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Puka – Come annunciato, i dipendenti della società del concessionario turco di estrazione e arricchimento del rame nella zona di Puka, si sono sollevati in protesta per contestare la decisione della società "Beralb" e sostenere…
Puka – Come annunciato, i dipendenti della società del concessionario turco di estrazione e arricchimento del rame nella zona di Puka, si sono sollevati in protesta per contestare la decisione della società "Beralb" e sostenere l'attività per circa un anno. Il capo delle proteste a Fushe Arrez è stato lo stesso presidente dell'Unione dei Sindacati Indipendenti dell'Albania, Gëzim Kalaja, il quale ha chiesto il ripristino del lavoro della società che ha interrotto, improvvisamente, il lavoro lasciando 300 dipendenti senza stipendio. Kalaja ha fatto presente che la reazione sindacalista è avvenuta dopo il fallimento dei negoziati che stanno andando avanti da un mese senza trovare un linguaggio comune. "Siamo qui spinti dalla violazione legale del concessionario turco e non per altri motivi. Il Governo albanese non deve tacere dinanzi alla violazione del contratto collettivo di lavoro" ha affermato Kalaja da Fushe Arrez, mentre ha invitato la società BerAlb a tornare al lavoro se non vuol perdere il posto ottenuto a Fushe Arrez. I minatori di Munella, che per più di due ore hanno bloccato le strade principali della città di Fushe Arrez hanno espresso la loro preoccupazione circa il pericolo che incombe sulla miniera di Munella, dicendo che se non inizieranno a breve i lavori, la galleria potrebbe rischiare il crollo. Questi hanno riferito che la loro reazione non si fermerà qui, in quanto un'altra protesta, ancora più grande, verrà organizzerà tra dieci giorni, dopodiché le proteste degenereranno in scioperi della fame. La BerAlb Sh.A, avente una partnership con due società, la turca "EKIN MADEN TICARET VE SAN AS" con il 50% delle quote e la cinese "JIANGXI COPPER COMPANY LIMITED", che ha presso in concessione l'estrazione e l'arricchimento del rame a Munella e Fushe Arrez, dal 1° settembre ha sospeso la sua attività, fornendo come giustificazione il fatto che è diminuito il prezzo del rame sulla borsa il che ha contribuito al calo delle entrate dell'azienda. Il concessionario BerAlb ha promesso che, entro il mese di gennaio, pagherà i dipendenti con lo stipendio di base, ma quest'ultimi hanno chiesto il rispetto del contratto collettivo di lavoro, firmato fino a giugno 2017. L'interruzione dell'attività della BerAlb ha causato caos sociale-economico principalmente nella zona di Fushe Arrez, dove il 90% delle famiglie hanno impiegato almeno un membro presso la compagnia. Diverse volte l'azienda turca di estrazione e lavorazione del rame ha dovuto fare i conti con le proteste dei lavoratori e residenti locali dato il grande impatto economico per la zona, in quanto spesso, con i suoi finanziamenti, ha influito sull'infrastruttura dell'area e sullo sviluppo di varie attività.
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