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Tirana - La Procura di Tirana, ha ordinato alla Polizia di Stato di interrogare tutti i protagonisti della lettera segreta, che il capo della Commissione parlamentare della Sicurezza, Spartak Braho ha inviato ai capi delle istituzioni albanesi, dove esprime…
Tirana - La Procura di Tirana, ha ordinato alla Polizia di Stato di interrogare tutti i protagonisti della lettera segreta, che il capo della Commissione parlamentare della Sicurezza, Spartak Braho ha inviato ai capi delle istituzioni albanesi, dove esprime la preoccupazione sul presunto tentativo di destabilizzazione del Paese. La Procura ha chiesto che vengano interrogati il deputato dell'LSI, Spartak Braho, il deputato Tom Doshi, l'ex Ministro dell'Energia, Dritan Prifti e la cittadina Vojsava Ismailaj, la consorte dell'arrestato Kastriot Ismailaj. Tom Doshi e Vosjava Ismailaj sono stati interrogati presso la Direzione della Polizia di Tirana, perché come presume Braho sulla missiva, Doshi e Prifti hanno incontrato Vojsava Ismailaj per metterla sotto pressione affinché convincesse il marito a coinvolgere nella sua testimonianza il Presidente, Ilir Meta, nella faccenda della CEZ-DIA. Il deputato Doshi ha già un processo in corso contro Braho, come conseguenza delle accuse per il tentato omicidio commissionato dal leader dell'LSI, Ilir Meta. In occasione di questo processo, durante il quale la Corte non è riuscita a riconciliare le parti, Doshi ha chiesto al deputato dell'LSI, Spartak Braho il risarcimento di 1 lek dato che quest'ultimo lo ha accusato, pubblicamente, di aver falsificato il rapporto-medico con il quale Doshi ha giustificato l'assenza alla riunione del Consiglio dei Mandati che avrebbe esaminato la domanda della Procura per il suo arresto. Ritornando al caso attuale, Braho nella sua lettera, in merito alla quale la Procura ha già avviato un'inchiesta, afferma che, come nel caso del killer a pagamento ingaggiato da Meta, per l'LSI è stato uno schema macchinato da Doshi e Prifti, anche l'attuale scandalo avente a che fare con la CEZ. Uscendo dagli uffici della Polizia di Tirana, Doshi ha riferito che il Procuratore Generale, Adriatik Llalla, ha ordinato il suo interrogatorio obbedendo al Presidente del Parlamento, Ilir Meta. Quest'ultimo, più volte è stato chiamato da Doshi "Godfather" o "Padrino". A suo dire, ogni settimana, Adriatik Llalla incontra a Gjiri i Lalzit, Ilir Meta, per riferirgli quanto accade. "Vorrei chiedere al Procuratore Generale di non andare a relazionare ogni fine settimana al "Godfather". Si, perché Ilir Meta sta giocando al ruolo del "Padrino". Ogni settimana il capo procuratore si reca da Meta a Gjiri i Lalzit. Questi sono implicati negli affari e ovunque vanno sembra che appaia la mia ombra. Mi presenterò alla Polizia o alla Procura ogni volta che queste istituzioni mi chiameranno", ha affermato il deputato di Scutari, Tom Doshi. Per quanto riguarda l'incontro con Vojsava Ismailaj, Doshi ha ammesso l'incontro, precisando che in nessuno caso si è discusso in merito al processo d'inchiesta verso il consorte. Lo stesso ha affermato che si tratta di una vecchia conoscenza e di non aver influito su questa perché Kastriot Ismailaj implica Ilir Meta nell'affare della CEZ Distribuzione con la società DIA ingaggiata per il recupero dei crediti. Anche la consorte di Kastriot Ismailaj, come nella precedente intervista rilasciata ai media, ha ripetuto che non si sente minacciata affatto da Tom Doshi e che conosce il deputato da 15 anni. Mentre Dritan Prifti ha assicurato di non averlo mai incontrato. Nella lettera che Spartak Braho ha inviato ai più alti funzionari dello Stato come il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro e il Procuratore Generale, afferma che Kastriot Ismailaj, la persona arrestata per l'affare CEZ è manipolata da Tom Doshi e Dritan Prifti. Queste due persone, secondo Braho hanno messo a rischio la vita della famiglia Ismailaj. Un giorno fa, Vojsava Ismailaj, oltre a confermare di conoscere da lungo tempo Tom Doshi ha dichiarato di esser stata minacciata da persone sconosciute. La Debt International Advisory, il cui proprietario è detenuto per "riciclaggio di denaro" e "frode" ha aperto anche un arbitrato a Vienna chiedendo un risarcimento di 130 milioni di euro dallo Stato albanese, per lo scioglimento del contratto con la CEZ. Invece la lettera di Braho l'ha definita "pressione dallo Stato albanese, un messaggio, una minaccia dallo Stato albanese".
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