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Belgrado - Il Presidente serbo dell'Associazione per il gas, Vojislav Vuletic, mercoledì, 28 gennaio, ha dichiarato che il gasdotto del quale il Primo Ministro, Aleksandar Vucic ha parlato con il suo omologo rumeno, Victor Ponta a Davos non…
Belgrado - Il Presidente serbo dell'Associazione per il gas, Vojislav Vuletic, mercoledì, 28 gennaio, ha dichiarato che il gasdotto del quale il Primo Ministro, Aleksandar Vucic ha parlato con il suo omologo rumeno, Victor Ponta a Davos non potrà essere più lungo di 70 o 80 chilometri, mentre il tubo rumeno alternativo non potrà sostituire il progetto South Stream. "L'esportazione del gas dalla parte rumena del Mar Nero in Serbia, sarà un buon modo per permettere al Paese serbo di ottenere ulteriori quantità di gas tramite un percorso alternativo. Tuttavia, si pone la domanda, su quale quantità e su quale tempistica potremo contare, perché molte cose dipendono dalle riserve del gas, delle quali dispone la Romania", ha dichiarato Vuletic. Commentando gli annunci del Primo Ministro, Vuletic ha spiegato che il gasdotto sarà costruito su una lunghezza che varia dai 70 agli 80 chilometri. I tubi del gasdotto dalla Romania potranno uscire vicino a Arad, nella parte occidentale della Romania e in Serbia potrà uscire vicino a Kikinda. "Questo gasdotto servirà come primo aiuto nel caso di carenza di gas oltre l'Ucraina, cioè oltre l'Ungheria, da dove per adesso otteniamo il gas. Queste infatti non saranno le quantità del combustibile blu, le quali dovranno arrivare in Serbia tramite il gasdotto South Stream, e neanche la Serbia in quel momento potrà pensare al guadagno del tasso di transito, ma in ogni modo avrà ulteriori quantità per sè stessa", ha riferito Vuletic. Secondo le assunzioni, il gas in Serbia tramite questo percorso sarà il gas rumeno domestico, poichè la Romania è uno dei Paesi rari, che soddisfa le sue necessità con oltre il 60% del gas. Vuletic ha sottolineato che non bisogna trascurare che la Romania nel frattempo, ha trovato i nuovi giacimenti di gas nel Mar Nero, che è infatti un motivo in più per la Serbia per cominciare a pensare seriamente a questo percorso alternativo del gas. Vuletic ha ricordato che l'annuncio del Premier in realtà rappresenta il prosieguo della storia sull'interconessione della Serbia e sulla necessità che il Paese serbo sia collegato alla Bulgaria vicino a Dimitrovgrad, e con la Croazia vicino a Apatin, mentre con la BiH è già collegata. Alla domanda qual'è il gas fornito alla Romania, oltre al gas domestico, Vuletic ha risposto che la Romania acquista il gas russo. Un elemento molto interessante è la dichiarazione del Primo Ministro rumeno, Victor Ponta, il quale a metà mese di ottobre dello scorso anno, cioè prima della conferma ufficiale di Mosca, aveva annunciato la sospensione del South Stream, aggiungendo che la produzione del gas in Romania a partire dal 2019 sarà sufficiente per coprire le necessità della Romania e della Moldavia, poichè quest'ultimo paese prende il gas rumeno. Secondo le previsioni, la Romania a partire dal 2020 potrà diventare l'esportatore netto del gas naturale con le riserve nel Mar Nero di quasi 600 miliardi di metri cubi. Per lo sfruttamente di queste quantità della fonte energetica blu, c'è bisogno di investire 30 miliardi di dollari. Per poter assicurare il gas a se stessi, ma anche ai paesi che hanno bisogno di gas, Ponta ha invitato la gestione della compagnia nazionale del gas Transgaz a costruire il gasdotto, secondo i futuri giacimenti nel Mar Nero e a connettersi ai progetti del gas del Trans Adriatic Pipeline (TAP) e Trans Anatolian Natural Gas Pipeline (TANAP), i quali dovranno portare il gas nell'UE dall'Azerbaijan.
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