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Sarajevo - I media tedeschi hanno parlato questo lunedì, 17 novembre, dell'influenza russa sui Balcani, cioè dell'offensiva russa nella regione. Sotto il titolo "Ritorno alla guerra fredda'', Spiegel online parla…
Sarajevo - I media tedeschi hanno parlato questo lunedì, 17 novembre, dell'influenza russa sui Balcani, cioè dell'offensiva russa nella regione. Sotto il titolo "Ritorno alla guerra fredda'', Spiegel online parla dell'influenza russa nei Balcani e ricorda che la Russia la scorsa settimana non ha votato per la prima volta al Consiglio di sicurezza dell'ONU la proroga della missione dell'EUFOR in Bosnia e Erzegovina. Il quotidiano riporta che il Cremlino intende disabilitare l'avvicinamento e l'adesione dei paesi dei Balcani all'Unione europea. Nell'analisi elaborata dal Ministero tedesco degli affari esteri sotto il titolo ''Influenza della Russia in Serbia'', c'è scritto che i Balcani occidentali hanno un'importanza strategica per la Russia, cioè che Belgrado è strettamente collegata a Mosca. E questo non riguarda solo alla cooperazione militare e la fornitura del gas. L'analisi menziona anche, che Mosca, utilizzando la sua retorica panslava e il suo atteggiamento verso il Kosovo, gode tra la popolazione di una grande reputazione. L'obiettivo di Putin è quello di mettere i paesi dei Balcani sotto la sua pressione per allontanarli dall'adesione all'UE o che i membri influenzino questo atteggiamento affinchè le decisioni dell'UE siano prorusse, riporta lo Spiegel citando il politico nel Parlamento europeo, Elmar Brok. Lo stesso vale sia per la Serbia che per la Bosnia e Erzegovina, riporta lo Spiegel aggiugendo che sembra che la Russia stia provando attraverso una parte della BiH, cioè attraverso la Repubblica Srpska, a espandere la sua influenza in tutta la Bosnia e Erzegovina, ha dichiarato il Ministro tedesco dell'agricoltura, Christian Schmidt il quale è stato di recente in visita in BiH come delegato del cancelliere tedesco Angela Merkel. Questo conferma anche il rapporto molto importante del Consiglio russo sulla politica estera strategica dei Balcani il quale è stato presentato al Presidente russo, Vladimir Putin. Questo rapporto cita che in questa regione, (Balcani) che è tradizionalmente collegata alla Russia, non possono limitarsi solo agli investimenti nelle società, ma che bisogna estrarre il denaro per l'infrastruttura e le persone vedono la Russia come una potenza alternativa mondiale. E Putin sta agendo proprio in base a questa dicitura. Le Ferrovie russe guidate da Vladimir Yakunin, l'uomo vicino a Putin, modernizzeranno una ferrovia lunga 350 km in Serbia e il costo di questo lavoro ammonta a 750 miliardi di euro. La società petrolifera moscovita, Lukoil nel frattempo possiede il 79,5% della società locale Beopetrol, la Gazprom è il più grande fornitore di gas nel Paese. Lo Spiegel riporta che nel rapporto del Consiglio per la politica estera c'è scritto che gli investimenti russi hanno dato alla regione una nuova prospettiva la quale è stata danneggiata pesantamente durante il bombardamento della NATO e che in Montenegro gli investitori russi sono al primo posto degli imprenditori stranieri aggiungendo che un terzo delle società appartiene ai russi. Il quotidiano cita il Ministro tedesco degli affari esteri, Michael Roth il quale ha informato che per il Governo federale non è semplice confrontarsi con l'offensiva russa e ha aggiunto che dovranno di nuovo spiegare ai paesi dei Balcani che l'adesione all'UE rientra nel loro interesse. Anche Angela Merkel sta provando a prevenire le intenzioni diplomatiche di Putin. Alla conferenza dei Balcani occidentali svolta alla fine di agosto hanno obbligato tutti i capi di Stato e di Governo a rimanere sulla scia europea perché dove è necessario il cancelliere utilizza la sua pressione, riporta Spiegel online.
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