Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgorica - Il Procuratore Speciale dello Stato, Milivoje Kantic, mercoledì 21 ottobre, alla sessione dell’Assemblea del Montenegro, nel corso della quale si è discusso della situazione della sicurezza nel Paese dopo le proteste del…
Podgorica - Il Procuratore Speciale dello Stato, Milivoje Kantic, mercoledì 21 ottobre, alla sessione dell’Assemblea del Montenegro, nel corso della quale si è discusso della situazione della sicurezza nel Paese dopo le proteste del Fronte Democratico, nonché delle conclusioni che il Consiglio per la difesa e la sicurezza ha adottato con la maggioranza, ha dichiarato che, nel periodo dal 17 al 21 ottobre, sono state presentate alle Procure competenti le denunce per 20 casi, e 18 sono stati stati trattati. Il Ministro della Giustizia, Zoran Pazin, ha detto che la situazione della sicurezza in Montenegro è stabile, ma anche minacciata. Secondo Pazin, la libertà umana e i diritti dei cittadini, garantiti dalla Costituzione del Montenegro, sono stati insultati, minacciati e relativizzati nel corso dei giorni precedenti. Il Ministro degli Affari Interni, Rasko Konjevic, ha detto che l’essenza è quella che in Montenegro tutti si devono mettere d'accordo se, sono per l’UE, allora devono essere per i suoi valori. Konjevic ha sottolineato che è stato concluso che le istituzioni competenti hanno agito in conformità con la loro autorità legale e costituzionale. Il Presidente del Parlamento, Ranko Krivokapic, ha detto che il Parlamento ha adempiuto alla sua funzione primaria e che è rimasto il luogo del dialogo dove si risolvono le questioni e le tensioni complesse in modo istituzionale. Krivokapic ha riferito che crede che il dibattito sulle conclusioni contribuisca a creare un'atmosfera rilassante. Il Presidente del Consiglio, Mevludin Nuhodzic, ha presentato le conclusioni del corpo parlamentare, le quali sono state adottati dai voti dei deputai del Partito Democratico dei Socialisti, Partito bosniaco e Montenegro Positivo, mentre Snezana Jonica dal Partito Popolare Socialista e il deputato indipendente Velizar Kaludjerovic si sono detti contrari a tali conclusioni. Jonica ha asserito che le conclusioni dimostrano come la maggioranza del Governo pensa che la situazione politica e della sicurezza possa essere stabilizzata in Montenegro. Il deputato dell’SNP, Aleksandar Damjanovic, ha riferito che i deputati di questo partito non possono più partecipare al dibattito parlamentare perché le conclusioni, che il Consiglio ha adottato, non risolvono il problema, ma dimostrano la forza pura della maggioranza e aumentano le tensioni. I deputati dell’SNP hanno lasciato la sessione. Il deputato di Demos, Goran Danilovic, ha affermato che il Parlamento ha perso il suo scopo e che Demos non parteciperà al suo lavoro finché il Parlamento non ripristinerà la sua dignità. Danilovic ha asserito che Demos accetterà solo il dialogo in cui parteciperà l’UE, al di fuori del Parlamento. Il deputato del Partito Democratico dei Socialisti, Milutin Simovic, ha detto che il pubblico montenegrino ed internazionale ha avuto la possibilità di vedere il carattere delle proteste, ed ha aggiunto che tutti devono comportarsi in conformità con la legge. Secondo Simovic, il Ministero degli Interni e gli altri organi dello Stato hanno agito in conformità con la legge e giurisdizione. Il deputato del Partito Socialdemocratico (SDP), Rifat Rastoder, ha detto che per l’SDP la cosa più indicativa è il fatto che qualcuno ha fatto in modo che le proteste, già fallite e relativamente tranquille, si trasformassero in incidenti con conseguenze gravi. Il deputato del Montenegro Positivo, Darko Pajovic, ha annunciato che questo partito non sostiene né sosterrà le proteste che sono state organizzate dalla parte dell’opposizione tradizionale. Il deputato indipendente, Dritan Abazovic, ha esortato l'Agenzia per la sicurezza nazionale e la direzione di polizia a fare il possibile il 24 ottobre per preservare l’ordine pubblico e la pace. Krivokapic ha affermato che la sessione del Parlamento proseguirà quest'oggi, 22 ottobre alle ore 11:00, dopo il collegio. <strong>Djukanovic: Il DF vuole violentemente rimuovere il potere e fermare l'integrazione nella NATO -</strong> Il primo Ministro del Montenegro, Milo Djukanovic, mercoledì, 21 ottobre, ha detto che l’idea degli organizzatori delle proteste è quella di cambiare il Governo, fermare l’adesione del Montenegro alla NATO e rivedere lo status statale e legale del Paese. Secondo Djukanovic, le proteste sono sostenute dalle strutture che una volta erano contro l’indipendenza del Montenegro. Con l’ingresso del Montenegro nella NATO, il DF perderà l’ultima possibilità di destabilizzare il Paese e di annullare l'indipendenza del Montenegro. Djukanovic ha detto che la politica ufficiale della Serbia non sostiene le proteste, ed ha aggiunto che non c’è dubbio che la politica russa è dalla parte degli organizzatori delle proteste e che il suo scopo è quello di fermare il processo di allargamento della NATO nei Balcani. L'Italia, invece, sostiene l’integrazione del Montenegro. I presidenti del Consiglio per gli Affari Esteri e la politica dell’UE del Senato italiano, Pier Ferdinando Casini e Vanino Chiti, dopo l’incontro con il Vice Primo Ministro del Montenegro, Dusko Markovic, presso il Senato italiano, mercoledì 21 ottobre, hanno detto che l’Italia sostiene fortemente l’adesione del Montenegro alla NATO ed all’UE. Durante l'incontro, Markovic ed i suoi interlocutori si sono detti soddisfatti dei risultati positivi della conclusione dei negoziati con l’azienda italiana A2A. Belgrado non è contro Djukanovic L’ex ambasciatore della Serbia in Montenegro, Zoran Lutovac, mercoledì 21 ottobre, ha detto che i rapporti tra la Serbia ed il Montenegro sono migliorati al livello della retorica. Secondo Lutovac, le relazioni tra la Serbia ed il Montenegro non dovrebbero dipendere da chi è al potere a Belgrado o a Podgorica. Lutovac ha concluso dicendo che nessuno, tranne qualche partito non parlamentari in Serbia, è contro Djukanovic.
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