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Belgrado - Il direttore dell'Istituto russo per le ricerche strategiche, Leonid Reshetnikov, domenica 19 luglio ha dichiarato che non c'è alcun prezzo per il veto posto dalla Russia sulla risoluzione di Srebrenica, nel Consiglio della sicurezza delle Nazioni…
Belgrado - Il direttore dell'Istituto russo per le ricerche strategiche, Leonid Reshetnikov, domenica 19 luglio ha dichiarato che non c'è alcun prezzo per il veto posto dalla Russia sulla risoluzione di Srebrenica, nel Consiglio della sicurezza delle Nazioni Unite, ritenendo a tal proposito che la pressione esercitata dall'Occidente sulla Serbia sarà sempre più forte. Secondo Reshetnikov, l'Occidente non potrà godere di una vera pace finché i serbi non dimostreranno anche un piccolo elemento d'indipendenza. La Serbia, infatti, non gode di una buona reputazione in America e gli americani la considera inaffidabile, a causa del suo tradizionale orientamento verso la Russia. Per quanto concerne il Kosovo, Reshetnikov sostiene che l'Occidente ha preso una decisione forte, attraverso la creazione di uno pseudo-Stato, e dunque non ci sarebbe alcun motivo di rinunciare ad esso, considerato che l'unico obiettivo è la destabilizzazione della Serbia. Tuttavia, egli ritiene che gli alleati del Kosovo faciliteranno il suo ingresso alle Nazioni Uniti e lo faranno a tutti i costi. Rashetnikov ritiene che la Russia non presenterà alcun veto qualora il Consiglio di sicurezza delle Nazione Unite approvi l'adesione del Kosovo alle Nazioni Unite. Il direttore dell'Istituto russo per le ricerche strategiche ha detto che i confini dei Balcani sono temporanei, considerato che essi sono stati impostati artificialmente a danno del popolo serbo. Parlando sul destino della Republika Srpska, Rashetnikov ritiene che il suo destino dipenderà particolarmente dal popolo. "Se il popolo difende fortemente la sua posizione, né gli Stati Uniti né la Germania potranno romperla", sottolinea Rashetnikov, aggiungendo che in Bosnia ed Erzegovina c'è il rischio che possano scoppiare altri conflitti. Per quanto concerne, invece, la problematica che Mosca non valuti positivamente l'atteggiamento della Serbia, la quale dopo il crollo del gasdotto South Stream sta negoziando per l'ottenimento di percorsi alternativi per la fornitura del gas, Rashetnikov ha detto che nonostante la Russia non sia favorevole, la Serbia ha il pieno diritto di fare ciò "Vogliamo che il gasdotto attraversi la Macedonia e la Serbia - sottolinea lo stesso - Noi possiamo presentare un'offerta e la Serbia può decidere", conclude.
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