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Tirana - L'Albania deve analizzare e trattare con particolare attenzione la questione delle alte applicazioni di asilo nei Paesi Schengen, principalmente la Germania, in quanto un Paese con lo status di candidato all'Unione Europea, non può…
Tirana - L'Albania deve analizzare e trattare con particolare attenzione la questione delle alte applicazioni di asilo nei Paesi Schengen, principalmente la Germania, in quanto un Paese con lo status di candidato all'Unione Europea, non può permettersi una tale posizione. Questo è l'appello che l'ambasciatore dell'Italia a Tirana, Massimo Gaiani, a rivolto al Paese nel corso dell'intervista rilasciata per "Vizion Plus". Il diplomatico, in ogni modo, ha sottolineato, che probabilmente l'Albania non rischia il ripristino del regime dei visti. "A mio avviso non esiste un rischio concreto ma di certo si tratta di una questione che va affrontata con particolare attenzione. All'Albania è stato riconosciuto lo status di Paese candidato, il che significa rispetto delle regole, della convivenza civile, della democrazia e dei diritti dell'uomo. Lo status di Paese candidato non combacia dunque, con le richieste di asilo giunte in massa di recente", ha sottolineato Gaiani. L'ambasciatore ha parlato anche della riforma nel campo della giustizia, definendola come il più importante e necessario intervento che il Governo deve realizzare in cooperazione con l'opposizione. A tal proposito, citando l'esempio italiano, Gaiani ha sottolineato che, in un sistema giudiziario funzionale ed indipendente, un'intera classe politica potrebbe essere annientata. Lo stesso ha evidenziato anche che, in Albania, non ci sono ancora alti funzionari o funzionari condannati per corruzione. "Il funzionamento del settore si basa su una serie di elementi, come l'efficienza della giustizia ed il lavoro dell'apparato d'inchiesta, tuttavia, esistono altri aspetti importanti come la convinzione. Se qualcuno avverte il pericolo del fermo o del procedimento penale, è chiaro che tenderà a valutare la propria attività in linea alle norme e alle leggi. Forse questo aspetto è un po' carente in Albania. L'Italia ha un sistema istituzionale molto simile a quello albanese e può essere preso da esempio. In questo caso, il nostro sistema ha funzionato senza guardare in faccia a nessuno. In un certo periodo storico, un intera classe politica è stata annientata, non solo a causa di decisioni politiche, ma anche come risultato istruttorio. In Italia questo è possibile, pertanto siamo disposti a fornire il nostro aiuto agli albanesi", ha affermato l'alto diplomatico italiano. L'ambasciatore Gaiani ha parlato anche di una serie di altre questioni, tra le quali le elezioni locali, il mancato processo della decriminalizzazione, la cooperazione tra i due Paesi soprattutto nel settore economico e gli effetti della crisi greca in Albania e nei Balcani. Per quanto riguarda il processo di decriminalizzazione, l'ambasciatore ha riferito che l'Italia gode della massima attenzione da parte del Governo albanese, dove introdurrà l'esempio della legge Severino, la quale impone una serie di condizioni per quanto riguarda la candidatura alle funzioni pubbliche e stabilisce i parametri nell'esercitazione di tale funzione. Per quanto riguarda invece la lotta alla corruzione, l'ambasciatore Gaiani ha parlato del progetto inaugurato di recente, finanziato dall'Italia ed attuato insieme all'UNDP e al Ministero dell'Innovazione per creare un centro in cui realizzare una serie di servizi offerti dallo Stato ai cittadini, separando il Back office dal Front office. A suo dire, tutto questo introduce regole automatiche che evitano il rischio di corruzione. https://www.youtube.com/watch?v=yHi-QE9k-24
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