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Podgorica - L'esperto nel campo dell'energia dell'organizzazione internazionale, CEE Bankwatch Network, Pippa Gallop lunedì, 30 marzo, ha comunicato che la produzione dell'energia elettrica dal secondo blocco della centrale…
Podgorica - L'esperto nel campo dell'energia dell'organizzazione internazionale, CEE Bankwatch Network, Pippa Gallop lunedì, 30 marzo, ha comunicato che la produzione dell'energia elettrica dal secondo blocco della centrale termoelettrica non sarà redditizia e questo è proprio il motivo per cui il partner italiano nella società Elektroprivreda Crne Gore, cioè la compagnia italiana A2A non vuole costruirlo. Questa organizzazione insieme all'Università di Groningen e lo studio di consulenza, Advisory House ha fatto una ricerca per capire che cosa può accadere se tutti i Paesi dei Balcani Occidentali costruiranno gli impianti energetici che hanno messo in piano di costruire. La conclusione è stata che la regione tra dieci anni avrà il 56% di eccesso dell'energia elettrica, la quale non potrà vendere, perché i Paesi più vicini all'UE e i Paesi fuori dall'Unione, hanno una quantità sufficiente di elettricità. Il Montenegro avrà un eccesso di due mila gigawatt di energia elettrica se costruirà il secondo blocco della centrale termoelettrica e della centrale idroelettrica sui fiumi Komornica e Moraca. Gallop ha aggiunto che i paesi dei Balcani Occidentali cooperando in modo migliore potranno realizzare congiuntamente la politica energetica della regione allo scopo di non spendere i soldi, che infatti non hanno, per le centrali elettriche, le quali non serviranno o non saranno redditizie. "Penso che i Governi dei Paesi regionali abbiano una opinione troppo vecchia relativa alla produzione delle grandi quantità di energia elettrica, però non sono occupati nelle analisi, le quali riguardano a chi venderanno l'elettricità dopo la costruzione di tutte queste centrali elettriche", ha riferito Gallop. Il Governo del Montenegro e i paesi regionali sono convinti che l'eccesso dell'energia elettrica potrà essere venduta in Italia tramite il cavo sottomarino, la cui costruzione è stata avviata ufficialmente all'inizio del mese di gennaio. "Quando è iniziata la pianificazione del cavo sottomarino, l'Italia ha subito una carenza energetica, soprattutto quella delle risorse rinnovabili, per poter soddisfare gli standard dell'UE in questo settore", ha dichiarato Gallop. La stessa ha aggiunto che la situazione in questo Paese nel frattempo è migliorata e l'Italia in futuro potrà importare l'energia elettrica dai Balcani, se il suo prezzo sarà inferiore rispetto a quello in vigore in questo Paese.
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