radunovic, dopo l’udienza presso l’Ufficio del Pubblico Ministero a Podgorica, sono stati rimessi in libertà. Andrija Mandic ha detto che il DF adesso, più più che mai, continuerà a lavorare sulla realizzazione della libertà e che il DF il 26 ottobre prenderà in considerazione future mosse politiche. I leader del DF hanno giocato con l'insoddisfazione e l'energia positiva di circa diecimila persone. Tutti del Fronte Democratico sono stati informati "sull'operazione parlamento" e hanno partecipato alla frode dei molti cittadini che sono arrivati a chiedere le elezioni libere ed un Montenegro migliore. Per tale motivo i leader del DF devono pensare bene e presentare le dimissioni e chiedere scusa ai cittadini. Grazie ai cittadini che hanno marciato in modo pacifico e democratico il 17 ed il 24 ottobre, l’SDP è stato costretto a dichiarare il Governo tecnico, e il resto dell’opposizione, includendo l’URA, come parlamento illegittimo. Anche il DPS ha iniziato a parlare della necessità di un dialogo, esprimendo la prontezza ad indire le elezioni dopo il ricevimento dell’invito per la NATO. Il 24 ottobre è stato mostrato chiaramente che il DF, dopo la partenza di Miodrag Lekic, si è trasformato nella Nuova Serba Democrazia, cioè al servizio del suo capo Andrija Mandic.
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