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Tripoli - Il Parlamento libico parallelo installato a Tripoli ha annunciato che l'ultimo rimpasto dell'accordo dell'ONU potrà costituire una base per regolarizzare il conflitto nel paese. In preda al caos dopo la caduta del regime di…
Tripoli - Il Parlamento libico parallelo installato a Tripoli ha annunciato che l'ultimo rimpasto dell'accordo dell'ONU potrà costituire una base per regolarizzare il conflitto nel paese. In preda al caos dopo la caduta del regime di M'uammar Gheddafi nel 2011, la Libia conta due Governi e due Parlamenti che si contendono il potere, uno a Tripoli sotto il taglio delle milizie di Fajr Libya, e l'altro a Tobruk, riconosciuto dalla Comunità internazionale. In un comunicato pubblicato martedì sera, il Congresso generale nazionale (CGN), il Parlamento ribelle, ha giudicato ''positive le proposte contenute'' nel nuovo progetto di accordo proposto dall'emissario dell'ONU, Bernardino Léon. Queste proposte potranno ''costituire la base per trovare una soluzione politica'', ha aggiunto pur ritenendo necessario ''apportare delle modifiche''. Una di queste esprime ''il rispetto di una sentenza della Corte suprema'' che ha invalidato nel mese di novembre del 2014 il Parlamento riconosciuto dalla Comunità internazionale che si riunisce a Tobruk, nell'est del paese. L'ONU tenta da mesi di trovare un compromesso che permetterà di formare un Governo di unità nazionale in Libia, e sperava di raggiungerlo prima dell'inizio del Ramadam oggi, 18 giugno, che da inizio al mese del digiuno musulmano. Léon ha presentato l'8 giugno la quarta versione in occasione del dialogo organizzato in Marocco tra i due Parlamenti rivali. Questo progetto prevede in particolare la formazione, per un anno, di un Governo di unità, con la designazione di un Primo Ministro. Il periodo di transizione dovrà essere portato a termine con lo svolgimento di nuove elezioni. Il 9 giugno, il Parlamento che si riunisce a Tobrouk ha annunciato la sua ''grande insoddisfazione'' per la nuova versione, e deplora il ruolo che fornisce al Parlamento ribelle, ma ha precisato che lo riesaminerà proponendo delle modifiche. Secondo il Primo Ministro Mahmoud Jibril, personaggio - chiave della transizione politica dopo la caduta di M'uammar GHeddafi, ''occorre esaminare attentamente il rimpasto prima di rispondere''. ''Il boicottaggio non serve a nulla'', ha aggiunto, e ha ammonito che ''la Libia è sul bordo del crollo della sicurezza, dell'economia e dell'apparato sociale e che solo il dialogo permetterà di uscire dalla crisi''.
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