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Zagabria - Il Governo della Croazia, in occasione della sessione di giovedì 24 settembre, ha preso la decisione sull'abolizione delle licenze per la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi presso sette aree nel mar Adriatico, ai quali la…
Zagabria - Il Governo della Croazia, in occasione della sessione di giovedì 24 settembre, ha preso la decisione sull'abolizione delle licenze per la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi presso sette aree nel mar Adriatico, ai quali la compagnia americana Marathon Oil e quella austriaca OMV hanno rinunciato nel mese di luglio dell'anno corrente. La stipulazione degli accordi di concessione per le altre aree di ricerca è rimandata dopo le elezioni. Il progetto della ricerca e dello sfruttamento degli idrocarburi è stato un grande progetto, ha detto il Ministro dell'Economia, Ivan Vrdoljak, aggiungendo che per la sua realizzazione è stata concordata una soluzione sistemica, un quadro totale degli investimenti, mentre sono state raccolte le esperienze e le conoscenze. Il presente progetto, secondo Vrdoljak, ha attualizzato il tema delle risorse in un modo trasparente ed in tale occasione, per la prima volta, è stato fatto uno studio sull'impatto ambientale dell'Adriatico e della terraferma. "L'accesso, fin dall'inizio, sottintendeva le soluzioni sostenibili a lungo termine e la gestione responsabile delle risorse. Proprio per questo è completamente inutile aspettarsi che il Governo prenda una decisione a proposito del progetto nell'ultima sessione", ha detto Vrdoljak, aggiungendo che dopo le elezioni, il Governo proseguirà il progetto. Egli stesso sostiene che gli investitori comprendono tale approccio e che non vogliono essere parte dei temi della pre-campagna e sono pronti aspettare alcuni mesi. Il Primo Ministro, Zoran Milanovic ha dichiarato che il progetto è stato già avviato, e dopo le elezioni proseguirà. Nel mese di gennaio di quest'anno il Governo ha approvato le licenze per la ricerca e lo sfruttamento degli idrocarburi in dieci campi di ricerca nell'Adriatico,ottenute da cinque società, cioè Marathon Oil, OMV, Eni, Medoilgas e Ina. Però, alla fine del mese di luglio il consorzio, composto da Marathon Oil e OMV ha rinunciato alla firma dell'accordo per i sette campi di ricerca a causa della questione irrisolta dei confini con il Montenegro.
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