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Tripoli - Non cessa l'escalation nella gestione criminale dei flussi degli emigrati che sbarcano in Europa. Per tutta la notte c'è stata una sparatoria nel Mediterraneo. Un gruppo di libici ha attaccato una nave italiana della missione europea…
Tripoli - Non cessa l'escalation nella gestione criminale dei flussi degli emigrati che sbarcano in Europa. Per tutta la notte c'è stata una sparatoria nel Mediterraneo. Un gruppo di libici ha attaccato una nave italiana della missione europea Frontex a colpi di arma da fuoco. L'obiettivo dei trafficanti degli emigrati era quello di portare via il barcone sul quale erano stipati diversi emigrati che cercavano di raggiungere le coste italiane. L'intento è riuscito. Dopo il trasferimento degli emigrati sul rimorchiatore italiano "Asso 21", un gruppo di libici ha portato via il barcone. L'episodio è avvenuto questa notte ed è il secondo che avviene in poche settimane. Gli aggressori erano a bordo di un mezzo della guardia costiera libica che, secondo alcune fonti, è stato sequestrato. Intanto suscita viva preoccupazione l'ultima tragedia in mare. Citando le testimonianze raccolte dai superstiti, sembra che siano 400 le vittime del naufragio avvenuto dopo 24 ore dalla loro partenza dalla Libia. Molte di queste vittime sono giovani, probabilmente minori. Tra il giorno, 11 e 13 aprile, come riporta Save the Children, sono sbarcati più di 5100 migranti in 18 sbarchi a Lampedusa, in Sicilia, in Calabria e in Puglia. Tra questi sono presenti circa 450 bambini, di cui 317 non sono accompagnati dai genitori.
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