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Tripoli - Il gruppo terroristico Daash approfitta del caos libico per estendere i suoi tentacoli e riprodurre lo scenario siro-iracheno alle frontiere del Magreb. In guerra aperta contro Fajr Libya, attaccata nel suo collegio elettorale a Misurata e a…
Tripoli - Il gruppo terroristico Daash approfitta del caos libico per estendere i suoi tentacoli e riprodurre lo scenario siro-iracheno alle frontiere del Magreb. In guerra aperta contro Fajr Libya, attaccata nel suo collegio elettorale a Misurata e a Tripoli, l'enigmatico terrorista internazionale, Abou Bakr Al Baghdadi, che vuole imporre l'ordine del terrore, inizia a essere contestato dalla popolazione. Infatti è proprio nel suo 'emirato' di Derna che la protesta è stata lanciata dal Consiglio dei mujahidin per sloggiare il padrone dalla zona in quanto colpevole di oppressione a dispetto della vita umana. A favore della manifestazione organizzata lo scorso, 12 giugno, durante la quale gli abitanti hanno preso la decisione di prendere le armi, Fajr Libya, ha lanciato da una settimana degli attacchi su Derna contro Daash costretto a rifugiarsi, secondo l'agenzia libica Lana, nella sua 'ultima roccaforte' della zona Fataeh. Ma la battaglia di Derna, che dimostra realmente la crescente insoddisfazione della popolazione, rischia di essere un colpo di spada nell'oceano di divergenze sterili e dei combattimenti di retroguardia nutriti dal regno delle milizie armate. In mancanza di un fronte unito, la Libia dei Governi antagonisti di Tripoli e di Tobouk è stata consegnata, legata mani e piedi, alla legge di Daash in folgorante progressione. Dopo Derna, occupata nel mese di ottobre del 2014, ha conquistato le regioni di Sabratha, nell'Ovest, di Noufliyeh e alcune aree del deserto, nel centro. Questa apertura spettacolare gli ha permesso all'inizio dell'anno di prendere piede, più a est, a Misurata strappata dalle mani di Fajr Libya che ha promesso di condurre una controffensiva limitata da attacchi puntuali. ''Il rischio è enorme'', ha ammesso un funzionario del Governo di Tripoli. E lo è ancora di più, con l'arrivo ''dell'emirato di Sirte'' completamente controllato dallo scorso, 9 giugno, e che collega, sulla strada di Tripoli, il secondo porto petrolifero alla città di Misurata. Di fronte a un'organizzazione, che federa circa 1.500 organizzazioni islamiste radicali che contano quasi 200.000 combattenti che operano in Libia, secondo la rivista tedesca Spiegel, l'urgenza di una soluzione politica si impone onde evitare la disgregazione della Libia che aprirà inevitabilmente la via a una instaurazione di Daash nel paese.
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