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Pristina - Dall'inizio dei combattimenti in Siria ed Iraq, oltre 41 cittadini kosovari hanno perso la vita combattendo con gruppi terroristici come, Al-Nusra ed IS (Stato Islamico). Fatos Makolli, direttore del Dipartimento Antiterrorismo presso la…
Pristina - Dall'inizio dei combattimenti in Siria ed Iraq, oltre 41 cittadini kosovari hanno perso la vita combattendo con gruppi terroristici come, Al-Nusra ed IS (Stato Islamico). Fatos Makolli, direttore del Dipartimento Antiterrorismo presso la Polizia del Kosovo, ha dichiarato che, in base ai dati in possesso della Polizia, vi sono circa 250 cittadini albanesi provenienti dal Kosovo nelle zone sconvolte dalla guerra in Medio Oriente. "Stando alle suddette informazioni, finora oltre 41 persone sono state dichiarate morte, mentre nella zona dei conflitti si trovano 80-100 kosovari. Quando si parla di persone che hanno perso la vita, dobbiamo tener presente che si tratta di cittadini dichiarati morti sulla base delle fonti a disposizione della Polizia", ha precisato Makolli. Lo stesso ha affermato che, di recente, la Polizia è riuscita a fermare 20 persone che hanno tentato di recarsi in Siria presso l'Aeroporto di Pristina e alcuni valichi di frontiera con la Turchia e l'Albania, pertanto sono state rispedite in Kosovo. Secondo Makolli, attualmente, un mezzo di propaganda per recarsi in Medio Oriente, nelle zone interessate dai conflitti, sono i social network. Di recente, come ha fatto sapere il direttore, sta avvenendo un nuovo fenomeno: la partenza di giovani ragazze, che mediante i contatti con persone sui social network, siano questi albanesi del Kosovo o albanesi di altri Paesi della Regione, tentano di viaggiare in Siria. Makolli ha aggiunto che, in Siria ed Iraq, vi sono molti albanesi provenienti dal Kosovo, principalmente donne e bambini, vicini ai parenti che si trovano nelle zone di guerra. Il direttore ha informato che la Polizia del Kosovo in cooperazione con la Procura Speciale, in base al sospetto di coinvolgimento nei reati penali, quali partecipazione a gruppi terroristici e reclutamento, ha avviato le indagini su 150 persone ed ha arrestato 80 di queste. "Finora sono state sollevate accuse su oltre 41 persone. La Polizia sta facendo il massimo sforzo ed è impegnata a prevenire il fenomeno", ha precisato Makolli. Secondo Skender Perteshi, ricercatore del Centro Kosovaro per gli Studi sulla Sicurezza a Pristina, 40 albanesi provenienti dal Kosovo sono morti nei combattimenti in Siria ed Iraq in base ai dati di fine aprile-inizio maggio 2015. Nessun corpo senza vita a fatto ritorno nel Paese.
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