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Tripoli - Non è ancora possibile confermare la morte dello jihadista algerino, Mokhtar Belmokhtar il quale sembra sia deceduto in un raid americano avvenuto in Libia domenica scorsa, ha dichiarato ieri giovedì, 18 giugno, il Ministro francese…
Tripoli - Non è ancora possibile confermare la morte dello jihadista algerino, Mokhtar Belmokhtar il quale sembra sia deceduto in un raid americano avvenuto in Libia domenica scorsa, ha dichiarato ieri giovedì, 18 giugno, il Ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian, che tuttavia stima che il decesso sia 'molto probabile'. Da parte sua il gruppo Al-Mourabitoune di Belmokhtar, in un comunicato citato giovedì dall'agenzia privata mauritana, Al-Akhbar, ha smentito la morte del suo leader, come aveva già fatto martedì il gruppo jihadista libico colpito da questo raid nell'est del paese. Al-Mourabitoune ha trasmesso la ''buona notizia per la Comunità islamica e per i nostri fratelli moujahidine sparsi nel mondo, che smentisce la morte di Khaled Abou al-Abbas (alias Belmokhtar, NDLR) nel corso dell'incursione aerea americana che ha mirato i nostri fratelli del Consiglio della Shura dei moujahidine di Ajdabiya''. In questo comunicato, firmato per la prima volta, secondo l'agenzia, dalla 'società di produzione e di comunicazione di Al-Mourabitoune', il gruppo nega anche la presenza del suo capo in questa regione e accusa il Governo libico riconosciuto dalla Comunità internazionale ''di complicità'' nell'incursione americana. Le Drian ha precisato in un'intervista accordata alla catena francese BFMTV che non ha prove certe che possono confermare la morte di Belmokhtar, uno dei capi jihadisti del Sahel più ricercati. ''Non siamo sicuri. C'è stato un'incursione da parte dell'esercito americano che aveva nel mirino un luogo dove era presente il leader Belmokhtar. Ma non posso fino ad ora confermare la sua morte. E' molto probabile, ma questo non è ancora certo'', ha dichiarato il Ministro francese. Lunedì, in visita ad Algeri, il Presidente francese François Hollande aveva comunicato che c'era ''una grande probabilità'' che il capo jihadista era morto in questa incursione, poiché lo aveva annunciato domenica sera il Governo libico riconosciuto a livello internazionale, rifugiato a Baïda (est). Non potendo essere sul posto, in un paese consegnato al caos e controllato soprattutto dalle milizie islamiste, il pentagono ha anche rifiutato, per il momento, di confermare la morte di Belmokhtar, organizzatore in particolare del sequestro mortale di In Amenas in Algeria, nel mese di gennaio del 2013. ''Ma ciò dimostra una cosa'', ha aggiunto Jean-Yves Le Drian, ''gli jihadisti di questa zona oggi sono in difficoltà e vivono nell'insicurezza''. In un comunicato diffuso martedì, il gruppo jihadista di Ansar Asharia ha reso noto che sono ''sette i martiri uccisi'', tra questi non appare Belmokhtar.
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