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Belgrado - La Serbia con il suo ingresso nella NATO entrerebbe a far parte della terza categoria di Paesi, tra i quali si trovano la Bulgaria, la Romania e la Croazia che sostengono, incondizionatamente, le azioni degli Stati Uniti. A causa di questo status,…
Belgrado - La Serbia con il suo ingresso nella NATO entrerebbe a far parte della terza categoria di Paesi, tra i quali si trovano la Bulgaria, la Romania e la Croazia che sostengono, incondizionatamente, le azioni degli Stati Uniti. A causa di questo status, rischierebbe di rovinare i rapporti con la Russia. Gli interlocutori del quotidiano Sputnik hanno considerato che, nel caso dell'ingresso della Serbia nell'Alleanza, il voto serbo sarà solamente una formalità, dal momento che, nella gerarchia, un voto è decisivo ovvero quello degli USA. Nella struttura della NATO esiste una divisione chiara in tre gruppi di Paesi, ha spiegato il direttore del centro per le alternative strategiche, Dusan Prorokovic, sui quali svettano gli Stati Uniti. Nel secondo gruppo si trovano i Paesi europei come la Germania, la Francia, l'Italia, la Spagna e la Polonia che, a volte, mostrano resistenza verso certe azioni degli Stati Uniti, mentre fanno parte della terza categoria tutti gli altri Paesi,come la Bulgaria, la Romania, l'Albania e la Croazia, che sostengono incondizionatamente le azioni degli Stati Uniti. "Proprio in questo terzo gruppo sarebbe inclusa la Serbia con il suo ingresso nella NATO", ha sottolineato Prorokovic. Esiste uno scenario, stando al quale l'eventuale ingresso nell'Alleanza non implicherà, necessariamente, la rinuncia della Serbia alla Russia, ha stimato l'analista Vladimir Trapara, purché i rapporti tra Mosca e l'Occidente non peggiorino ulteriormente. "Se le relazioni tra la Russia e l'Occidente, in futuro, dovessero aggravarsi, la Serbia con l'ingresso alla NATO dovrà aderire inequivocabilmente all'Occidente ed in questo modo sarà vista come un nemico dalla parte russa", ha spiegato Trapara. Parlando dei rapporti tra la Russia e i membri dell'Alleanza militare, Prorokovic ha detto che Mosca, data la sua altezza e importanza, può parlare direttamente con Berlino e con Parigi, tenendo conto che proprio questi Paesi sono i suoi partner, mentre a quelli del terzo gruppo riserva le stesse contro-misure applicate agli Stati Uniti. A suo dire i piccoli Paesi, sono le vittime principali del peggioramento dei rapporti tra Washington e Mosca. Dal canto loro gli Stati Uniti spingono questi Paesi a creare tensioni con la Russia ma in cambio non danno nessuna garanzia volta a compensare qualsiasi danno economico né offrono soluzioni alternative per la sicurezza energetica. Questo dunque, sarà il destino della Serbia se deciderà di aderire alla NATO. Il Paese dovrà sacrificare tanto senza ottenere nessuna compensazione. I due interlocutori hanno stimato, inoltre, che l'ingresso alla NATO impedirà alla Serbia di rappresentare gli interessi personali nella Regione. Secondo Trapara, l'ingresso nell'Alleanza sottintende il disconoscimento degli interessi nazionali, tra i quali la tutela dei serbi fuori dai confini, mentre Prorokovic ritiene che, con l'ingresso alla NATO, la Serbia avrà le mani legate e l'Alleanza influenzerà direttamente le questioni politiche interne. "La Serbia non solo perderà la propria politica regionale ma anche la possibilità di prescrivere le leggi mentre la libertà del funzionamento del sistema statale sarà inferiore rispetto ad oggi", è quanto riportato nell'avviso.
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