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Sarajevo - Prima della guerra, tanti cittadini di Sarajevo avevano costruito le proprie ville nella zona di Kiseljak, però oggi, al loro posto ci sono i cittadini dei Paesi arabi dello Yemen, della Siria, del Pakistan e perfino della Somalia.…
Sarajevo - Prima della guerra, tanti cittadini di Sarajevo avevano costruito le proprie ville nella zona di Kiseljak, però oggi, al loro posto ci sono i cittadini dei Paesi arabi dello Yemen, della Siria, del Pakistan e perfino della Somalia. Così almeno sostiene l'ex sindaco di Damasco, Am Jad-Al-Rez, il quale voleva comprare un grande terreno a Kiseljak per costruire un insediamento turistico, però la sua richiesta è stata respinta. Piccoli appezzamenti di terra sono stati comprati dai siriani, dagli yemeniti, dai pakistani e dai cittadini di altri Paesi arabi. Questi sono per la maggior parte cittadini di classe media. Al posto della Spagna o per esempio dell'Italia, loro hanno deciso di comprare e costruire le ville in BiH o in Serbia e anche a Kiseljak. Sono stati attratti sia dalle bellezze locali che dalla possibilità di evitare le torridi estati nei loro Paesi. Le temperature in Siria in estate raggiungono i 60 gradi, ha informato Am Jad-Al-Rez che, attualmente, lavora presso la società TB Inzinjering con sede a Breza(BiH). Am Jad-Al-Rez sostiene che le paure dei cittadini locali nei confronti degli arabi, sono ingiustificate: gli arabi non tolgono ai locali i posti di lavoro, perché non c'è nessun lavoro da togliere, e, del resto, gli arabi non soggiorneranno tutto l'anno, ma solo alcuni mesi. Proprio le intenzioni degli arabi preoccupano i cittadini di Kiseljak. A causa della guerra e dell'arrivo delle formazioni "El Mujahid", i cittadini della Bosnia centrale, specialmente i croati hanno paura di cosa potrà portare il nuovo arrivo degli arabi in quest'area. Alcuni non si preoccupano e hanno già venduto le proprie case agli arabi. Per la maggior parte sono terreni in periferia, nella zona di Lepenica e ci sono altri terreni venduti al confine con quello del comune di Busovaca. Numerosi proprietari evitano di parlare di questo tema perché hanno comunque deciso di vendere, mentre i loro vicini non nascondono la preoccupazione verso i nuovi arrivati di origine araba. Il sindaco di Kiseljak, Mladen Misuric Ramljak, non dispone di dati ufficiali sulle vendite di immobili agli arabi e ha reso noto che il Comune non può vietare a nessuno di vendere la proprietà privata. Inoltre ha confermato che sono state presentate alcune richieste ufficiali per l'acquisto di grandi appezzamenti di terreno da parte degli investitori arabi. Attraverso l'Agenzia per il miglioramento degli investimenti stranieri della BiH, la società Trust 300 ha mostrato interesse per l'acquisto di un terreno di 8 ettari nell'area di Lepenica. L'intenzione è quella di costruire un insediamento turistico termale. Il sindaco di Kiseljak pensa che per il terreno in questione non esista un permesso edilizio e per questo hanno respinto la richiesta dell'investitore. Lo stesso ha aggiunto che Amad Jad-Al-Rez desiderava fare degli investimenti a Kiseljak, ma la sua richiesta è stata respinta in quanto il terreno al quale era interessato, era per uso agricolo e non edile. La documentazione del piano di espansione del comune rappresenta un ostacolo per gli investitori arabi a Kiseljak. Però nessuno può interferire sulla vendita dei terreni singoli come anche nessuno può impedire che la paura della popolazione locale si sparga verso i siriani, gli yemeniti, i pakistani e i somali.
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