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Banja Luka - L'accordo sulla scelta del terzo arbitro ha creato le condizioni per l'avvio dell'arbitrato tra la Rudnik e termoelektrana (RiTE) Ugljevik (Mineria e Centrale termoelettrica Ugljevik) e la società slovena…
Banja Luka - L'accordo sulla scelta del terzo arbitro ha creato le condizioni per l'avvio dell'arbitrato tra la Rudnik e termoelektrana (RiTE) Ugljevik (Mineria e Centrale termoelettrica Ugljevik) e la società slovena "Elektrogospodarstvo - razvoj in inziniring", con cui la società slovena chiede un risarcimento alla Bosnia ed Erzegovina per un importo di quasi tre miliardi di KM (BAM). L'arbitrato degli investimenti, avvenuti prima della guerra degli anni novanta, nella costruzione della Centrale termoelettrica Ugljevik, come rileva il quotidiano Nezavisne novine, avrà inizio il 30 ottobre se la parte bosniaco-erzegovese versa acconto per le spese di procedimento. Il Centro internazionale per la risoluzione delle controversie relative agli investimenti di Washington, dove è in corso l'arbitrato, ha informato entrambi le parti nella disputa che fino a 6 agosto di quest'anno devono versare, ognuna, 150.000 di dollari per coprire i costi del procedimento nei prossimi sei mesi, includendo le spese della prima sessione, la quale sarà svolta all'Aia. Dopo questo , la Procura della BiH, responsabile del coordinamento, ha chiesto al centro sopracitato di prorogare il termine per il pagamento degli obblighi sopracitati fino al 6 settembre di quest'anno, il che è stato approvato. Le spese del processo, a nome della BiH, pagherà la RiTE Ugljevik, cioè la Repubblica Srpska. Nel frattempo, le due parti si sono messe d'accordo a proposito della selezione del terzo arbitro in questo processo, Christopher Greenwood, proveniente dal Regno Unito, il quale allo stesso tempo sarà il Presidente del Consiglio arbitrale. Ricordiamo che l'arbitro, a nome della BiH, è stato proposto da parte di Maja Stanivukovic, il professore dalla Serbia, e a nome della Slovenia lo ha fatto Jan Paulson dagli USA. La parte bosniaco-erzegovese afferma di avere degli argomenti con i quali vincerà nella disputa mentre lo stesso sostiene il lato sloveno, il quale, in questo caso, fa riferimento alla legge sulla successione e all'accordo autogestione, e l'intero caso lo caratterizza come la disputa tra i due Stati, la quale dal suo inizio potrebbe durare circa uno o due anni. Il Vice Procuratore della BiH, Mladjan Mandic, ha confermato che è stato raggiunto l'accordo con il lato sloveno sulla scelta del terzo arbitro nel procedimento, aggiungendo che è necessario versare acconto richiesto entro il termine previsto, perché, altrimenti, c'è il rischio che il lato della BIH perda la disputa. "Tali costi sono a carico della RiTE Ugljevik, cioè la RS, ma il sostegno è arrivato dal Consiglio dei ministri della BiH, il quale dice che ci si può rivolgere al Ministero delle finanze della BiH per l'assistenza", ha detto Mandic. La sessione costitutiva del consiglio arbitrale si terrà il 10 settembre di quest'anno, per telefono. Ricordiamo che il lato sloveno, alla metà di giugno dell'anno scorso, ha presentato un'accusa contro la BiH davanti al il Centro internazionale per la risoluzione delle controversie a Washington. La richiesta di risarcimento ammonta a 750 milioni di euro e se la BiH perde la disputa, essa, con gli interessi potrebbe ammontare a quasi 3 miliardi di KM (BAM).
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