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Zagabria - La compagnia petrolifera polacca PKN Orlen (consorzio polacco Noftowy) è interessata all'acquisto delle azioni della MOL nell'INA - è quanto riportato dal quotidiano Jutarnji list. I rappresentanti della PKN Orlean hanno…
Zagabria - La compagnia petrolifera polacca PKN Orlen (consorzio polacco Noftowy) è interessata all'acquisto delle azioni della MOL nell'INA - è quanto riportato dal quotidiano Jutarnji list. I rappresentanti della PKN Orlean hanno svolto una serie di riunioni con i rappresentanti della MOL ma i colloqui sono giunti ad un punto morto a causa del prezzo troppo alto richiesto dagli ungheresi. Si tratta presumibilmente di 3 miliardi di euro per il 49% dell'INA. I polacchi, dal canto loro, sono pronti a versare la metà del suddetto importo. Questa è già la seconda volta che la PKN Orlean considera l'acquisto della compagnia petrolifera croata. Già nel 2002 si è detta propensa all'acquisizione del 25% più un'azione, ma ha dovuto rinunciare a causa delle condizioni del tender. La PKN Orlen è una delle società petrolifere più grandi in Europa centrale il cui reddito, nel 2013, è stato pari a 36,1 miliardi di dollari. La stessa vanta filiali in Germania, Repubblica Ceca e Lituania e possiede più di 2.000 stazioni di servizio in Polonia, 580 in Germania, 2 raffinerie nella Repubblica Ceca e in Lituania. In ogni modo la polacca PKN Orlean, nell'ultimo periodo, non è stata l'unica azienda interessata alle azioni INA, dal momento che queste ultime hanno attirato l'attenzione dell'americana Klesch Group come potenziale acquirente. L'agenzia Bloomberg ha infatti reso noto che la Klesch Group ha attuato la due diligence nell'azienda croata. Nel frattempo con l'arbitrato internazionale a Washington, sono state adottate le prime decisioni relative all'accusa mossa dalla MOL contro la Croazia. Il centro internazionale per la risoluzione delle controversie relative agli investimenti (ICSID), presso il quale la MOL ha avviato, verso la fine del 2012, il processo arbitrale contro la Croazia, non ha accolto le denunce croate. Come ha specificato il Jutarnji list, tale rinuncia ha carattere provvisorio. A loro volta fonti vicine al Governo croato hanno fatto sapere che l'esecutivo non è soddisfatto della situazione. Com'è risaputo, l'ungherese MOL ha accusato il suo partner a causa della violazione dell'accordo del 2009 con il quale era prevista l'estrazione del business del gas dall'INA. In base al documento concordato durante il mandato di Sanader, lo Stato ha acquistato lo stoccaggio sotterraneo del gas ad Okoli ma non ha realizzato il commercio del gas come pattuito. Il Governo di Jadranka Kosor ha rinunciato definitivamente al business del gas, probabilmente dopo aver constatato che questo affare può risultare controverso e dannoso per la parte croata. Secondo l'accordo, la Croazia è tenuta a comprare il gas locale dall'INA rispettando la formula russa dei prezzi. In questo modo però, lo Stato avrebbe delle perdite enormi a lungo termine mentre la MOL delle facilitazioni con la concessione, a danno del Paese, costretto a rinunciare all'aumento dei redditi con lo sfruttamento delle risorse minerarie. A seguito dell'accusa della MOL presso la corte a Washington, la Croazia ha presentato una serie di denunce, la più importante delle quali riguardante le competenze dell'ICSID. La controparte ungherese infatti, ha escluso la possibilità di essere giudicata con l'arbitrato internazionale a causa della violazione dell'accordo commerciale. Riferendosi al principio della reciprocità, i croati hanno sostenuto che l'accusato non può essere, allo stesso tempo accusatore. Se gli investitori stranieri non possono accusare presso l'ICSID, l'Ungheria, allora gli investitori ungheresi non possono accusare gli altri Paesi. Nel caso specifico la Corte non ha accettato la denuncia, ritenendola prematura. La Croazia, pertanto potrà presentarla nuovamente nella fase successiva del processo. Fonti ben informate circa l'andamento del processo arbitrale hanno riferito che l'ICSID non ha adottato nessuna decisione in merito alla parte croata. Quest'ultima ha accusato la MOL, lo scorso gennaio presso la Corte dell'ONU per il Diritto Internazionale del Commercio a Ginevra (UNCITRAL), alla quale ha chiesto di annullare l'accordo del 2009 sui diritti di gestione nell'INA e quello sul business del gas dicendo che si tratta di accordi nati dalla corruzione. Nel frattempo la sentenza riguardante Sanader, sulla quale si basa l'accusa contro la MOL, è diventata giuridicamente vincolante e presto inizierà il processo contro Zsolt Hernardi, il capo della MOL. L'UNCITRAL ha ritenuto adeguata l'accusa croata ed ha adottato delle misure provvisorie con le quali la MOL non può vendere le azioni ed è tenuta a gestire l'INA con il Governo croato, rispettando gli interessi della compagnia.
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