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NOTIZIE · OI-325784 · 27/07/2015 15:00:00 · 3982 g fa7 min lettura
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Situazione degli emigranti clandestini che transitano nella Fyrom-Macedonia

DiOsservatorio ItalianoSommario

Skopje - All'inizio del mese di luglio, per diversi giorni, sono rimasti bloccati alla frontiera tra la Fyrom e la Grecia, centinaia di emigranti a cui non veniva consentito di entrare in Macedonia. Le autorità hanno informato che il flusso degli…

Skopje - All&#39;inizio del mese di luglio, per diversi giorni, sono rimasti bloccati alla frontiera tra la Fyrom e la Grecia, centinaia di emigranti a cui non veniva consentito di entrare in Macedonia. Le autorit&agrave; hanno informato che il flusso degli emigranti nel paese continua a crescere nonostante la varie operazioni condotte dalla polizia per arrestare le persone che svolgono attivit&agrave; criminali di traffico di esseri umani. Secondo i media locali, vi sono stati casi in cui sono entrati nel paese oltre 1.000 emigranti dal Medio Oriente, addossando la responsabilit&agrave; alla parte greca che non ha messo in sicurezza come dovuto la frontiera. Per la maggior parte, i emigranti che sfruttano la Macedonia come paese di transito per raggiungere la Serbia, ed in seguito ai paesi dell&#39;Europa occidentale. Tuttavia, si rende noto che anche in Macedonia ormai sono stati presentate le prime richieste di asilo. In circa due settimane, i funzionari di polizia hanno consegnato circa 6 mila permessi per gli emigranti che hanno espresso il desiderio di asilo in Macedonia, ma nessuno di loro dopo il termine di tre giorni &egrave; rimasto in Macedonia. In un solo giorno sono stati forniti 657 tali permessi agli emigranti appena entrati nel paese. <br /> &quot;La situazione di fatto non dipende dalla Macedonia. Molte volte abbiamo affermato che abbiamo pressione nella parte meridionale della nostra frontiera. Secondo le nostre informazioni, tali pressioni aumenteranno, visto che la parte greca non sta le dovute misure per la rafforzare la frontiera ormai da tanto tempo, n&eacute; vi &egrave; una soluzione effettiva a livello globale. Quel che possiamo fare come stato, al momento, &egrave; rafforzare le misure della frontiera. Finora, in base alla legge per il rimpatrio, non abbiamo alcun emigrante ritornato dalla Serbia&quot;, ha detto Ivo Kotevski, portavoce del Ministero degli Interni.<br /> Insieme al flusso dei rifugiati aumentano anche i casi di cronaca in Macedonia, dove solo quest`anno hanno perso la vita circa 30 cittadini provenienti dalla Siria e dall&#39;Afghanistan. Gli attivisti della societ&agrave; civile riferiscono l&#39;esistenza di molti emigranti malati e derubati, in particolare nell&#39;area di frontiera con la Grecia. Nonostante le critiche, ancora non sono state prese delle misure per migliorare le loro condizioni nel Centro d`Accoglienza dei rifugiati a Skopje, o per il loro trasferimento in luoghi pi&ugrave; adatti. In base a recenti dati, circa 120 persone si sono stabilite nel Centro d`Accoglienza di Gazi Baba, Skopje. Verso i clandestini vi sono state anche opere caritatevoli, come l&#39;assistenza da parte di ONG umanitarie, con pacchetti di alimentazioni e altri beni necessari. Un altro caso &egrave; quello della moschea Sinan Tadarpasha di Kumanova, dove centinaia di loro si fermano per qualche ora o giorno per riposarsi, nutrirsi e dormire dopo il luogo viaggio. Le moschee per gli emigranti sono i luoghi pi&ugrave; sicuri durante il loro rischioso viaggio, perch&eacute;. come dicono, incontrano nel loro cammino anche gente pericolosa. &quot;Noi vogliono che mediante la Serbia ci rechiamo in Germania o altro paese europeo. Il nostro obiettivo &egrave; l&#39;Europa e non la Macedonia. In questo paese la gente &egrave; molto buona e ti aiuta, ma qui ci sono anche gruppi mafiosi che ci derubano e ci prendono le cose, anzi gli stessi emigranti sono ormai infiltrati in tali gruppi&quot;, ha detto un testimone per Alsat-M. Ramadan Xhelili, responsabile della moschea di Kumanova ha affermato che si sono presi cura di loro, cos&igrave; come sta facendo l`intera citt&agrave; o altre. Arrivano a Kumanovo dopo un lungo e rischioso viaggio in Macedonia a piedi, oppure con bici acquistate ad alti prezzi a Gjevgjeli. Le istituzioni gli hanno permesso di utilizzare il trasporto pubblico, acquistando il biglietto e non pagando migliaia di euro ai trafficanti. Tra le altre misure intraprese dalle autorit&agrave; della sanit&agrave;, compare l&#39;invio di un team di medici specializzati sulle infezioni al centro di accoglienza di Gazi Baba, mentre pattugliano il corridoio del sud in cui circolano gli emigranti del team della Croce Rossa per fornire loro aiuto medico. Il Ministero della Salute ha approvato la decisione per la vaccinazione di tutti gli migranti che transitano pi&ugrave; di 72 ore in Macedonia, cos&igrave; anche per disinfettare le ruote dei veicoli con cui viaggiano. <strong>Azioni di polizia</strong><br /> 20 Giugno 2015 - Il Ministero degli Interni ha realizzato nella regione di Kumanovo un&#39;ampia azione per la cattura di persone coinvolte nel traffico dei clandestini provenienti da Medio Oriente e Africa del Nord. Il giorno seguente il Ministero ha fornito dettagli sull&#39;azione, che si &egrave; conclusa con l&#39;arresto di 16 persone dell&#39;et&agrave; tra i 24 e i 78 anni, di cui sei di Kumanovo, cinque da Vaksinca, due di Skopje, e uno da Mateci, Cerkezi e Bogdanci e un cittadino straniero da Bangladesh il cui sopranome era anche &quot;Bangladesh&quot;, responsabile delle attivit&agrave; del gruppo. Verso di loro &egrave; stata sollevata l&#39;accusa penale di contrabbando e aiuto di emigranti. Il gruppo da lungo tempo contrabbandava emigranti, da Siria, Afghanistan, Pakistan e altri paesi del Medio Oriente, sostando in Grecia per poi attraversare la Fyrom per raggiungere la Serbia. I trafficanti chiedevano 600-1000 euro per un emigrante. Aspettavano gli emigranti nei pressi di Bodanci e mediante Strumica, Shtip e Sveti Nikola partivano verso Kumanovo, da dove gli emigranti devono proseguire verso Vaksince e da l&igrave; verso la Serbia. Sono stati confermati almeno 10 reti di illegali da questo gruppo.<br /> <br /> 11 Giugno 2015 - La polizia macedone ha intrapreso un&#39;operazione nel villaggio di Vaksince (Kumanova) fermando 128 emigranti provenienti da Siria, Iraq e altri paesi. Le persone sono state trovate in cinque edifici degli 11 perquisiti dalla polizia. Gli emigranti sono dall&#39;et&agrave; tra 32-61 anni. Le autorit&agrave; hanno esposto una denuncia penale verso i quattro proprietari degli edifici in cui alloggiavano gli emigranti, affittando per 1.500 euro al mese le abitazioni oppure chiedendo 5-10 euro agli emigranti per alloggiare nell&#39;edificio.<br /> 27 Maggio 2015 - Un gruppo di 7 emigranti provenienti da Siria e Iraq &egrave; stato scoperto a Negotine, mentre stavano trasportando un camion senza targhe, sulla strada del villaggio Dubrova-Negotina.<br /> 19 Aprile 2015 - Sette emigranti, cittadini della Siria, sono stati trovati nel villaggio Marvinci, arrestando l&#39;autista - le cui iniziali sono U.N. del villaggio Vrajkovci, di Vallandova.<br /> 11 Marzo 2015 - In un veicolo nei pressi del villaggio di Merzenc sono stati trovati sei migranti illegali. Di specifico, il mezzo viaggiava verso Avlak sull&#39;autostrada Gjevgjelia-Skopje. La polizia ha arrestato l&#39;autista S.S. (32 anni) del villaggio di Kondove di Skopje. Nel corso del 2014, sono stati rivelati 92 reati penali di &quot;contrabbando dei migranti&quot;, quasi il doppio rispetto al precedente anno, quando sono state denunciate 166 persona. Invece per il reato penale di &quot;associazione a delinquere e sfruttamento della tratta di uomini ed emigranti&quot;, individuando 17 di tali reati, e denunciate 42 persone. In questo quadro sono stati evidenziati quattro gruppi criminali che avevano 28 membri, organizzando il traffico di emigranti da Medio Oriente e Africa del Nord. Nel 2014, presso il Centro di Accoglienza a Skopje, vi erano 838 emigranti illegali e 1.750 persone hanno passato illegalmente la frontiera, invece nel 2013 erano oltre 1.132 persone. <strong>Casi di violenza</strong><br /> La giornalista austriaco della Televisione &Ouml;1, Cornelia Krebs, verso la fine di giugno di quest&#39;anno, &egrave; stata attaccata dai doganieri macedoni, presso il valico di frontiera greco-macedone Idomeni. Tre doganieri macedoni armati, una donna e due uomini hanno tentato di prevenire che circa 500 emigranti che stavano cercando di entrare in Macedonia. Krebs stava riprendendo con le telecamere la situazione, quando un doganiere le ha sequestrato la telecamera. L`accaduto &egrave; stato documentato anche dal regista greco Vasilis Tsartsanis con un film documentario.<br /> Inoltre, a fine maggio, due cittadini siriani M.A (25) e B.A (17), sono stati attaccati fisicamente e derubati da un gruppo di cinque persone provenienti dalla citt&agrave; di Kumanovo. Sono state esposte cos&igrave; le foto da Vizbeg di Skopje, in cui si vede come vengono trattati i bambini degli emigranti. Sulla situazione degli emigranti varie volte si &egrave; pronunciato l&#39;Ombudsman, Ixhet Memeti. che ha chiesto una rapida approvazione alle modifiche sulla legge per l&#39;Asilo e la Protezione civile al fine di alleviare i problemi legati ai clandestini che transitano dalla Macedonia. &nbsp;

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◉ Geografia della notizia · 7 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Repubblica di Macedonia · Iraq · Skopje · Kumanovo
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