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Sarajevo - Wikileaks annuncia la pubblicazione in rete di oltre 500.000 documenti diplomatici delle ambasciate dell'Arabia Saudita nel mondo, in pieno stile della nota operazione di trasmissione dei cablogrammi del Dipartimento di Stato nel 2010.Non…
Sarajevo - Wikileaks annuncia la pubblicazione in rete di oltre 500.000 documenti diplomatici delle ambasciate dell'Arabia Saudita nel mondo, in pieno stile della nota operazione di trasmissione dei cablogrammi del Dipartimento di Stato nel 2010.Non è chiaro come WikiLeaks abbia ottenuto i documenti, anche se nella sua dichiarazione precisa di aver rastrellato il materiale dopo un recente attacco elettronico al ministero degli Esteri saudita da un gruppo che si autodefinisce la Yemen Cyber Army. Tramite un comunicato, l'organizzazione afferma di aver ha già postato circa 60.000 file, la maggior parte di loro in lingua araba, la cui autenticità non è stata ancora confermata ma, stando al confronto della copia cartacea pubblicata a fronte, i documenti recano la carta intestata verde e il contrassegno "Regno dell'Arabia Saudita" e "Ministero degli Affari Esteri". <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/8ad223344d4b2565ef6ad9a524c84fd9.jpg" style="text-align: justify;"></a> Ad ogni modo, tali documenti offrirebbero comunque un raro sguardo sul funzionamento interno su un Regno notoriamente poco trasparente, portando alla luce alcuni aspetti della rivalità regionale tra Riyadh e l'Iran, il suo sostegno ai ribelli siriani e al governo militare egiziano, nonché la sua opposizione al raggiungimento di un accordo internazionale sul programma nucleare di Teheran. Tra gli elementi più interessanti vi è il documento indirizzato al Ministro degli interni e della giustizia nel quale viene notificato che un figlio di Osama Bin Laden aveva ottenuto un certificato dell'ambasciata americana a Riad che "dimostra la morte di suo padre" (nella foto). Il documento, che porta come data il giorno e il mese del calendario islamico, precisa che suo figlio spera di ricevere al più presto la certificazione del ministero, per poter intraprendere una causa di eredità presso la Corte della città saudita di Jeddah. Molti altri documenti riguardano le note trasmesse dai diplomatici sauditi in merito allo stato di avanzamento dei colloqui sul nucleare iraniano, toccando anche la situazione politica in Medio Oriente, ed in particolare in Siria. Viene anche citato il documento che conferma il sostegno a favore dei ibelli dei Darfur, nonché le ostilità emerse con il regime di Gheddafi, prima della rivoluzione in Libia. Molti di essi riportano i colloqui e le informative della diplomazia saudita, le attività di relazioni con il pubblico e di promozione delle relazioni bilaterali e culturali. In particolare, figurano anche documenti che testimoniano le relazioni con i Governi dei Balcani, in particolare di Bosnia Erzegovina e Albania, nonché la Serbia, con un sguardo all'intera regione dei Balcani. <br /> <br /> Con riferimento alla Bosnia, sono circa 58 i documenti che interessano direttamente o indirettamente lo Stato bosniaco, con note dell'ambasciata saudita di Sarajevo e comunicati del Ministero degli Esteri. In merito, viene affrontata la problematica della presenza delle comunità wahhabite e salafite con tracce fertili per il reclutamento di uomini ai fini di attività terroristiche, nonché il supporto all'eredità musulmana tra cui il sostegno finanziario al Centro culturale di Tuzla. Interessante anche la nota diplomatica trasmessa dopo l'incontro con l'ex membro bosniaco della Presidenza bosniaca Siljadzic, il quale ha proposto alla diplomazia saudita di acquistare la Radio di Mostar e parte della televisione TV1, nonché un generale sostegno finanziario per i media bosniaci.
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