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Zagabria - Dopo un'agonia durata diversi più anni, la Dina Petrokemija andrà in fallimento. Presso la Corte Commerciale di Rijeka è terminato il processo concorsuale per la Dina Petrokemija, per cui ben prestto sarà avviata la…
Zagabria - Dopo un'agonia durata diversi più anni, la Dina Petrokemija andrà in fallimento. Presso la Corte Commerciale di Rijeka è terminato il processo concorsuale per la Dina Petrokemija, per cui ben prestto sarà avviata la procedura fallimentare, come ha dichiarato il Presidente del consiglio di amministrazione Fabio Giacometti. Questi ha aggiunto che agli investimenti nella Dina è interessato il fondo britannico Devon, ma aggiunge che sono diventati altri gli investitori potenziali. Con l'accordo prefallimentare proposto, è stata effettuata la conversione delle richieste di credito della Zagrebačka banka di 22,7 milioni di kune in capitale sociale, lo stesso è stato fatto per le richieste della HEP Opskrba di 46,6 milioni di kune, della HEP-ODS di 28,5 milioni di kune, della HEP Operator prijenosni sustav di 12,6 milioni di kune, di Dioki per 85,9 milioni di kune e dell'Adriaoil di 77,1 milioni di kune. Le richieste convertite in capitale ammontavano a 273,6 milioni di kune, mentre il capitale della Dina Petrokemija prima dell'accordo ammontava a 637,4 milioni di kune. L'accordo prefallimentare per la Dina Petrokemija si è concluso presso la Corte di Rijeka nel settembre del 2013, ma dopo il ricorso della Zagrebačka banka il processo è stato rinviato al Tribunale commerciale. Secondo Giacometti, i debiti totali ammontavano a circa 1,9 miliardi di kune, mentre escludendo i crediti congiunti a circa 1,2 miliardi di kune. Nell'estate dello scorso anno il portale SEEbiz.eu riportava che la Zagrebačka banka e la Devon Trading & Finance Limited stavano per concludere l'accordo con il quale il fondo britannico avrebbe pagato i debiti della banca verso la Dina acquistando presto la proprietà nella società di Omisalj. Secondo speculazioni, il fondo Devon fa riferimento a capitale kazako, cioè alla compagnia petrolifera Kazakh Oil, presumibilmente pronta a pagare una parte del debito ai creditori della Dina, in conformità con il piano pre-fallimentare della società, per entrare successivamente a far parte della proprietà della Dina. Con il versamento diretto di 12 milioni di euro sarà riavviata la produzione a Omisalj, mentre sono pronti ad investire nei nuovi impianti della Dina.
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